Il problema del razzismo nel mondo del calcio è una cosa seria ed in Gran Bretagna invece che 'nascondere la polvere sotto il tappeto' minimizzando i fatti successi negli scorsi mesi, stanno provando a combatterlo attivamente, con tutte le forze: l'ultima iniziativa collettiva si chiama ENOUGH., proposta dall'associazione dei calciatori professionisti inglesi e gallesi (la PFA) e subito abbracciata da moltissimi calciatori, non solo da quelli che sono stati vittima di brutti gesti o episodi sbagliati, ma anche ex giocatori e squadre professionistiche, che rimarranno in silenzio sui social network per 24 ore in segno di protesta (postando un'immagine di colore rosso con la scritta, ben chiara, ENOUGH.) nei confronti dei atteggiamenti razzisti e intimidatori di cui alcuni calciatori sono troppo spesso coinvolti. Come si legge nel comunicato della PFA, il boicottaggio non è solamente:

"il primo passo in una campagna più lunga per combattere il razzismo nel calcio", ma "è una dimostrazione di unità da parte dei giocatori e una richiesta di un'azione più forte da parte dei social network e delle autorità calcistiche in risposta agli abusi razzisti sia dentro che fuori dal campo". Quello che i calciatori chiedono, infatti, non è soltanto il desiderio di ricevere una maggiore tutela ma anche di avere certezza che certi comportamenti vengano puniti più severamente, colpendo direttamente i responsabili con misure certe.

Un gesto di sensibilizzazione forte e inequivocabile, perché il razzismo nel 2019 è qualcosa di assolutamente inaccettabile, anche e soprattutto nei social network: tra gli ultimi casi che hanno fatto discutere c'è quello che riguarda il calciatore del Manchester United Ashley Young, pesantemente offeso via Twitter, o quello di Troy Deeney, il capitano del Watford che si è recentemente sfogato su Instagram dopo gli insulti ricevuti dopo le semifinali di FA Cup. Ma il problema non riguarda soltanto la realtà virtuale, ovviamente: un altro calciatore inglese è stato pesantemente offeso con dei cori razzisti, e stiamo parlando del terzino del Tottenham Danny Rose durante la gara di qualificazione ad Euro 2020 che la Nazionale dei Tre Leoni ha giocato in Montenegro. Nella spirale di odio c'è stato anche un caso eclatante che riguarda la Serie A e che ha raggiunto una viralità enorme in tutta Europa: i buuu rivolti verso Moise Kean nella trasferta di Cagliari che hanno alzato l'ennesimo polverone mediatico, tanto inevitabile quanto assolutamente amaro.