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Calcio e streetwear: cosa c'è dietro l'hype sulla maglia della Nigeria

Tra Skepta, Nike, 3 milioni di ordini e la nuova generazione Nigeriana

Calcio e streetwear: cosa c'è dietro l'hype sulla maglia della Nigeria Tra Skepta, Nike, 3 milioni di ordini e la nuova generazione Nigeriana

Il 7 febbraio 2018 Nike Football presentava la maglia che la Nigeria avrebbe indossato al Mondiale 2018 in Russia. Per la prima volta dall’edizione nippo-coreana, lo Swoosh tornava a ricoprire il ruolo di sponsor tecnico della Nazionale nella fase finale della Coppa del Mondo dopo le precedenti edizioni targate adidas. A distanza di tre mesi, e ancor prima della messa in commercio, l’home kit della Nigeria ha già ricevuto 3 milioni di ordini per un ricavo potenziale di 255 milioni di dollari. Nemmeno il Manchester United, leader mondiale nella vendita di magliette da calcio, è mai riuscito a fare meglio, arrivando al massimo a venderne 2.8 milioni nel 2016.
Il successo della maglia della Nigeria non si misura solo in numeri: Nike sembra essere riuscita a racchiudere in un solo prodotto l'essenza del mix tra calciomoda e streetwear che sta cambiando l'estetica mainstream contemporanea.

 

Tra tradizione e streetwear

Per capire l’immediato successo della divisa – non solo tra i tifosi nigeriani, ma esteso a tutti gli appassionati di calcio e sportswear – bisogna partire dal design e dallo stile. Prende ispirazione da un classico della Nazionale africana, rivisitato in chiave più moderna: la maglia away di Usa ’94, come testimoniato dalle grafiche bianco-nere sulle maniche in omaggio a quell’uniforme così iconica. Tutto il resto è un inno alla moda streetwear, con un pattern talmente particolare da essere già stata eletta dai magazine di moda di mezzo mondo come la più cool del Mondiale 2018. Le grafiche bianco-verdi richiamano le piume dell’aquila, simbolo della Nigerian Football Federation (NFF), conferendo alla maglia una fantasia ondulata, dinamica e quasi elettrica. L’home kit sembra quasi esplorare universi futuristici, restando però fedele alla tradizione e all’orgoglio per i colori originari della Nigeria. Il verde rimane il protagonista – sebbene stavolta costituisca più il tratto distintivo dell’away kit – mentre il badge è un chiaro rimando ai successi del Dream Team dell'Olimpiade di Atlanta ’96, vincitore della medaglia d’oro nel calcio.

 

“Audacious. Fast. Fun. Stylish” - La nuova Nigeria

Ma al di là delle qualità prettamente estetiche della maglia, alla base del suo successo c’è il significato che essa rappresenta e il messaggio che vuole veicolare. La divisa appartiene infatti a una collezione off-pitch disegnata da Nike, che rappresenta l'avanguardia dello streetwear che cerca di raccontare la Nigeria contemporanea. Il progetto si chiama “For Naija”, termine utilizzato per identificare la nuova generazione nigeriana, esuberante e piena di prospettiva, composta da ragazzi che guardano alla propria terra con patriottismo e spirito di rivalsa. Due sillabe entrate nel lessico comune a partire dal 2010, per festeggiare il 50° anniversario dell’indipendenza, espressione della fiducia che aleggia attorno ad una nuova narrazione del Paese, lontana dai problemi di malaffare e corruzione del passato e alla ricerca di un futuro pieno di ottimismo.
La nuova Nigeria è formata da ragazzi nati o cresciuti calcisticamente in Europa e immersi in questo tipo di cultura, alcuni dei quali probabilmente incapaci di cantare a memoria l’inno e forse nemmeno consapevoli del proprio background prima di prendere parte alla più importante manifestazione calcistica.

 

La narrazione mediatica intorno alla Nigeria è infatti diversa da quella con cui ogni Nazionale africana ha dovuto convivere, fatta di un legame con le proprie origini talmente forte da diventare a volte un freno per la crescita dei giocatori. Lo testimonia soprattutto il lancio delle divise da gioco, non più in Nigeria come nel 2014 usando come modelli calciatori semi-sconosciuti al pubblico europeo. Londra è stata scelta come location e Wilfred Ndidi, Jon Obi Mikel, Alex Iwobi e Kelechi Iheanacho – nomi con un passato o presente nelle squadre di Premier League – sono stati i primi ad ammirare la maglia che indosseranno in Russia. La loro reazione («Wow, it’s nice, it’s cultural, this is Nigeria») è sintomatica del carisma e dell’hype che trasudano da un home kit pensato più come un oggetto di moda urbano che sportivo, per rispondere alle esigenze di ragazzi ormai abituati alla cultura e agli stili di vita europei.

Il restyling di quei colori che tradizionalmente hanno caratterizzato e reso celebre la divisa della squadra – in passato interamente total green con decorazioni bianche su maniche, colletto e pantaloncini – sono indicatori di una nuova ed eclettica percezione, che racconta l'evoluzione storica e culturale di un paese. Pur senza rinnegare le proprie origini e l’importanza del calcio di strada come primo ludico approccio al gioco, con campetti di sabbia, improbabili porte e partite a piedi scalzi, l’attuale gioventù sembra aver bypassato questo step, arrivando a formarsi calcisticamente e umanamente direttamente nei grandi club europei. Le storie di Alex Iwobi e Obafemi Martins, simboli della Nigeria di ieri e di oggi, sono esplicative di questa tendenza: il primo è arrivato piccolissimo in Inghilterra, prima ancora di tirare i primi calci a un pallone; il secondo, invece, è stato scoperto mentre giocava per le vie di Ljebu-Ode con la squadra locale e successivamente portato in Italia.

 

Skepta, Naomi e la moda streetwear

Oltre ai percorsi differenti dei nuovi giocatori nigeriani, l’home kit riflette anche un cambio di prospettiva nel modo di concepire una maglia da calcio, trascendendo il semplice concetto di abbigliamento sportivo diventando un vero e proprio oggetto di moda, come è già successo con la maglia del PSG durante l'ultimo anno. Nike è riuscita ad abbracciare il trend delle maglie da calcio nel mondo del fashion in maniera più coraggiosa e profonda di adidas che ha puntato invece sulla nostalgia. Lo stile jungle e floreale Ankara-chevrons mutuata dalla moda streetwear e traslata nella collezione off-pitch di “For Naija” è trasversale ad ogni ambiente ed industria, dalla casa di produzione cinematografica Nollywood, alla musica afrobeat, fino al mondo del clubbing. Nike è riuscita così a coinvolgere nell'operazione varie personalità note a livello mondiale.

DEAR #LAGOS # NIGERIA AUREVOIR SEE YOU SOON !!! #LOVE

Un post condiviso da Naomi Campbell (@iamnaomicampbell) in data:

Durante l’ultima edizione di Homecoming - festival di musica e moda streetwear svoltosi a Lagos lo scorso aprile - Skepta è salito sul palco indossando la maglia della Nigeria. Nike ha sfruttato l’occasione per creare hype intorno alla divisa, realizzando dei workshop di customizzazione e delle jersey personalizzate in collaborazione con brand come Off-White e Vivendi. Skepta non è l’unico testimonial di quella che pare essere diventata una nuova moda nel vestire propria dell’ambiente hip-hop. Insieme a lui ci sono infatti Tinie Tempah e Big Smoke, ultima espressione della potenza extra calcistica di una maglia dall’iconicità e dal design così ricercati che, a modo suo, ha già rivoluzionato il rapporto tra calcio e stile come poche altre prima d’ora.