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Il Brasile vuole rinegoziare il proprio contratto con Nike

C'entrano le royalties sulle vendite ma non solo

Il Brasile vuole rinegoziare il proprio contratto con Nike C'entrano le royalties sulle vendite ma non solo

Quando nel 1996 la Federazione brasiliana firmò un contratto di sponsorizzazione con Nike da 200 milioni di dollari per 10 anni, all'epoca fu il più lucrativo mai firmato tra una nazionale e un brand e contribuì a definire l'estetica di un decennio di calcio. Ora dopo oltre venticinque anni di partnership e numerosi rinnovi, la CBF nella persona del proprio Presidente Ednaldo Rodrigues in una intervista a Globoesporte ha apertamente chiesto una nuova revisione dei termini sul quale si regge l'accordo previsto fino al 2026. Secondo ESPN la società americana paga 35,5 milioni di dollari all'anno ma non prevede royalties sui kit e merchandising venduto, una situazione che la CBF ritiene non egualitaria.

"Sono passati quasi cinque anni da quando ho avuto una riunione Nike con chi presiede la società. C'erano diversi vicepresidenti sparsi in altri Paesi e ci siamo incontrati negli Stati Uniti. Abbiamo anche esposto le nostre lamentele, giusto? Per quanto riguarda il ritardo nel contratto, perché è un contratto molto vecchio, e anche per quanto riguarda la giustizia sulle royalties, in relazione alla vendita delle maglie. Non abbiamo royalties, quindi quello che vogliamo è un'uguaglianza dovuta alla grandezza del calcio brasiliano" ha affermato Rodrigues. Nonostante le parole di distensione il contratto di sponsorizzazione di una delle nazionali più iconiche al mondo potrebbe fare gola a molti altri brand, che proveranno a strappare la Selecao a Nike.


Al momento il contratto che lega lo swoosh al Brasile è il quinto più remunerativo per una federazione calcistica, dopo quelli di Germania, Francia, Inghilterra e Spagna. Ma non è solamente questione di soldi quella tra Nike e la CBF, con quest'ultima che vorrebbe anche ridiscutere le cosiddette condizioni "senza scadenza", ovvero quelle che regolano le questioni riguardo l'anticorruzione, le molestie di ogni genere e anche questioni ambientali e lavorative, come eventuali partner coinvolti nel lavoro forzato o minorile. In un momento storico nel quale la maglia oro della Selecao è diventata anche un simbolo politico conteso e discusso, niente deve essere lasciato al caso.