Qualche giorno fa stavo scorrendo beatamente - ergo con sguardo vacuo - il mio feed di Instagram quando, arrivato all’ennesimo video di un giocatore della Francia intento a fare un balletto stupido davanti alla Coppa del Mondo vinta a luglio e celebrata in occasione della partita allo Stade de France, non ho potuto fare a meno di riflettere su come sia cambiata l’estetica dei calciatori negli ultimi anni. 

Guardando i video su Instagram, infatti, non ho potuto fare a meno di ricollegare ogni giocatore alle sue “movenze-brand”: Paul Pogba e la sua Dab Dance, Blaise Matuidi e la ‘Charo’, Antoine Griezmann e la “victory royale celebration” mutuata da Fortnite. Da lì il mio pensiero è divagato ai tanti altri calciatori che, negli ultimi anni, hanno fatto della propria celebrazione del gol un vero e proprio marchio registrato, con tanto di merchandising dedicato, campagne social e quant’altro. Così a memoria me ne vengono in mente parecchi: la Dybalamask di Paulo Dybala, l’alter ego J-Lingz di Jesse Lingard, il “Siuuuu” statuario di Cristiano Ronaldo, l’hashtag #EpicBrozo di Brozovic - per fortuna visto un numero relativamente esiguo di volte - le varie gesture con le mani di Dele Alli, il cuore con le mani di Gareth Bale, il pistolero con baci multipli di Luis Suarez e sicuramente me ne sto dimenticando molti altri, più o meno importanti. E non ho potuto fare a meno di chiedermi: “ma che fine abbiamo fatto?”

11 esultanze che non vanno dimenticate In un mondo di Dab Dance e Dybalamask, attenti a non dimenticarvi come si faceva una volta | Image 0

Cioè, io non ho una gran memoria, però mi ricordo che quando giocavamo al campetto con gli amici e qualcuno segnava, la cosa più facile da vedere era un irrigidimento quasi totale del corpo del marcatore, con pugni saldamente chiusi lungo i fianchi e sguardo fiero verso l’orizzonte. Mark Bresciano si reincarnava per qualche secondo nell’eroe del momento e, anche quando non era lui, a farci compagnia dopo i tanto agognati gol c’erano gli aeroplanini, i tentativi di fare le capriole, le suonate di violino e l’elenco potrebbe andare avanti ancora a lungo. Chiamatemi nostalgico (non penso di meritarlo), ma penso che negli anni le esultanze, come molte altre cose nel calcio, abbiano perso di spontaneità, diventando sempre di più dei gesti ‘costruiti’ per essere imitati sui social, come mostrato alla perfezione da uno degli ultimi trailer di FIFA.

Essendomi proclamato anti-nostalgico, non voglio star qui a questionare sulla bruttezza di queste esultanze - alcune mi piacciono pure - ma preferisco invece fungere da portavoce della storia (umilmente), condividendo con voi alcuni festeggiamenti che magari non vedremo più, ma che non devono assolutamente essere dimenticate. Ordine casuale, scelte di cuore.

 

#1 Oba-Oba Martins

Prima un’esplosione di velocità, poi una di atletismo. Se le capriole di Obafemi non ti mettono di buon umore, nulla potrà farlo.

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#2 Gabriel Batistuta

Ero indeciso tra questa e quella in cui sembra suonare una chitarra elettrica, ma ho deciso che la ‘mitragliata’ tra le due è la più rappresentativa… nonché probabilmente la più imitata di sempre.

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#3 Luca Toni

Parliamo dell’esultanza più gettonata nei campetti di tutta Italia? Io dico di sì.

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#4 Giampaolo Pazzini

Essendo genoano, l’ho odiata per diversi anni, ma una volta passato l’astio non ho potuto negarne il fascino.

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#5 Mark Bresciano

Semplicemente fantastica. Il fascino dell’eroe di provincia (tra l’altro pure australiano) unito a una delle esultanze più coatte di sempre. Grazie Mark, ti dobbiamo tanto.

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#6 Fernando Torres

Confesso che questa è un mio pallino personale, che ho portato avanti per anni ad ogni gol segnato a FIFA (visto che di farne nella vita reale non c’era verso). Va ovviamente performata con urlo “El Niñoooooo” incorporato.

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#7 Andy Van der Meyde

IL CECCHINO FOMENTO VERO STA ESULTANZA.

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#8 Miroslav Klose

Pulita. Spontanea. Felice. Proprio come Miro <3

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#9 Vincenzo Montella

Per le ragioni illustrate al punto 4 non sono fan, ma di fatto l’aeroplanino è un’esultanza iconica degli anni Novanta e Duemila.

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#10 Tim Cahill

Il secondo australiano presente nella lista è un altro dei miei preferiti. Se vi capitasse tra le mani una compilation delle sue esultanze, notate come l’approccio alla bandierina cambi di volta in volta.

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#11 Alberto Gilardino

Spero di non dover aggiungere altro.

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