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The English Football Diary - E03: Manchester United – Juventus

3,219,09 chilometri, 4 partite, un diario del calcio britannico

The English Football Diary - E03: Manchester United – Juventus 3,219,09 chilometri, 4 partite, un diario del calcio britannico

Tarantino esordisce al cinema con “Le Iene”, i The Cure pubblicano “Wish” e il Principe Carlo e Lady Diana si separano dopo 11 anni di matrimonio. David BeckhamNicky Butt, Ryan Giggs, Gary Neville, Phil Neville e Paul Scholes  cominciano una lunga carriera nello United e a metà Novembre, il 14 esattamente, nasco io. Ho 7 anni quando mi viene regalata la prima maglia da calcio, ma ancora per qualche tempo continuerò a preferire la canotta blu di Penny Hardaway degli Orlando Magic e la palla a spicchi. I miei compagni però, già comprano scarpe coi tacchetti e vanno tutti insieme al campetto dell’oratorio dopo la scuola. Allora decido di provare e mi piace. Ecco, adesso di anni ne ho 25 e non riesco ancora ad individuare quale sia stato il momento esatto della mia vita in cui ho superato la linea che separa la passione per il calcio e la mania. La prima volta a San Siro, qualche partita al vecchio Delle Alpi. Inizi e non è mai abbastanza. In Francia, Germania, Spagna, Portogallo. Ma vuoi sempre più. Arrivi a casa dopo un pomeriggio allo stadio e l’unica cosa che pensi è “dove la prossima?”. La prossima è ad Old Trafford e mi sento un bambino. 

Da Deansgate Road, pieno centro di Manchester, allo stadio, sono 50 minuti a piedi, ma non riesco a stare fermo, così alle 17 in punto inizio ad incamminarmi. In queste prime partite ho notato che i tifosi inglesi entrano sugli spalti solo pochi minuti prima del fischio d’inizio, io invece almeno 90’. Poco importa il gelo, la pioggia, il vento. Ogni volta è come fosse la prima, e stavolta ancor di più. Cammino, il panorama intorno non offre nulla che possa allietare l’attesa e togliermi anche solo un briciolo di agitazione, così proseguo a passo svelto, col cappuccio tirato su e le mani in tasca. Incrocio i primi tifosi, ma dello stadio ancora niente. Passo davanti a pub già stracolmi di supporters Reds che il freddo non lo sentono e cantano a squarciagola con le birre strette in pugno. Accelero, quasi corro. Un altro quarto d’ora, passo da maratoneta e cuore in gola, giro l’angolo. Lo intravedo, come un’ oasi nel deserto dopo che hai camminato un giorno intero. Io, ad Old Trafford. Come Bobby Charlton, George Best, Roy Keane. 

Come direbbero i Mancunians, Absolute scenes!

 

Manchester United – Juventus @Old Trafford

Sale l’attesa e non vedo l’ora di occupare il mio seggiolino tra 75.000. Passo i controlli e corro, letteralmente, su per le scale. Finalmente dentro. Uno degli stadi più belli del mondo, in una notte di Champions League. Mi siedo, prendo fiato. Alla mia sinistra la Sir Bobby Charlton Stand, di fronte la Stretford End e alla mia destra la Sir Alex Ferguson Stand. Ancora non c’è nessuno ed è tutto rosso, le tribune e i mattoni in tutto lo stadio. Lo United gioca qui dal 1910, con una piccola pausa dal ’41 al ’49, a causa del bombardamento subito nel corso della Seconda Guerra Mondiale. In quel periodo i Redsvenivano ospitati dai cugini del City, al vecchio Maine Road. Adesso manca poco. Da piccolo, quando inizi ad appassionarti al gioco del calcio, sogni serate come questa, in stadi come questo e partite come questa. I tifosi iniziano a popolare gli spalti, mangio il solito hot-dog e poco dopo parte “Glory glory Man United, as the Reds go marching on on on!”. La musichetta della Champions, come ogni santa volta, mi spinge ad un passo dalle lacrime e la pelle d’oca che durerà fino al quarto d’ora di gioco, inizia qui. 

Sono le 20:00 al Teatro dei Sogni e per favore, non svegliatemi. 

Don’t go out tonight,
Unless you’re red and white,
I see there’s trouble on the way

I Red Devils di José Mourinho non vengono da un buon momento e necessitano di un risultato positivo per continuare a credere nella qualificazione alla fase ad eliminazione diretta. La Juventus, d’altro canto, sembra avere un passo diverso rispetto alle tre avversarie del gruppo e potrebbe anche accontentarsi di un pareggio fuori casa. Dybala non la pensa così e al minuto 17 porta avanti i suoi. Il primo tempo finisce, con qualche altra occasione bianconera e poco o nulla da parte dei padroni di casa. Half time per ricaricare le pile e hot-dog numero 2. La senape non è buona come quella in casa City, ma è un dettaglio. Secondo tempo. Mi chiedo se valga la pena vedere partite come queste dal vivo, per poi viverle con la tachicardia per 90 minuti più recupero. Il copione adesso cambia, la Vecchia Signora sbaglia qualcosa di troppo tecnicamente e il Manchester prende coraggio. L’ex Paul Pogba sradica la palla dai piedi del giovane centrocampista uruguagio Rodrigo Bentancur, e prende in pieno il palo. Il pubblico crede nella rimonta e il ruggito di Old Trafford è impressionante. Ci prova anche Martial, il più vivo del suoi, ma nulla di fatto. Ronaldo costringe De Gea ad un miracolo, togliendogli la palla dall’incrocio dei pali. Poi niente di più, finisce 1 a 0 per la squadra ospite e CR7 esce dal campo salutando i suoi ex tifosi, tra riconoscenza e commozione. 

 

Il Paradiso è la casa dei Diavoli Rossi

E ora? Ti aspettavo da un mese ed è già tutto finito. 

Il momento che odio di più è l’uscita dallo stadio. Sancisce la fine di un’esperienza incredibile, di un’attesa spasmodica trasformatasi poi in ansia, agitazione, eccitazione, estasi e tristezza. Tornerò mai? Esiste un altro campo così? Per storia, tradizione, imponenza. I tifosi dello United sostengono che il calcio sia nato qui, precisamente nel 1992, con quei sei diavoli che hanno segnato la storia del calcio inglese ed europeo, dal settore giovanile alla prima squadra nella stessa stagione. In panchina Sir Alex Ferguson. Se il calcio non è nato qui, sicuramente è diventato grande. 

Torno a casa, distrutto ma in paradiso. Ho fatto bene a togliere la canotta blu di Hardaway per mettere quella vecchia maglia da calcio a righe.