Nel calcio ci sono state epopee, squadre e calciatori che hanno determinato regole di pensiero e di azione sovvertendo quelle che c'erano in precedenza e che hanno mutato per sempre la storia del gioco e la sua percezione. Sono tanti i calciatori che, per un motivo o per un altro, hanno invertito o modificato la direzione nella quale si stava andando e nel calcio femminile, Carolina Morace è stata, e continua ad essere, la più rivoluzionaria e incisiva di tutte. 
In tutte le storie di cambiamento e di rottura esistono dei punti chiave, dei turning points che mischiano le carte in tavola e modificano il corso della storia. Nella carriera di Carolina ce ne sono parecchi e li abbiamo messi insieme per celebrare la donna che ha cambiato per sempre il calcio femminile italiano.

Carolina Morace è la donna più famosa del calcio italiano, ha debuttato con la Nazionale nel 1978, a soli 15 anni,  ha collezionato 153 presenze e ha segnato 105 gol, ha giocato due finali europee nel 1993 e nel 1997, ha vinto 12 scudetti e 12 volte è stata capocannoniere (di cui 11 volte consecutive), è indiscutibilmente la giocatrice italiana più forte di tutti i tempi e i membri della International Federation of Football History & Statistics l'hanno inserita tra le quattro calciatrici più forti del '900. 

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Il primo dei turning points della carriera e della vita di Carolina ha una data precisa: 18 agosto 1990.
La Nazionale italiana femminile fa il suo debutto in uno degli stadi più iconici del calcio mondiale, Wembley, giocando contro l'Inghilterra in amichevole. Carolina segna quattro gol, due nel primo tempo e due nel secondo annientando la Nazionale inglese. La partita finirà 4-1 per l'Italia. Nel campionato '89/'90, vinto con la Reggiana imbattuta (26 vittorie su 30 partite disputate), segnò la bellezza di 38 gol. Nel frattempo si iscrive all'università a Roma, facoltà di Giurisprudenza - diventerà avvocato ed eserciterà la professione per molti anni - inizia a fare la giornalista per una TV locale e fonda una scuola calcio "mista" per denunciare l'insensibilità delle istituzioni ad unificare uno sport che già all'epoca aveva raggiunto pari dignità in entrambi i sessi. 

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Il secondo dei turning points invece è fuori dal campo: è il 1992 e Carolina, insieme alle sue compagne di Nazionale, si sta preparando agli europei che si giocheranno l'anno successivo. Intanto però a Telemontecarlo, Alba Parietti lascia la conduzione di Galagoal e a sostituirla viene scelta proprio Carolina. L'impatto è super positivo, gli eolgi arrivano da ogni parte, nonostante le sue compagne di squadra la prendano un po' in giro per questo suo "doppio ruolo". La TV è sempre stata una grande passione per la Morace, diventerà una costante della sua carriera e della sua vita; negli anni lavorerà come commentatrice per tante trasmissioni calcistiche sia in Rai che a Mediaset. 

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Altro punto cruciale che ha permesso a Carolina di cambiare per sempre la storia del calcio femminile italiano è di sicuro quello che accade nel luglio del 1999. Un anno prima decide che con il calcio giocato era finita ma non vuole abbandonare il campo e sceglie di intraprendere la carriera di allenatrice iniziando sedendosi sulla panchina della Lazio femminile. Dopo soltanto un anno arriva una chiamata che nessuno si sarebbe mai aspettato: il patron della Viterbese - all'epoca in Serie C1 - Luciano Gaucci, la sceglie come allenatrice. Diventa così la prima donna ad allenare una squadra di calcio professionistica maschile nella storia del calcio. L'avventura nel calcio maschile di Carolina però dura soltanto due partite; dopo la prima partita vinta per 3-1 contro il Marsala, la sua Viterbese perde 5-2 contro il Crotone e lei rassegna le sue dimissioni. Spiegherà poi che la scelta fu dettata dall'invadenza del presidente Gaucci in questione prettamente tecniche. 

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Il 2014 è un anno decisivo. Carolina Morace diventa la prima donna ad essere inserita nella Hall Of Fame del calcio italiano. Da quell'anno infatti viene istituito il premio come migliore calciatrice italiana, dopo di lei verranno premiate: Patrizia Panico nel 2015, Melania Gabbiadini nel 2016, Elisabetta Vignotto nel 2017 e Milena Bertolini nel 2018. 

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Carolina continua a stare dove è sempre voluta stare, sul campo. Infatti nel 2018, il Milan femminile decide di affidare la sua prima squadra proprio alla Morace che firma un contratto di due anni. Schietta, non ha mai nascosto le sue idee e le ha sempre portate avanti con forza e determinazione così come affrontava gli avversari sul campo, Carolina Morace è stata ed è ancora adesso un esempio di forza e tenacia per tutte le donne italiane sportive e non.