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Balotelli, il ritorno

Due scenari possibili sul ritorno di SuperMario in Nazionale, tra seconde possibilità, Instagram stories e Mancini

Balotelli, il ritorno Due scenari possibili sul ritorno di SuperMario in Nazionale, tra seconde possibilità, Instagram stories e Mancini

Sono passati 1434 giorni dall'ultima volta che Mario Balotelli ha vestito la maglia Azzura. Era l'ultima partita del gruppo D del Mondiale in Brasile contro l'Uruguay, il gol di Gonzalo Godìn condannò l'Italia ad uscire dal Mondiale. Dopo i fasti di Euro 2012, il Mondiale 2014 fu uno dei momenti calcisticamente peggiori di Balotelli che spinse successivamente Antonio Conte ad escluderlo dalla spedizione di Euro 2016.
Stasera nello Stadio del San Gallo sul lago di Costanza in Svizzera, SuperMario potrebbe tornare a vestire la maglia azzura al centro dell'attacco della Nazionale di Roberto Mancini con l'ulteriore responsabilità di essere vice-capitano (in Nazionale i gradi sono decisi in base alle presenze: in questo momento dopo Bonucci, ci sono a pari merito De Sciglio e Balotelli).
La partita di stasera rappresenterà il giorno 0 del nuovo corso della Nazionale ed è leggitimo chiedersi se l'attaccante del Nizza debba far parte del progetto azzurro

 

Perché potrebbe funzionare

«Lo chiameremo perché fa parte di quei giocatori che vorremmo rivedere»
Roberto Mancini

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Un'analisi costi-benefici probabilmente sconsiglierebbe il ritorno di Balotelli in Nazionale ma la ragione più solida per vedere il bicchiere mezzo pieno ha un nome e un cognome: Roberto Mancini.
Fu il Mancio il 16 dicembre 2007 a richiamare in panchina David Suazo e far esordire Mario Balotelli in Serie A a 17 anni. Fu sempre il Mancio ad allenarlo nella sua miglior stagione della carriera, quando vinse la Premier League con il Manchester City grazie proprio all'assist da terra di SuperMario per il gol deciso del Kun Aguero. Il rapporto Mancini e Balotelli ha vissuto di momenti tragicomici - come la rissa in allenamento nel 2013 fino alla sostituzione in amichevole con i LA Galaxy per un tacco sbagliato davanti al portiere - ma sicuramente si basa su una stima umana e calcistica profonda.

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Mancini sa come far giocare Balotelli e soprattuto che ruolo deve ricoprire all'interno di una squadra.
Difficilmente SuperMario potrà diventare il leader carismatico della prossima Nazionale, ma - invece - potrebbe diventarne senza dubbio il leader tecnico. Come punta centrale non ha tutta questa concorrenza: Ciro Immobile è un ottimo primo cambio offensivo ma il suo gioco influenza troppo quello della squadra, Andrea Belotti oggi sembra ancora acerbo per giocare titolare. L'abbondanza di esterni offensivi invece - Insigne, Verdi, Bernardeschi e Chiesa - favorisce una punta più pesante, tecnica e letale come Balotelli al centro dell'attacco.
Nelle ultime due stagioni a Nizza Balotelli ha segnato 43 gol in 63 partite dentro un fluido 4-3-3 con gli esterni molto larghi. Questo schema gli ha permesso di mettere in mostra l'incredibile potenziale arsenale offensivo che varia dalla potenza fulminante del tiro, la sagacia nei tap-in in area e la precisione sui calci piazzati. 

Nel 2022 - quando i Mondiali si giocheranno in Qatar - Mario avrà 32 anni e potrebbe essere all'apoteosi della sua carriera, siamo nelle mani di Mancini.

 

Cosa potrebbe andare storto

Immaginare il modo in cui Balotelli potrebbe fallire la sua seconda occasione in Nazionale è complicato solo per l'ampissimo ventaglio di possibilità che SuperMario mette a disposizione.
Tra gli scenari più fantasiosi, di sicuro ci metterei qualche problema legato alle sue storie di Instagram, che in questo momento stanno prendendo di mira il povero Lorenzo Insigne. Oppure un bel cartellino rosso nella gara d'esordio, una rissa in allenamento con Mimmo Criscito oppure una liason con la moglie di Bonucci, da Balottelli ci si può ancora aspettare di tutto nonostante lui stesso dica di essere cambiato e maturato.

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Da un punto di vista calcistico il problema riguarda principalmente il club in cui Balotelli giocherà le prossime stagioni. Da ormai un paio d’anni SuperMario sta vivendo una condizione di precarietà contrattuale inusuale per un calciatore del suo livello, firmando contratti della durata di un anno con il Nizza che, d’altra parte, gli garantiscono la possibilità di imboccare una via d’uscita rapida nel caso in cui arrivino offerte migliori, ma anche un’assicurazione contro il rischio che le cose vadano male. Per diventare l'attacante titolare della Nazionale, Balotelli dovrà necessariamente uscire dalla borghese periferia del calcio europeo di Nizza e tornare in un grande club con tutti i rischi del caso.

 

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Le voci di mercato spingono per un ritorno in Italia: si parla di Napoli e Roma - dove però difficilmente giocherebbe titolare - o di piazze più piccole come Parma e Fiorentina. Il problema non sarebbe tecnico, ma come sempre mentale e comportamentale, perché Balotelli mal si adatta ai cambiamenti e potrebbe risprofondare in periodi di depressione calcistica come a Liverpool. Per questo motivo sarà molto importante per Balotelli che la Nazionale di Mancini possa prescindere da lui e che ci sia un leader carismatico - Bonucci? Verratti? Insigne? - che sposti attenzioni e pressioni dal ragazzo nato a Palermo 28 anni fa ma che già sembra aver vissuto mille vite.

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