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Storia estetica del Toronto FC

Quella che con tutta probabilità sarà la nuova casa di Lorenzo Insigne

Storia estetica del Toronto FC Quella che con tutta probabilità sarà la nuova casa di Lorenzo Insigne

Ancora prima dell'apertura dei trasferimenti è iniziata una nuova telenovela, destinata come sempre a far discutere e a monopolizzare l'opinione pubblica. Come avrete intuito anche dal titolo dell'articolo e dai vari siti di informazione che in questo periodo riportano assiduamente ed instancabilmente ogni possibile rumors, offerta o contatto, uno degli argomenti più caldi di questo inizio del 2022 è il possibile trasferimento a fine stagione di Lorenzo Insigne al Toronto FC.

Lorenzo Insigne è il capitano, bandiera e simbolo del Napoli e un suo possibile allontanamento dalla città che l'ha visto nascere e crescere, non solo calcisticamente, non può che provocare e animare discussioni di ogni tipo. Negli ultimi giorni le voci di una possibile offerta da parte del Toronto si sono fatte sempre più insistenti, l'ultima offerta messa sul tavolo dal club di MLS è un contratto quinquennale da 11,5 milioni a stagione più bonus. Cifre mostruose su cui chiunque si è sentito in dovere di dire la propria, persino Giovinco che fino a pochi anni fa militava nel club canadese ha avvertito il collega del possibile errore che potrebbe commettere. Una cifra spropositata e allettante che da giorni molti tifosi napoletani sotto i vari post della squadra canadese chiedono di non proporre al talento napoletano, spesso in inglese, spesso in italiano e a volte senza badare troppo alla formalità.

Prima ancora che tutti si ricordassero ancora una volta del Toronto per via delle ultime vicende legate al calciomercato, la squadra ha scritto una pagina importante di questo sport, diventando il primo club ad aggiudicarsi la MLS. Una dirigenza che negli anni è stata capace di costruire un impero sportivo e che nonostante la sua recente storia gioca già in uno stadio costato circa 70 milioni di dollari, che può contenere circa 30 mila persone.

Uno stadio moderno capace di ospitare oltre che match della MLS, anche partite di rugby, senza pista d'atletica e con tribune altissime che dal campo danno l'impressione di travolgere i giocatori. Oltre lo stadio costruito sul modello di quelli inglesi, fin dalla sua fondazione il club ha impostato la sua immagine sulla semplicità e questa è anche la sua forza come dichiarato qualche tempo fa dal presidente stesso, come si evince anche dal nome stesso della squadra e dai colori rosso e bianco che riflettono la forte identità canadese. A fare il resto ci pensa poi un logo minimale ma contemporaneo, con una "T" che si incastra perfettamente in uno scudo, capace di essere al passo con i tempi e perfetto per ogni tipo di evenienza. 

Oltre a condividere la stessa proprietà con i Toronto Raptors, le due squadre condividono inoltre un illustre tifoso: Drake. Sebbene il rapper canadese non abbia mai nascosto la sua passione per il basket, diventando una presenza quasi fissa a l'Air Canada Center, spesso si è visto spesso anche al BMO Center, diventando negli anni una sorta di global ambassador delle squadre di Toronto. 

Oltre ad aver esultato e gioito per il primo trionfo in MLS della squadra, è impossibile dimenticare quando durante i Playoff NBA 2019 Drake si prese la scena, almeno quella fuori - appena fuori - dal parquet. Seduto praticamente di fianco alla squadra, ha esultato con loro, ha applaudito per loro, ha addirittura massaggiato il loro capo allenatore, litigato con gli avversari, alzato il livello della tensione in dei playoff conclusisi con un insperato anello per i Toronto Raptors. Un legame con la franchigia e con la squadra che è così forte che pare Drake abbia un suo armadietto riservato accanto a quello dei giocatori, negli spogliatoi del palazzetto e anche dello stadio.

Un rapporto tramutato poi anche in una collaborazione, OVO il brand di Drake che per un anno si occupò anche di disegnare le City Edition della franchigia oltre che di realizzare una struttura di allenamento a Toronto con il nome del brand. E chissà se nei prossimi anni vista anche la dimensione internazionale che sta acquisendo la squadra di calcio non possa esserci anche una collaborazione di OVO a sfondo prettamente calcistico. Già con Giovinco e nella spasmodica attesa di Views, uno dei tanti capolavori di Drake, qualcuno sembrava già provarci e forse l'arrivo di un calciatore di profilo internazionale come Insigne potrebbe accelerare le cose. 

A supportare il Toronto FC fin dalla sua nascita, oltre a Drake, c'è sempre anche stata adidas: il brand tedesco fin dal 2007 ha sempre vestito la squadra canadese forte anche dell'accordo in essere con la MLS. adidas ha sempre affidato team canadese i migliori design e template mai prodotti dal brand tedesco, fin dalla primissima stagione quando ha disegnato le divise con l'indimenticabile template Teamgeist, mettendolo di fatto sullo stesso livello di LiverpoolMilan Real e tutti gli altri top team europei. Una delle maglie più iconiche poi senza dubbio rimane quella del 2014 adornata con una foglia d'acero, il simbolo nazionale canadese da quando fu aggiunto allo stemma nel 1921. 

Prima ancora di Insigne, il Toronto già nelle passate stagioni aveva fatto parlare di sé per i suoi acquisti. Oltre il mirabolante acquisto di Giovinco dalla Juventus nel 2015, nella stagione 2013-2014 la squadra concluse molte importanti operazioni di calciomercato, prima si assicurò Justin Morrow e Jackson, oltre che brasiliano Gilberto, dopodiché pescò ancora una volta in Italia, acquistando a sorpresa l'americano Michael Bradley dalla Roma, autore di una grande stagione fino a quel momento.

Il 10 gennaio 2014 invece fu annunciato uno dei più grandi acquisti dei canadesi, un pioniere del calcio arrivato in America con grandi aspettative di alzare il livello della MLS: Jermain Defoe. L'attaccante arrivava dal Tottenham per 6 milioni di sterline, una cifra da record a quel tempo per la lega americana  ancora lontano dalle cifre astronomiche da oggi. Un mese dopo il club canadese riuscì a mettere la ciliegina sulla torta di quel mercato, firmando l'ex portiere dell'Inter Julio Cesar, un vero e proprio colpo nonostante l'età del portiere brasiliano che ai tempi giocava in Premier League al QPR.

Al netto della sua giovane storia il Toronto negli anni ha dimostrato la volontà di diventare in tutto e per tutto un grande club, firmando non solo grandi nomi, ma costruendo anche uno stadio all'altezza delle ambizioni del club e puntando anno dopo su allenatori e giocatori che potessero far crescere il club mettendo da parte ogni tipo di blasone e notorietà.

Con il possibile passaggio di Lorenzo Insigne, che sembra secondo molte fonti ormai vicino, il club conferma ancora una volta la bontà del proprio progetto basato sul costruire una squadra che sappia imporsi in Nord America e nel tempo crescere ed affermarsi anche fuori dal campo su un mercato oggi dominato da NBA e NFL. Il calciomercato è appena iniziato, vedremo cosa ci riserveranno questi mesi e soprattutto se Insigne deciderà di lasciare la sua città per affrontare una nuova esperienza dove il calcio è in forte crescita ma ancora molto distante dai livelli di quello europeo.