In una partita dal finale ormai scritto, mentre te ne stai sdraiato sul divano a guardare i minuti che passano e il Milan che vince 3-0 in casa contro il Chievo, succede qualcosa. Un evento puntuale come la pioggia in autunno, come il semaforo rosso quando vai di fretta, come la fame che ti morde lo stomaco da mezzogiorno e mezzo in poi e tu stai guardando i minuti aspettando la pausa pranzo come ora stai guardando i minuti aspettando la fine della partita e poi Tac, lui segna. Il ragazzo di campagna, il tuo vicino di casa, il quarantenne che ti sfila davanti di corsa mentre tu arranchi dopo cinque minuti di jogging: tutto questo è Sergio Pellissier, che a San Siro ha segnato. Di nuovo.

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Pellissier ha tirato forte verso la porta, il pallone è entrato e tu sei saltato sul divano e hai esclamato qualcosa. Hai parlato con tuo padre, con il tuo migliore amico, con il tuo vicino di casa, con Siri, con chiunque si trovasse nel raggio di 5 metri. Perché qualcosa dovevi pur dire per commentare quell’evento. Qualcosa tipo:

 

#1 Ma non si era ritirato?

No, macché. Questa estate ha rinnovato il suo contratto con il Chievo fino al 2019 e ancora non ha deciso se smetterà di giocare o meno al termine di questa stagione. Dichiarazioni ufficiali non ne sono arrivate, quindi Pellissier può tranquillamente continuare a far saltare la gente dal divano. Poi forse un giorno sul divano ci finirà lui. Ma come diceva un vecchietto che però in battaglia non sembrava tanto vecchietto (aveva tipo 90 anni): “Non è questo il giorno”.

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#2 Ma quanti anni ha?

E subito Wikipedia guadagna un altro click. Pellissier è nato il 12 aprile del 1979, quindi ha 39 anni. Quindi tra qualche mese ne compirà 40. E ancora gioca in Serie A, mentre i Cutrone esplodono e i Pellegri migrano verso Monaco.

7 domande legittime dopo il gol di Sergio Pellissier al Milan Perché non si può non voler bene a Sergio Pellissier | Image 2

 

#3 Cioè dai potrebbe essere mio padre?

Boh, forse sì, dipende da quando sei nato. Sicuramente potrebbe essere il padre di Donnarumma, al quale ha segnato a San Siro, visto che tra i due passano vent’anni. Quando è nato Pellissier non esistevano i telefoni senza fili e non erano stati inventati i Pokémon. Quando è nato Pellissier la Germania era divisa in due mentre l’URSS era una cosa sola. Quando è nato Pellissier potrebbe essere la classica trasmissione mandata in onda in seconda serata su Rai 3.

 

#4 Ma da quanto tempo sta al Chievo?

 

Da parecchio tempo: Pellissier è stabilmente al Chievo dal 2002, quindi da 16 anni (a breve diventeranno 17) (e tra due anni, se ancora dovesse decidere di proseguire ancora la sua carriera da calciatore, gli anni di Pellissier al Chievo diventerebbero maggiorenni). Qualche altra pillola: con questa maglia ha giocato più di 500 partite e in Serie A ha segnato 109 gol, entrando nella top 10 di tutti i marcatori di sempre con una sola casacca. Insieme ai vari Totti e Del Piero, per dire.

 

#5 Ma poi è rimasto sempre uguale?

Vero, gli anni per Pellissier non sembrano passare mai: ha lo stesso look da quando ha 23 anni, a lui la moda non interessa. A lui interessa solo giocare. A lui interessa solo giocare con la maglia del Chievo. A lui interessa solo giocare con la maglia del Chievo e segnare. (Comunque non è vero, è solo un’impressione, qualcosa ha cambiato. Tipo ieri aveva il pizzetto e oggi ha la barba).
Qui trovate l'unico reperto fotografico in cui Sergio osò cambiare il suo taglio di capelli.

7 domande legittime dopo il gol di Sergio Pellissier al Milan Perché non si può non voler bene a Sergio Pellissier | Image 1

 

#6 Sarà la vecchiaia charrua?

L’ultima parola ai quarantenni! Sempre loro! L’ultima parola nel calcio è la loro! Hanno un cuore differente, lo capisci o no?! L’artiglio che graffia, che lascia il segno nella storia del Chievo! Questa è la storia che si ripete!

7 domande legittime dopo il gol di Sergio Pellissier al Milan Perché non si può non voler bene a Sergio Pellissier | Image 0

 

#7 Ma perché Mancini non lo convoca in Nazionale?

Dai, in effetti una chance se la meriterebbe. Un’altra, dopo quella sola presenza datata 2009. Ah, in quell’occasione ovviamente ha segnato. Così:

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Esclamazione Bonus - Tanto alla fine lui il panettone lo mangia sempre

Al massimo il Pandoro, dai.