Vedi tutti

Storia, origini e diffusione del mate tra i calciatori

Perché questa bevanda simile a tè e caffè è diventata un must per i giocatori sudamericani (e non solo)

Storia, origini e diffusione del mate tra i calciatori Perché questa bevanda simile a tè e caffè è diventata un must per i giocatori sudamericani (e non solo)

Facendo zapping tra le storie Instagram dei calciatori ci sono diverse costanti: al momento, per esempio, molti di loro si trovano in posti bellissimi di mare, complici le vacanze estive. In inverno invece è la volta di ristoranti e sushi bar con i compagni di squadra; e ancora: piccoli momenti familiari, fotogrammi divertenti dall’allenamento appena concluso, stories-lancio per la prossima partita, con tanto di “siamo carichi” ed emoticon varie.

Passando da un’immagine all’altra, inoltre, capita di imbattersi in una bevanda. La prima volta non ci fai caso. Pensi: boh, chissà che sarà, di cibi strani se ne vedono tanti. Anche la seconda volta scivola via (“ma non era lo stesso bicchiere dell’altra volta”), e alla terza occasione non puoi fare altro che googlare “cosa è quella roba che bevono tutti i calciatori”. Risposta: mate.

 

 

Cosa è e come si prepara il mate

Il mate sostanzialmente è un infuso, e come ogni infuso che si rispetti è nato da una fusione. Per risalire alle origini del mate bisogna tornare indietro al XVI secolo, quando in Sud America arrivarono i conquistadores spagnoli. Gli Indios erano soliti utilizzare la yerba mate (pianta dalla quale si ricava la bevanda) con acqua fredda, i soldati spagnoli decisero invece di usare l’acqua calda nel tentativo di emulare il tè. 

Così il mate cominciò a diffondersi, e ad oggi resta una delle bevande più amate delle nazioni dell’America del Sud (Uruguay su tutte, ma anche in Argentina se ne beve parecchio). 

Ok, ma se anche un italiano vuole consumare mate, come può fare? Niente di impossibile: la yerba mate si può trovare in commercio (nelle erboristerie, ad esempio) e la preparazione dell’infuso non è difficile. Occorrente:

- Yerba mate, per l’appunto; 

- Tazza di zucca: è specificamente realizzata per questo tipo di bevanda, però in alternativa vanno bene anche tazze in legno, in vetro o in ceramica; 

- Bombilla: questa invece non potete sostituirla con nient’altro. È la cannuccia (la sola e unica) di metallo con la quale si beve il mate. Particolarità: è munita di un filtro che impedisce alle foglie di mate di passare attraverso la cannuccia stessa. 

- Pentolino per far bollire l’acqua. 

 

Procedimento, in breve

- Lavare la tazza strofinando il suo interno con il sale, poi asciugarla;

- Riempire per metà la tazza con le foglie di mate essiccate;

- Momento acrobazia: coprire la tazza con il palmo della mano e rigirarla, per poi scuoterla in modo tale da far risalire in alto le polveri più sottili, che in parte si depositeranno anche sul palmo della mano (tutto ciò per evitare di berle);

- Inclinare la tazza per far concentrare le foglie in un solo punto; 

- Mettere la bombilla nello spazio senza foglioline, nello stesso versare acqua fredda (sì, fredda) e lasciare che le foglie la assorbano (impiegano circa 2 minuti); 

- Non mescolare, non spostare la bombilla, ma versare l’acqua calda (non proprio bollente) e lasciare riposare per altri 2 minuti;

- Bere. 

Extra step: potete “farla girare”, quindi bere il vostro lungo sorso di mate “alla goccia” per poi passarlo al compagno di bevute, e così via . L’operazione può essere ripetuta per 10-20 refill di acqua calda senza che il mate perda il suo sapore. 

Se avete bisogno anche di una dimostrazione pratica, ecco un video che spiega la preparazione del mate passo dopo passo:

A questo punto non vi manca più niente: potete entrare a far parte anche voi delle storie Instagram del vostro giocatore uruguaiano preferito. 

 

Perché è così diffuso tra i calciatori 

Tra i vip amanti del mate troviamo anche Papa Francesco e Obama, ma né la categoria Papi, né la categoria Presidenti degli USA raggiungerà mai il livello di diffusione del mate che c’è tra i calciatori. Per spiegare i motivi di questo apprezzamento potremmo anche semplicemente lasciare la parola ad Antoine Griezmann, il calciatore francese più uruguaiano di tutti, che una volta ha detto: 

"Alla fine è come il caffè o il tè: lo bevo prima dell’allenamento, di mattina o di pomeriggio, serve a risvegliarmi".

In effetti, l’attaccante francese non ha tutti i torti: le proprietà del mate sono molteplici, e alcune di queste sono assimilabili a quelle del tè o del caffè. Per capire quali siano, possiamo fare riferimento ad esempio al sito di Targuì, produttore di mate.  Altro giro, altro elenco puntato: 

- Stimola il sistema nervoso centrale, aumentando i livelli di energia e l’attività celebrale;

- Migliora l’assimilazione dei carboidrati, e di conseguenza fa aumentare la resistenza;

- Riduce l’affaticamento muscolare, e in questo modo previene l’eccessiva produzione di acido lattico;

- Contiene caffeina, quindi: fa aumentare l’energia, migliora il funzionamento psicomotorio, previene il deterioramento e la degenerazione delle cellule;

- Ha effetti anti-infiammatori (e il recupero post-esercizio fisico diventa così più rapido); 

- Promuove il benessere cardiovascolare (e quindi migliora la condizione fisica).

Motivo bonus: fa fare bella figura su Instagram. Ormai il mate è quasi una moda, se non hai tazza di zucca e bambilla non sei nessuno, resti fuori dal giro, niente garra charrua per te. Scherzi a parte: i calciatori lo adorano veramente. La diffusione è opera dei sudamericani, ma ormai il mate spopola anche tra le altre nazionalità. 

 

Esempi del rapporto calciatori-mate

Il rapporto mate-calciatori è più o meno lo stesso che c’è tra questo articolo gli elenchi puntati. I giocatori ne vanno matti, intere squadre lo bevono. Anche giocatori inaspettati, geograficamente lontanissimi dal Sud America, sono stati conquistati dal mate. Alcuni esempi della mate-mania

- Per lo stesso Griezmann PUMA ha realizzato degli scarpini personalizzati a tema mate;

- In occasione dei Mondiali in Russia, l’Uruguay si è fatto portare 180 kili di mate tramite un volo speciale di 17 ore; 

- In un bell’articolo del Secolo XXIV di qualche anno fa, il mate veniva definito come “il segreto argentino del Grifone”. Nel Genoa di quella stagione (2014/2015) lo bevevano anche Kucka e Izzo, stando alle dichiarazioni di Roncaglia, brand-ambassador della bevanda per l’occasione; 

- Il Brasile dista dalla Polonia circa 10.000 chilometri, eppure questo non ha impedito al polacco Piatek di assaggiare il mate. Con la straordinaria partecipazione del brasiliano Paquetà; 

- Beh, anche la Bosnia di Pjanic è abbastanza lontana dal Sud America;

- Sembra che Mauricio Pochettino abbia attaccato la mate-mania ai calciatori del suo Tottenham; 

- C’è anche Maradona

- Pogba ha raccontato di essere diventato un fan del mate grazie a Rojo; 

- Secondo Le Parisien, nel 2012 il Pocho Lavezzi avrebbe fatto conoscere il mate alla Parigi calcistica; 

- In tutto questo trionfo di sudamericanità e social network poteva mancare il Papu Gomez? Certo che no

- Se ancora non avete capito come si fa il mate, potete chiedere aiuto a Franco Vazquez

 

Sembra giusto chiudere con una carrellata di post Instagram di giocatori che bevono mate: