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Robe di Napoli

NSS - New Sport Side

Robe di Napoli  NSS - New Sport Side

 

È fin troppo facile richiamare il concetto del “cerchio-che-si-chiude” per parlare della stagione del primo Napoli di Sarri. Il ritorno dello stemma della Robe di Kappa sulle maglie dei partenopei era stato salutato come buon augurio da una terra che, luoghi comuni e semplificazioni a parte, vive ancora di scaramanzie.

Il primo Napoli dell’era De Laurentiis infatti, il Napoli Soccer (come venne chiamato fino al ritorno in serie B) vestiva delle maglie color cielo che rievocano ricordi dolceamari per i tifosi: la delusione della sconfitta ai playoff contro l’Avellino, ma anche la cavalcata per il ritorno in B.

Quasi 10 anni dopo, la Kappa riveste un Napoli completamente cambiato, passato per i lustrini della Champions League, alla presenza stabile in Europa. L’azzurro sulle maglie è diventato più deciso, mentre sulla panchina si è seduto Maurizio Sarri, massimo esponente della retorica della classe operaia che va in paradiso.

Ma questo Napoli ha imparato anche ad essere cool, passando (quasi) indenne ai terremoti stilistici provocati dalle azzardate scelte di ADL e della Macron. L’allenatore ha consegnando alla sua squadra un modo di giocare che riesce a essere tremendamente efficace nella sua bellezza. Arioso, fluido e mai nevrotico, il Napoli edizione 2015/2016 sembra avere tutto per potere puntare a quell’obiettivo impronunciabile.

Dal canto sua Robe di Kappa torna a riprendersi una vetrina calcistica importante, dopo qualche annata di appannamento. Abbandonata da tempo l’eleganza delle divise del Barcellona era-Ronaldo, o del Milan degli olandesi, la Kappa è arrivata al compimento di un percorso di futurizzazione nell’uso dei materiali, della vestibilità (un elasticità sempre superiore alla media ma forse meno accentuata dell’edizione italiana Mondiali 2002), presentando altre due colorazioni oltre l’azzurro: il rosso e il grigio.

Oltre al valore delle divise, cosa ha contribuito a rendere appealing la squadra di Sarri che domina in Europa e spaventa l’Italia?


Caffè & Sigaretta

Oltre l’avventura sportiva, Sarri ha restituito al Napoli, a Napoli, quel mondo fatto di tute della kappa, di sigarette a bordo campo e caffè che quasi interrompono l’allenamento che è il perfetto contro bilanciamento dell’estetica troppo esuberante di Insigne, della cresta di Marek Hamsik e della nobiltà calcistica di Huguain.

 

Nathiel Chalobah

Il giovane prodotto del vivaio del Chelsea non ha trovato molto spazio fino ad oggi. Qualche spezzone di partita qua e là e una presenza forse un po’ aliena. Ma il giovane Nathiel qualche giorno fa ha conquistato il web grazie ai suoi gusti letterari. Di ritorno da Verona è stato instagrammato con il mano l’ultima biografia di Phil Jackson, uno dei più mistici allenatori NBA di sempre. Qualcosa di lontano dallo stereotipo del calciatore, che ha strappato qualche sorriso e parecchi punti street cred per lui.

Una foto pubblicata da Nathaniel (@natedogg39) in data:



Pepe loves Napoli 

A Pepe Reina deve piacere idealizzarsi perfettamente nella figura del leader carismatico, perché gli riesce di interpretarla a meraviglia. Il popolo napoletano è perdutamente innamorato di lui, e lui ricambia puntualmente offrendo perle di napoletanità quotidiane sulle sue pagine social, Twitter in particolare. Dall’abbuffata con gli amici, all’esclamazioni come wua, alla magnata e la jurnata e all’esortazione di jamme ja. Una spontaneità che non lascia dubbi e anzi attrae. Anche il pubblico femminile, pare.