Ve ne sarete già sicuramente accorti e probabilmente vi state ancora chiedendo il motivo: durante gli ultimi due turni di Premier League, il primo giocato lo scorso weekend ed il secondo in corso di svolgimento nel bel mezzo della settimana, le due massime serie britanniche (si, ma anche la Scottish Premier League, le serie minori del calcio inglese e ovviamente anche i campionati delle squadre femminili) hanno aderito in maniera massiccia alla campagna di sensibilizzazione denominata #RainbowLaces, letteralmente 'lacci arcobaleno'. Molte squadre hanno temporaneamente modificato il loro logo sugli account social, i calciatori hanno indossato fasce da capitano e lacci delle scarpe colorati e anche molti stadi hanno 'abbracciato' in pieno l'iniziativa lanciata nel 2013 dal collettivo Stonewall, tesa a promuovere l'uguaglianza e la diversità nel mondo del calcio e la lotta all'omofobia.

In primis la campagna è diretta alla comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), promuovendo il massimo sostegno e la loro completa inclusione nelle attività sportive ma anche aiutando a denunciare ogni tipo di violazione e di abuso, sia fisicamente attraverso gli steward presenti negli impianti che online, utilizzando il servizio Kick It Out! L'iniziativa, così come negli scorsi anni, ha preso piede in maniera molto compatta, soprattutto mediaticamente, anche perché ci sono pochi canali che riescono ad avere la potenza e la diffusione del calcio. Tra slogan e frasi ad effetto speciali, quella usato dal West Ham:

'Sia che sia con un ragazzo, sia con una ragazza, sono ancora io e la mia personalità non cambia'.

Ma anche quella del difensore dell'Huddersfield, Zanka Jorgensen, che è stato uno dei protagonisti dei video rilasciati dai canali ufficiali della Premier League:

'I giocatori hanno un'incredibile piattaforma per provare ad influenzare le persone nel modo giusto'.