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Le NBA Finals, l'Italia e Supreme: intervista a Buddy Hield

Il giocatore dei Sacramento Kings è stato ospite della prima esclusiva serata al NBA Crossover a Milano

Le NBA Finals, l'Italia e Supreme: intervista a Buddy Hield Il giocatore dei Sacramento Kings è stato ospite della prima esclusiva serata al NBA Crossover a Milano

Dopo l'esperienza dello scorso anno, quando avevamo incontrato Karl-Anthony Towns, siamo stati nuovamente invitati al cocktail d'apertura di NBA Crossover, quello che in maniera un po' riduttiva cataloghiamo come mostra interattiva sul campionato di basket più famoso del mondo ma che in realtà è molto, molto di più, un evento a 360° che coinvolgerà gli appassionati fino a domenica 2 giugno. Entriamo nei locali di Via Novi 5 a Milano quando sono ancora semivuoti e iniziamo la nostra immersione nel mondo NBA tra maglie d'epoca, cimeli (c'è pure il Larry O'Brien trophy!), un desk per customizzare le sneaker, postazione videogiochi e anche un mini campetto per fare due tiri a canestro. Tra un drink e un assaggio di nachos alla maionese di carne, aspettiamo l'arrivo della stella NBA che sarà il grande guest della serata: Buddy Hield. Con il giocatore delle Bahamas, una delle note più positive della stagione dei Sacramento Kings, abbiamo in programma una chiacchierata tra basket (ovviamente), moda e viaggi. Hield si presenta con un giubbotto di jeans, delle Alexander McQueen ai piedi e una felpa di Supreme, e allora non possiamo che domandargli subito del brand americano.

 

Tra gli argomenti preferiti di nss sports, oltre al calcio e la NBA, ci sono senz'altro il lifestyle e la cultura street: perciò devo per forza chiederti perché stai indossando una felpa Supreme. E soprattutto, cosa pensi dell'influenza di un brand come Supreme nel mondo della moda oggi?

Sono un grande fan di Supreme, la vesto da tantissimo tempo e ve ne sarete anche accorti dal mio profilo Instagram, anche perché è davvero economico visto che puoi comprare qualcosa di cool con meno di 100 dollari, a differenza di brand come Gucci che vanno fortissimi tra i miei colleghi giocatori. La cosa che secondo me lo rende davvero popolare sono le tante collaborazioni con brand completamente differenti, da Nike a Louis Vuitton, che rendono alcuni item assolutamente unici pezzi da collezione che devi per forza comprare. La verità è che Supreme è diventato assolutamente trendy negli ultimi anni e tutti vogliono cavalcare l'onda di questa moda, è normale. 

 

Ho voluto iniziare a farti queste domande anche perché, seguendoti sui social network e soprattutto su Instagram, ho notato che ami sfoggiare anche tanti altri capi costosi, anche se non mi sembri realmente ossessionato...

Si, anche se vivo constantemente in tuta tra allenamenti e partite e mi piace sempre vestire comodo perché è cosi che sono abituato, ma tanto in tanto mi concedo qualcosa di diverso: se c'è qualcosa che mi sta bene non esito a comprarla subito.

Ma oltre ad Instagram non potevo non accorgermi del tuo account Twitter, dove ogni giorno posti la stessa frase: 'Thank God For Life, Health and Strength': come mai? C'è un significato religioso dietro a tutto ciò? 

Mi sento sempre in dovere di ringraziare per tutto, ma è un ringraziamento legato non soltanto alla mia carriera o ai soldi ma alla vita in generale, soprattutto guardandomi indietro viste le mie origini, perché la salute è quello che ti da tutto, ti da la possibilità di fare qualsiasi cosa.

Cambiamo discorso, NBA Crossover mescola anche la musica, l'arte e lo spettacolo, dei mondi non troppo distanti da quello prettamente sportivo: che musica ti piace? C'è qualcosa che ti piace ascoltare prima delle partite come rituale?

Amo la musica, e ciò che mi ispira è soprattutto la musica del mio Paese, le Bahamas, e in particolare quella del Junkanoo festival, in cui la gente suona davvero di tutto e si esprime in mille modi diversi, costruendo gli strumenti dal nulla e ballando per le strade tutti insieme esprimendo le proprie emozioni e le tradizioni con cui sono cresciute, è molto divertente. Prima delle partite ascolto sempre qualcosa che mi faccia sentire felice e pronto per giocare, ripensando alla mia infanzia e ai miei momenti felici.

 

Sappiamo anche che esiste una storia particolare riguardo al tuo nome di battesimo (Chavano Ranier) e il tuo soprannome (Buddy), è vera?

(Ride) Si, si, è vero, è per via di quella serie tv popolare nel mio Paese chiamata Bud Bundy.

 

Cosa ci dici dell'Italia? E' la prima volta che visiti il nostro Paese? Cosa ti incuriosisce di più?

Si, è la prima volta ma era già nella mia lista da tanto tempo. Sono rimasto molto colpito dall'affetto delle persone al mio arrivo. Mi piacerebbe conoscere persone, il cibo, e fare un po' il turista e vedere 'L'Ultima Cena' e il Lago di Como, rilassandomi con la mia famiglia perché ho un bel po' di tempo libero a disposizione.

Che rapporto hai con gli altri sport? Ti piace il calcio italiano? Segui il basket europeo? E la Champions League?

Si, mi piace il calcio, anche perché conosco i due ragazzi italiani nella lega, Belinelli e Gallinari, però sono sempre troppo impegnato per poterlo seguire con attenzione. Recentemente ho guardato la Coppa del Mondo, e il mio giocatore preferito è Leo Messi. E poi c'è quel ragazzo francese (mima l'esultanza di Griezmann) che è molto divertente, e forte allo stesso tempo, così come Mbappé. Ronaldo è una leggenda ma i due francesi sono il futuro. 

 

Adesso parliamo un po' di te e della tua ultima stagione NBA, appena conclusa (e molto positivamente): che sensazioni hai? In cosa ti senti migliorato di più?

Si, è vero, sono cresciuto tanto. Il mio ruolo personale è importante ma ciò che conta di più è migliorare all'interno di una squadra, insieme ad altri giocatori. La strada è sempre quella di allenarsi tanto anche durante l'off season e poi fare vedere in campo tutto il duro lavoro che si è fatto prima, ma serve tempo e costanza, tenendo sempre un buon rapporto con il general manager e i fans. Comunque sono molto contento di quello che sto facendo e voglio continuare ancora così.

Per finire, non posso che chiederti il pronostico delle Finals che iniziano stanotte, Golden State contro Toronto: pensi che sarà semplice per i Warriors ripetersi ancora? Quali giocatori possono incidere sulla serie? Qual è il tuo pronostico? 

No, vincere non è mai facile, ogni sfida nasconde sempre delle insidie. Credo che Draymond Green possa essere il giocatore chiave di questa serie, ancora di più rispetto alle serie precedente e più di Curry e Thompson, anche se la panchina di Toronto è molto forte. Alla fine penso che vincerà comunque Golden State in sei partite, o forse addirittura in cinque.