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LeBron James è fuori dai playoff

Dopo 13 anni 'il Re' non giocherà la post-season

LeBron James è fuori dai playoff  Dopo 13 anni 'il Re' non giocherà la post-season

Nella notte LeBron James e i suoi Los Angeles Lakers hanno perso la partita che ha li condannati definitivamente ma sopratutto matematicamente, a non giocare i playoff di quest'anno. La squadra allenata - forse ancora per poco - da Luke Walton è caduta in casa contro i Brooklyn Nets di D'Angelo Russell, che i Lakers hanno lasciato andare via troppo presto e con troppa leggerezza.
LeBron non giocherà la post-season per la prima volta dal 2005.

Partiamo subito da un punto fermo: LeBron James non si discute
Quando l'estate scorsa il general manager Rob Pelinka e il President of Basketball Operations Magic Johnson riuscirono a mettere sotto contratto con un quadriennale da 154 milioni di dollari il numero 23 dei Cleveland Cavaliers, tutti pensammo che a Los Angeles sponda Lakers le cose sarebbero cambiate dopo le ultime annate perdenti (5 stagioni consecutive fuori dai playoff). Non è andata così, almeno per quest'anno. 
Sì perchè quello dei Los Angeles Lakers è un progetto a medio/lungo periodo, lo aveva dichiarato lo stesso Magic all'inizio della stagione ed era evidente che le cose stessero così visti i tanti giovani - ma buoni - rimasti in gialloviola (Lonzo Ball, Kyle Kuzma, Brandon Ingram) e i vari veterani arrivati alla corte del Re (Rajon Rondo, Lance Stephenson, Tyson Chandler a stagione in corso, etc.). Su questi ultimi però una cosa va detta, sembravano messi insieme senza un vero e proprio senso, quasi come se questa stagione "dovesse passare", un po' come la nottata di defilippesca memoria. È risaputo che LeBron avesse una certa qual voce in capitolo nella scelta dei free agent ma è altrettanto risaputo che se prendi LeBron, prendi tutto il pacchetto. 
Abbiamo però provato ad analizzare i motivi che hanno portato, anzi, che non hanno portato LeBron e i Lakers ai playoff.

Uno dei motivi è di sicuro l'allenatore, Luke Walton.
Una squadra senza mordente, giocatori poco motivati e da un punto di vista tecnico/tattico una palese inferiorità nei confronti della maggior parte delle franchigie che hanno affrontato (il record dei gialloviola recita, al momento: 31 vittorie e 41 sconfitte). Si ok, si fa la guerra con i soldati che si hanno ma vedere Walton imbalsamato in panchina nei momenti più difficili della stagione non depone certo a suo favore, oltre a tutto il reso. Probabile, anzi direi quasi di certo, non sarà lui l'head coach dei Lakers la prossima stagione.

 

Altro elemento che non ha giovato ai gialloviola, sono stati gli infortuni. Basti pensare al fatto che LeBron James abbia dovuto saltare 17 partite per un problema all'inguine patito durante la partita di Natale contro i Golden State Warriors, cosa insolita per il Re ma il tempo è il più determinato degli avversari al quale anche LeBron dovrà arrendersi, un giorno. Quello che fa riflettere è che prima di Natale e quindi prima che il "capo" si fermasse ai box, i Lakers avevano un record vincente e sembravano in piena corsa per un posto nella post-season. Niente, con LeBron in infermeria i Lakers hanno perso la loro guida e "la dritta via era smarrita". 

La via era stata però tracciata dal duo in cabina di regia, ai piani alti, Rob Pelinka e Magic Johnson. Un roster messo insieme un po' alla rinfusa e forse pensando alla prospettiva del medio/lungo periodo ma le scelte della dirigenza Lakers non hanno convinto, o almeno erano una vera e propria incognita visto gli elementi messi insieme "sotto lo stesso tetto". 

Evito di parlare della questione Anthony Davis perchè era un'operazione impossibile da portare a termine visto che il coltello dalla parte del manico ce lo hanno avuto sempre i New Orleans Pelicans - hanno trollato i Lakers svariate su Twitter sull'argomento - e non hanno mai preso in considerazione le offerte, vere o facete, della franchigia di Jeanie Buss per riuscire a portare il "monociglio" in maglia gialloviola prima che si chiudesse lo spazio per le trade. Vero che Davis e James sì hanno lo stesso agente, Rich Paul, ma vedremo se questo avrà un peso l'estate prossima quando si potrà parlare di questa operazione in maniera più vera e concreta. 

Mettiamola così, LeBron James avrà più tempo per riposarsi e per arrivare riposato e incazzato - ne siamo sicuri - ai blocchi di partenza della prossima stagione e la dirigenza Lakers avrà tutto il tempo necessario per riuscire a risolvere i problemi che, per il sesto anno consecutivo, vedono la squadra di basket più famosa del mondo fuori dai playoff.