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Perché i loghi dei calciatori sono così brutti?

Abbiamo provato a rispondere a questa difficile domanda

Perché i loghi dei calciatori sono così brutti? Abbiamo provato a rispondere a questa difficile domanda

C'è una cosa che accomuna i grandi calciatori della nostra epoca e non stiamo parlando di metodi di allenamento, diete o fidanzate che fanno le supermodelle. Abbiamo notato che, nella folle corsa della brandizzazione degli atleti e nello specifico dei calciatori, per far si che diventino delle aziende in tutto e per tutto, i loghi che li rappresentano sono davvero brutti. 

Quello che vedete qui ad esempio è il logo del numero 10 della Juventus, Paulo Dybala. Dovrebbe essere la raffigurazione della sua esultanza, la Dybalamask, che è anche diventato il suo brand. Nello specifico il logo rappresenta l'elmo di un guerriero (non ben definito) dell'antichità, una delle passioni della Joya fuori dal campo. Questa è la descrizione che venne fatta del simbolo all'epoca del lancio: «Una maschera da guerriero, ma indossata da un ragazzo cresciuto con i valori della provincia argentina. Un simbolo personale, ma anche di appartenenza. Un emblema di sfida, ma anche di pace. Una maschera di un supereroe, per lasciare il segno negli stadi e fuori». 

Questo (a sinistra) invece è il logo del giocatore gallese del Real Madrid, Gareth Bale. Disegnato per incorporare la sua esultanza con le mani che formano un cuore e il suo numero, l'11. Sviluppato da una società con sede a Londra di nome Brane ha suscitato non poche critiche in rete. Molti utenti hanno sottolineato come il logo di Bale richiami in maniera non troppo velata quello dei Transformers precisamente degli Autobot, in più qualcuno ha definito il design del marchio del numero 11 gallese, "Batman che incontra adidas". Anche in questo caso, design rivedibile o quanto meno, guardando il logo non mi viene in mente ne l'11, ne un cuore fatto con le mani ne tantomeno Bale come calciatore.

Arrivato nel nostro campionato come il nuovo "crack" del calcio argentino, Lautaro Martinez, detto El Toro, deve ancora dimostrare il suo valore con la maglia dell'Inter ma dal punto di vista di scelta e design del suo logo una cosa l'ha dimostrata, è uguale a quello della famosa catena di ristoranti napoletani Fratelli La Bufala. Non credo ci sia da aggiungere altro. 


E poi c'è il logo del giocatore più forte del mondo (assieme a Cristiano Ronaldo), Lionel Messi. A metà strada tra la raffigurazione di una maschera e una doppia M che sinceramente non capisco dato che la M ce l'ha soltanto nel cognome. Anche in questo caso ho trovato una somiglianza con un altro logo estremamente conosciuto, quello di MAYBACH, azienda tedesca di automobili di lusso molto conosciuta soprattutto negli Stati Uniti. Il lancio del logo personale della pulce avvenne su facebook e queste furono le parole con le quali Messi accompagnò la presentazione: "Condivido con voi il mio logo personale che mi rappresenta come giocatore e come persona. Spero vi piaccia!" Grazie mille Leo, non ti offendere ma si poteva fare meglio. 

Forse però il più brutto di tutti è quello del giocatore tedesco dell'Arsenal, Mesut Ozil. Il numero 10 non sta attraversando un bel periodo, pare che le troppe ore passate a giocare a Fortnite, gli abbiano procurato un brutto problema alla schiena, questo spiegherebbe il suo scarsissimo utilizzo in campo da parte del suo allenatore Unai Emery in questa stagione. Sul logo davvero non so cosa dire, guardatelo e giudicate voi perché io non ci riesco. 

Per (s)fortuna molti altri calciatori non si sono lasciati scappare l'opportunità di ampliare il loro business creando un logo che rispecchiasse la loro personalità e il loro carattere. I calciatori ormai sono aziende e sono anche i primi testimonial di se stessi, qui potete ammirare i loghi di Cristiano Ronaldo, Neymar Jr., Kylian Mbappe, Marco Reus, Robert Lewandowski e last but not least Luciano Zauri

Dopo aver passato in rassegna i più significativi proviamo a spiegare il perché di questi loghi oggettivamente brutti: la questione in realtà è molto semplice.
Come è evidente i loghi sono immediati, il bianco e il nero dominano e non comunicano niente del personaggio a cui appartengono questo perché non devono. Il loro fine ultimo è quello di risultare più "accessibili" possibile e quindi più semplici sono più fanno il loro lavoro e il fruitore ultimo non deve avere troppi stimoli visivi, troppi elementi ma al contrario la pulizia e la riconoscibilità (infatti la maggior parte dei loghi sono composti dalle iniziali dei giocatori) devono spiccare su tutto il resto.