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Che fine ha fatto Sweet Years?

Il brand di Vieri e Maldini che ha segnato lo stile degli anni 2000

Che fine ha fatto Sweet Years? Il brand di Vieri e Maldini che ha segnato lo stile degli anni 2000

Probabilmente e comprensibilmente starete cercando di rimuovere dalla vostra testa il "gusto" nel vestire degli anni 2000. Nella giungla di marchi cheap - vedi A-Style, Guru, Baci&Abbracci - c'è anche Sweet Years, il brand fondato da due dei calciatori più forti dell'epoca: Paolo Maldini e Christian Vieri.
Il progetto nasce nel 2003, con una semplice maglietta e un simbolo scontato ma efficace, diretto a una fascia di pubblico ben precisa e a quell'ideale modello celebrity-tronista-calciatore, un po' Hollywood e un po' Papeete Milano Marittima. Ebbene, dopo 16 anni, Sweet Years è ancora quello dei primi anni 2000, si rivolge a un pubblico televisivo grazie a testimonial come Cecilia Rodriguez e Francesco Monte, oltre che i due ex giocatori di Milan e Inter.

 

Calciatori imprenditori

La storia di Sweet years inizia nel 2001 quando Maldini e Vieri fondano Go Old '50, in cui i due calciatori detenevano il 18% ciascuno e l'amministratore unico era il fratello del cognato dell'ex capitano del Milan, insieme alla moglie di Paolo e alla sorella di Bobo. L'anno dopo la nascita, il brand aveva guadagnato 4 milioni di Euro, finendo anche all'interno del videogioco PES4. Durante l'esultanza infatti, i due calciatori si toglievano la maglia mostrando il cuore rosso di Sweet Years. Sull'ondata del successo, Cristian Brocchi divenne socio, e insieme a Vieri fondarono Baci&Abbracci, che riprendeva l'estetica e il gusto di SY. 

La campagna di pubblicizzazione era semplice: mostrare la maglia alla fine di ogni partita o dopo ogni gol, togliendosi quella di Milan e Inter, in diretta televisiva. Presto quel cuore divenne uno status symbol di una generazione tra i 14 e i 30 anni, lo stesso target al quale si rivolge il brand oggi. Ciò che è cambiato oggi è il mercato di riferimento, evidente anche dai profili social del brand. Se in Italia è scemato l'interesse per Sweet Years, soprattutto dopo il ritiro dal calcio di Maldini e Vieri, ciò non è accaduto all'estero, soprattutto in Asia, in cui i due ex calciatori sono ancora delle leggende viventi.

 

Sweet Years oggi

Prima eravamo più abituati a vedere Bobo e Paolo mostrare le maglie con il cuore dopo le esultanze o a fine partita, a completare un look in cui i capelli ingellati giocavano un ruolo chiave. Può stupire, guardando il profilo Instagram del brand, vedere che sono ancora loro a gestire il brand, come ambassador internazionali, conservando una forte connessione con quegli anni d'oro del calcio milanese. 

Anche le collezioni del brand fanno ancora riferimento ai calciatori, come quella "Bobo Dj", pensata per il tour di Vieri nelle discoteche italiane. I motivi sono quelli che hanno reso l'attaccante mattatore di Instagram, da quando sfidava a colpi di chupito i turisti di Ibiza. Ovviamente niente di pulito, ma scritte neon, leoni, corone e il numero 32 sempre presente. C'è anche una linea "Limited Edition", con maglie e felpe che riprendono i loghi più famosi della moda, come Balenciaga, Gucci e Fila. Punto fermo rispetto al 2003, se volete, da abbinare con la polo a colletto alzato, il cappellino, in 4 colori.
Nel tempo tanti sportivi hanno fatto da testimonial al brand, da Nadal a Federer, ma anche Valentino Rossi, Maradona, Jorge Lorenzo. Oggi ci si è spostati in parte dallo sport, ma Sweet Years sembra non aver abbandonato quel kitsch Made in Italy degli anni 2000.