"Odio e amo: / fusse che chiedi/ come faccio? / nunn 'o saccio / ma lo faccio / e mme sent' nu straccio!" 
Questa è la traduzione che Stefano Benni fa in napoletano del celebre incipit catulliano Odi et amo. 

Sì perché il rapporto che c'è tra i tifosi del Napoli e il tratto distintivo del suo giocatore più talentuoso e rappresentativo, nonché napoletano tra i napoletani, Lorenzo Insigne è proprio di amore e odio. Ogni tifoso napoletano degno di questo nome quando vede Lorenzo ricevere palla sulla tre/quarti sinistra sa già, e a dire il vero lo sanno anche gli avversari, che se c'è spazio Insigne farà un finta di andare a sinistra, si sposterà la palla sulla destra accentrandosi e proverà il tiro a giro. 

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Chiaramente quando il finale è quello che vedete qui sopra il tifoso napoletano, quindi me compreso, esulta di gioia strabuzzando gli occhi perché la giocata è straordinariamente bella e nella sua infinita bellezza ti ammutolisce rendendoti capace soltanto di urlare. Ovviamente c'è il rovescio della medaglia, la parte buia della luna e cioè quando quel pallone non si insacca all'incrocio dei pali ma termina la sua apparentemente infinta parabola, lontanissimo dai pali della porta avversaria. Purtroppo, essendo una giocata estremamente difficile, quest'ultima è decisamente più frequente rispetto alla prima ma a Napoli siamo fortunati, Lorenzo è uno dei giocatori europei con il più alto tasso di trasformazione di questo tipo di conclusioni.

 

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Coefficiente di difficoltà 9/10

La capacità che possiede Lorenzo Insigne è quella classica dei grandi giocatori, tutti sanno che farà quella finta per rientrare sul destro ma tutti ci cascano, non ci possono fare niente, più sanno che farà quel movimento più i suoi avversari cadranno nel tranello messo su dallo scugnizzo di Frattamaggiore. È una giocata che tantissimi giocatori provano ma che pochissimi riescono a fare propria, a farlo diventare appunto, un marchio di fabbrica. Lorenzo ci è riuscito più di tutti gli altri in Serie A e in Europa. Un movimento apparentemente semplice ma che richiede una tecnica di base di altissimo livello che per fortuna di noi tifosi napoletani, Lorenzo possiede in gran quantità. 

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Estetica 10/10 

Le gesta dei cavalieri e degli eroi restano per l'eternità. La bellezza salverà il mondo faceva dire al principe Myškin, Dostoevskij ne L'idiota e se c'è qualcosa di più bello nel giuoco del calcio del tiro a giro, ditemelo perché voglio assolutamente vederlo. Quella parabola meravigliosa è tormento ed estasi, e attesa che precede il piacere più profondo e forte. Non appaga la vista, appaga l'intelletto. 

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Cosa ricorda: Un arcolbaleno

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Associazione immediata. La bellezza della natura nei suoi colori più vividi costruisce una parabole perfetta e meravigliosa, proprio come quella che disegna Lorenzo. 

 

Colonna sonora: Yes I Know My Way - Pino Daniele

Prendo in prestito una parte del testo di questa canzone totale di Pino contenuta in Vai mo', album del 1981 per spiegarvi il motivo del mio accostamento:

"Siente fa' accussì nun dà retta a nisciuno
fatte 'e fatte tuoie
ma si haje suffrì' caccia 'a currea
siente fa' accussì
miette 'e creature 'o sole
pecchè hanna sapè' addò fà friddo
e addò fà cchiù calore"

 

Possibilità di emulazione: 7/10

Come ho già avuto modo di spiegare, tantissimi giocatori hanno provato e provano continuamente il tiro a giro ma soltanto pochissimi sanno toccare la palla in modo tale da creare arcobaleni poetici che risvegliano gli animi spesso induriti dei tifosi. Chiaramente lungi da me affermare che Lorenzo Insigne sia stato il primo e più grande interprete di questo dolce e delicato gesto tecnico, e infatti una citazione doverosa e necessaria va fatta. Alessandro Del Piero, uno dei più grandi giocatori della storia del calcio italiano, ha reso onore a questa azione come forse nessuno prima di lui. 

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