Stasera c'è il derby d’Italia, espressione coniata da Gianni Brera e che risale al 1967, quando il giornalista sportivo più influente del Novecento l'ha escogitata per dare un senso all’asprissima rivalità tra due delle squadre più importanti d'Italia per blasone e prestigio.

“La rivalità fra Inter e Juventus è troppo forte per non essere paragonata a quella di una stracittadina”

diceva Brera già cinquantuno anni fa proprio per consegnare ai posteri l’accezione “derby” per una partita tra due squadre di regioni diverse. Da allora, di derby d’Italia se ne sono giocati davvero tanti, e nel corso degli anni l’antagonismo tra nerazzurri e bianconeri non ha fatto altro che aumentare, tra scudetti contesi, finali di Coppa e Supercoppa Italia e i fatti di Calciopoli. Ultimo evento relativo può essere lo studio che afferma come la Juventus sia la squadra più tifata d’Italia mentre l’Inter l’esatto opposto. La nemesi tra le due squadre non cesserà mai perché va anche al di là del semplice legame sportivo. Rappresenta, infatti, lo scontro tra due delle città del cosiddetto Triangolo Industriale, nonché fra due società storicamente possedute da due delle famiglie più in vista economicamente di tutta Italia, gli Agnelli e i Moratti (anche se ora l’Inter parla cinese), abbracciando quindi parte della sfera socio-culturale del Belpaese. Seppur per certi versi la rivalità sia un po’ scemata negli ultimi anni, le tifoserie di entrambe le squadre sentono ancora moltissimo la partita.

10 giocatori impensabili che hanno segnato nel derby d'Italia Un viaggio attraverso la storia recente delle sfide tra Juventus e Inter attraverso dieci insoliti protagonisti | Image 1
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Nel tempo, Juventus-Inter ha avuto numerosi protagonisti, che siano questi intesi in positivo o in negativo. Ricordiamo, per esempio, José Mourinho espulso per proteste nel 2009, oppure il goal all’ultimo minuto siglato da Gonzalo Higuain nell’ultimo episodio di questa interminabile saga di partite. Oggi, si scriverà nuovamente la storia , sta volta all’Allianz Stadium, con una delle partite capaci ogni anno di riuscire sempre a incollare tutti gli appassionati alle tv, oltre che a riempire gli stadi. In occasione del 234esimo derby d’Italia, abbiamo deciso di riportare alla memoria dieci protagonisti che nessuno ricorda più delle sfide tra bianconeri e neroazzurri, dieci marcatori dimenticati (?) che con la maglia bianconera o nerazzurra hanno assaporato per una volta i proverbiali “quindici minuti di celebrità”.

 

Lele Adani

Il telecronista di Sky ora è sulla bocca di tutti per il suo discusso amore per il calcio sudamericano e per le sue frasi a effetto durante le telecronache, ma dovete sapere che il 12 febbraio 2004 ha timbrato il cartellino in un derby d'Italia di Coppa Italia terminato 2-2. Quella partita, valida per la semifinale di ritorno di Coppa, consegnò alla Juventus un posto in finale dopo i calci di rigore, poiché centoventi minuti non bastarono alle due compagini per avere la meglio l'una sull'altra. Due reti per parte, di cui una proprio di Adani per l'Inter. Quello resta il primo e unico gol dell'ex centrale di difesa in un derby d'Italia, realizzato all'ultimo secondo come un qualsiasi uruguagio che meriti il suo rispetto e la sua stima. 

 

Zdenek Grygera

È il 18 aprile 2009 e all'Olimpico di Torino, Juventus-Inter sta consumandosi lentamente con i nerazzurri in vantaggio. Balotelli apre le marcature al 63esimo, e tutto sembra procedere nel verso giusto per la squadra di Mourinho, finché un terzino col numero 21 sulle spalle salta più in alto di tutti e porta il risultato sull' 1-1 al novantesimo. Un gol così in un momento così possono segnarlo solo i grandi bomber di razza, ma non è certamente questo il caso: l'eroe della serata è uno di quelli che non ti aspetti, il ceco Zdenek Grygera. La Juve lascia il campo a testa alta, ma consapevole ugualmente di aver virtualmente consegnato lo scudetto in mano all'Inter, sempre più lanciato verso il quarto tricolore consecutivo.

 

Maniche

Torniamo un anno indietro, torniamo a San Siro. Inter e Juventus si contendono il primo posto a metà del girone di ritorno. La posta in palio è molto alta e questo, i due allenatori, lo sanno bene. Ciò che accade quella sera a Milano se lo aspettano in pochi. La Juve di Ranieri, infatti, arriva a San Siro con un piglio più battagliero che mai, sbloccando il risultato nella ripresa e portandosi sul doppio vantaggio. Sembra tutto finito per l'Inter, poi entra Maniche. Otto presenze all'Inter in sei mesi e un solo gol, questo alla Juve, seguito pure da un palo sfortunato che stava per portare i padroni di casa sul 2-2 a fine partita, per il portoghese. La rete dell’uomo che non ti aspetti sembra un segno del destino e i giocatori nerazzurri iniziano a credere alla rimonta, ma invano. Alla fine, la Juve l'ha spuntata, ma noi di questo derby ci ricorderemo soltanto il gol di quel centrocampista in prestito dall'Atletico Madrid. 

 

Paolo Montero

Paolo Montero è stato uno dei migliori difensori a vestire la maglia della Juventus lo scorso decennio, però è anche vero che non segnava mai: questo è il motivo della sua inclusione in questa lista. Ma cerchiamo di contestualizzare il tutto: siamo al vecchio Stadio delle Alpi e il 29 novembre 2003 va in scena, valido per l’undicesima giornata di campionato, il sempre atteso incontro tra Juventus e Inter. I nerazzurri sono a meno sette punti dai rivali bianconeri e sanno di non poter fare passi falsi a Torino. Così, Alberto Zaccheroni mette in piedi una delle migliori partite della stagione dell’Inter, annichilendo la Juventus sotto tutti i punti di vista e concedendo un gol agli avversari solo all’ottantanovesimo. Quel gol della bandiera lo segnò proprio Paolo Montero, alla sua prima e ultima marcatura con la casacca bianconera. Più che dimenticabile, il gol dell’uruguayano è da non credere.

 

Rolando

È l’ultimo calciatore che non ricordavi avesse segnato un gol in un derby d’Italia, Rolando. La sua marcatura risale al 2 febbraio 2014, al minuto 71’ della sfida tra Inter e Juve nella ventiduesima giornata di Serie A. La squadra di Conte spadroneggia allo Stadium, disintegrando l’Inter con tre reti di scarto, ridotte a due solo dal mancino nella mischia di un corner del difensore portoghese che dà un minimo barlume di speranza all’Inter di Mazzarri, ma soprattutto di Ranocchia capitano, di Kuzmanovic, di Ricky Alvarez, di Campagnaro e di Jonathan. Una brutta Inter.

 

Jean-Alain Boumsong

Jean-Alain Boumsong era un roccioso centrale di difesa francese, medaglia d’argento ai Mondiali del 2006 ed ex difensore della Juventus. Pochissimi hanno memoria di lui, che per trentatré volte in due stagioni ha vestito la maglia bianconera, segnando due reti, una per anno. La seconda è quella più importante, nonché quella che più ci riguarda, dal momento che è arrivata ai danni dell’Inter di Mancini e di Toldo tra i pali il 23 gennaio 2008, ancora una volta in Coppa Italia. Siamo a San Siro e mister Ranieri sostituisce Birindelli al 23’ del secondo tempo proprio per dare spazio al difensore ex Newcastle, che subito si impone guardingo nella difesa della Vecchia Signora fino a lasciare il suo segno indelebile sulla partita, la sua firma: sedici minuti dopo il suo ingresso, infatti, su cross di Palladino da calcio d’angolo, Boumsongstacca imperioso e riporta il match in parità. Quella gara terminerà sul 2-2 e solo nel ritorno l’Inter staccherà il pass per le semifinali di Coppa, vincendo per 2-3 a Torino.

 

Sulley Muntari

Saltiamo diretti a qualche mese dopo: è il 22 di novembre e a San Siro va in scena la classicissima tra Inter-Juve. L’Inter di Mourinho e la Juve di Ranieri si sfidano in una fredda Milano a caccia entrambe di tre punti importanti ma soprattutto della gloria dei vincitori, quella rara che solo partite come il derby d’Italia sanno dare. La sfida sta avviandosi alla conclusione sul punteggio di 0-0 che contenta e scontenta un po’ tutti. Questo fino al 67’: l’assist lo concede Ibrahimovic, uno che presto potrebbe tornare a calcare il manto erboso del Meazza vestito di rossonero, il gol lo realizza uno che quel prato l’ha già calpestato diverse volte, proprio come Zlatan, sia da interista che da milanista: Sulley Muntari.

 

Diego

Ricordate Diego? La Juventus sborsò ventitré milioni di euro nell’estate del 2009 per prelevarlo dal Werder Brema, riponendo nel trequartista brasiliano tantissime speranze. Tuttavia, il ragazzo non ha mai ripagato la fiducia di nessuno e un anno dopo è stato rimandato in Germania. Di lui, però, c’è un ricordo minimo riconducibile all’ennesimo derby d’Italia in Coppa Italia. Il palcoscenico è quello di San Siro e vede i bianconeri in vantaggio al decimo minuto proprio per merito del numero 28 juventino. Purtroppo, il solo gol di Diego non basterà alla Juve per raggiungere le semifinali di Coppa, siccome l’Inter ha poi saputo imporsi con le reti di Lucio e Balotelli. Correva infatti l’anno 2010 e correva l’Inter di Mourinho verso lo storico tripletea fine stagione.

 

Francesco Toldo

Ok, lo sappiamo anche noi che, ufficialmente, quel gol fu assegnato a Vieri, ma è impossibile non citare il vero protagonista di quel gol. Lo scenario: Inter e Juve si affrontano a San Siro e non si fanno male per novanta minuti, prima del calcio di rigore che Alex Del Piero trasforma in gol allo scadere dei tempi regolamentari. Sembra non ci siano speranze per l’Inter, che perdendo si ritroverebbe a un solo punto di distacco dai bianconeri, ma Francesco Toldo e Bobo Vieri non la pensano così. I padroni di casa assediano l’area di rigore nemica per tutto il tempo di recupero, trovando un insperato e rocambolesco gol all’ultimo secondo proprio grazie ai tocchi del portiere e del centravanti interisti. Il Meazza esplode e l’Inter, agguantando il pari contro ogni pronostico, riesce a tenersi a distanza di sicurezza dalla squadra di Lippi. Ma quindi, Toldo gol o non gol?

 

Darko Kovacevic

Sapevate che, nel 2000, il derby d’Italia venne deciso da una riserva? Privato infatti di Zidane (squalificato), Carlo Ancelotti aveva bisogno di un jolly su cui fare affidamento per la sfida a San Siro contro un Inter debole e senza Ronaldo (infortunato), il 16 aprile 2000, nella speranza di guadagnare altri punti per avvicinarsi allo scudetto. La soluzione? Arretrare Del Piero sulla trequarti al posto di Zizou e affiancare a Inzaghi, in attacco, Darko Kovacevic. Seconda linea da non sottovalutare, dopo essersi fatto trovare pronto col Bologna, Kovacevic diventò anche l’incubo dell’Inter, entrando nella lista dei pochi capaci di realizzare una doppietta nel derby d’Italia. Le sue reti portarono i tre punti alla Juve e allontanarono ancor di più l’Inter dalle zone nobili della classifica.