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Template History - Hummel Denmark 1986

Come il kit della nazionale danese inaugurò il decennio d'oro delle maglie da calcio

Template History - Hummel Denmark 1986 Come il kit della nazionale danese inaugurò il decennio d'oro delle maglie da calcio

Il Mondiale non è solamente l’appuntamento quadriennale per i calciatori, per i tifosi e per le nazionali che aspettano di giocarsi l’immortale gloria in poche, decisive partite. È anche una vetrina irresistibile per gli sponsor tecnici che possono lanciare in anteprima, letteralmente, mondiale i nuovi design e template che poi andranno a definire l’estetica del brand nelle stagioni successive. Ogni Coppa del Mondo ha avuto il suo template di riferimento, il suo brand di sportswear al quale associare le più dolci o più aspre memorie. Quando Hummel nel 1986 presentò le maglie per la nazionale danese, l’effetto dirompente del design scelto creò un’ondata che cambiò l’estetica delle maglie da calcio nel successivo decennio. Spesso si usa la maglia indossata dall’Olanda nell’europeo 1988, vinto dagli oranges grazie alle prodezze di Marco Van Basten e Ruud Gullit, e firmata da adidas, come il kit dal quale tutti gli altri template pazzi realizzati nei primi anni ‘90 discendono, ma è stata la fantasia di Hummel a tracciare la nuova linea. 

Con il suo audace disegno diviso verticalmente in due parti speculari tra di loro, una metà con sottili strisce bianche e rosse, l'altra con strisce di colore rosso più scuro, secondo un pattern color-blocking che proprio in quel periodo stava prendendo piede, era straordinariamente diversa rispetto a tutte quelle viste prima. Sulle maniche e sui pantaloncini il disegno si abbina a quello principale, con una sottile linea di cucitura blu utilizzata per esaltare la combinazione di colori, mentre la maglia, pensata per essere confortevole anche al caldo torrido del mondiale messicano, è realizzata con un tessuto estremamente leggero e aerodinamico. A sorpresa fu approvato dalla FIFA, la quale pretese solo di cambiare i pantaloni che inizialmente riprendevano lo stesso design con altri tutti bianchi o tutti rossi a seconda del kit usato. Ma non furono le caratteristiche tecniche a rendere unico il kit realizzato da Hummel. 

Quando fu presentato tra lo stupore generale fu immediatamente ribattezzato "The Carnival Suit", a suggerire come potesse essere recepito all’epoca un design così particolare per una maglia da calcio. Anche i calciatori danesi, che all’Europeo avevano indossato la prima maglia non monocromatica della storia della nazionale con maniche bianche a contrasto e il famoso gallone a zig zag lungo le spalle, inizialmente si trovarono spiazzati davanti al futuristico disegno di Hummel. C’era chi la riteneva una boccata di aria fresca in un mercato all’epoca fortemente standardizzato e chi invece la vedeva come un semplice stunt pubblicitario da parte di un brand che doveva farsi spazio tra i tanti competitor. 

Per fortuna di Hummel, la Danimarca in quel periodo aveva una squadra capace di rendere speciale la maglia che indossava. Prima di allora infatti la nazionale danese non si era mai qualificata per un Mondiale, e fino agli anni 70 l’intero movimento calcistico era limitato al dilettantismo tanto che i giocatori dovevano richiedere alla federazione il permesso per essere tesserati in squadre professionistiche all’estero. Tutto cambiò con l’arrivo dell’allenatore tedesco Sepp Piontek, che attraverso un regime militaresco riuscì a trasformare un gruppo di grande talento in una vera squadra con principi di gioco rivoluzionari. Quella che passò alla storia come Danish Dynamite era guidata in campo da Michael Laudrup, all’epoca in forza alla Juventus, e Preben Elkjaer, eroe dello scudetto del Verona di Bagnoli. Una squadra folle e bellissima, capace di superare a punteggio pieno il girone con Germania Ovest, Scozia e Uruguay e successivamente uscire perdendo per 5 a 1 contro la Spagna agli ottavi, quando era diventata la rivelazione del torneo. 

Nonostante una fine ingloriosa, la nazionale danese segnò indelebilmente quel Mondiale e il template disegnato da Hummel divenne usatissimo anche per le squadre di club, in Inghilterra con il Southampton, l’Aston Villa e il Coventry City, ma anche in Italia con Pisa e Verona. Questo nuovo modello istituì un riferimento per tutti gli altri brand, che da quel punto in avanti iniziarono a rompere gli schemi precedentemente utilizzati nel design delle maglie da calcio dando vita a quel decennio pazzo e vitale. Tutto merito della nazionale danese e del suo sponsor Hummel, un sodalizio storico che va avanti ancora oggi per il Mondiale in Qatar.