Se c'è un tema ricorrente durante le ultime uscite stagionali per cui vale la pena seguire gare senza un senso, quello è sicuramente quello degli addii: chi lascia il calcio per sempre o chi lascia la squadra dove ha militato per anni. E lo svolgimento è quasi sempre lo stesso: tifosi in lacrime, cori e striscioni ad hoc, talvolta per i più meritevoli si organizza anche qualche coreografia. E poi ancora maglie speciali (come quella che hanno indossato i giocatori della Real Sociedad per una leggenda come Xabi Prieto), giri di campo, hashtag personalizzati e discorsi singhiozzati. Domenica è stato disputato l'ultimo turno di Premier League e, come già annunciato da mesi, è stato il momento di salutare Arsène Wenger, che ha lasciato l'Arsenal dopo 22 anni con una vittoria per 1-0 sul campo dell'Huddersfield. Ma ovviamente non è stato l'unico addio di cui si è parlato tanto: abbiamo provato a riassumere un po' i più significativi dell'ultimo week-end, e non solo.

Time to say goodbye Ritiri, veri o presunti, e addii... Ecco tutti i calciatori che hanno dovuto salutare il loro club | Image 1
 

 

InfinitIniesta

No, non ci siamo affatto dimenticati dell'addio di Don Andrès Iniesta: dopo l'ultima gara di Champions League all'Olimpico contro la Roma, il centrocampista catalano disputerà l'ultima partita in assoluto in Liga (la numero 441) domenica prossima contro la Real Sociedad, davanti al pubblico del Camp Nou. Vi ricordate quanti litri di lacrime erano piovuti durante l'addio di Francesco Totti, un anno fa? Beh, ci aspettiamo una giornata simile anche a Barcellona, dove nel frattempo è iniziata a circolare una maglia speciale, dove l'8 si mette in orizzontale e si tramuta nel simbolo dell'infinito. Eh si, perchè la leggenda del Barça non si ritira, ma andrà a giocare in Oriente: Cina o Giappone nel suo destino.

 

E Gigi che fa?

Si ritira Iniesta, si ritira anche un'altra leggenda del calcio spagnolo: no, non stiamo parlando di Angel Rangel, una delle colonne dello Swansea (ai tempi, dello Swansealona) che ha giocato domenica scorsa l'ultima gara con la maglia del club gallese che lo comprò per poche centinaia di migliaia di euro nel 2007. Ci riferiamo invece a Fernando El Niño Torres, a cui restano le due ultime gare con la maglia dei colchoneros: la finale di Europa League contro il Marsiglia e la gara casalinga contro l'Eibar di domenica prossima. Buffon, invece, sembra finalmente aver sciolto ogni riserva sul suo futuro: ha annunciato una conferenza stampa per giovedì mattina in cui, molto probabilmente, svelerà le sue intenzioni. Si ritira o deciderà ancora una volta di prolungare la sua carriera?

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#ThanksMotty

Tra i tanti, il prossimo anno la Premier League sarà orfana di Yaya Tourè e Robert Huth, che hanno salutato già la settimana scorsa: il centrocampista ivoriano si è congedato dal Manchester City dove ormai aveva da tempo finito il suo percorso sportivo con una festa davanti ai suoi tifosi in cui ha partecipato anche il fratello Kolo; il 34enne difensore tedesco del Leicester, che questa stagione ha giocato davvero poco, rimarrà per sempre nella memoria dei suoi beniamini per la conquista del titolo di campioni d'Inghilterra con le Foxes. Ma colui che lascerà un vuoto incolmabile non è un calciatore ma un telecronista: John Motson ha infatti appeso le cuffiette al chiodo dopo 50 anni al servizio della BBC con l'ultima domenica trascorsa a raccontare Crystal Palace-West Bromwich. Una vera e propria istituzione in Inghilterra, ha partecipato a 10 Mondiali, 10 europei e oltre 200 match della Nazionale inglese, per questo è stato premiato con un BAFTA Awards speciale.

 

Kiessling in curva 

Prima di tutto, è subentrato nel secondo tempo per dare una mano al Bayer Leverkusen che aveva bisogno di gol per aumentare la differenza reti e ottenere così un posto nella prossima Champions League. Dopo il fischio finale, arreso per non essere riuscito ad aiutare i suoi compagni, Stefan Kiessling ha trascorso in mezzo ai tifosi gli ultimi momenti da calciatore del Bayer, con cui ha disputato le ultime 12 stagioni segnando 162 gol. Un'immagine davvero rara, simbolo di un rapporto tanto intenso quanto naturale per cui non è servito alcun servizio d'ordine pubblico.

 

 

Thiago Motta smette ma non lascerà il PSG

Lo abbiamo visto giocare per anni in Italia con le maglie di Genoa e Inter, e poi ancora con la maglia della Nazionale azzurra addosso: Thiago Motta è stato uno dei centrocampisti più raffinati e probabilmente sottovalutati degli ultimi anni nel calcio europeo. Con il PSG ha vinto tutto quello che c'era da vincere, dentro i confini transalpini si intende, e ha stretto in maniera molto intensa con il presidente Al Khelaifi, tanto che durante la sua festa di addio, sabato scorso, il magnate qatariota ha promesso che rimarrà al 2000% nel club come allenatore dell'under 19. Una festa, appunto, celebrata con delle t-shirt indossate dai compagni e con tutti i tifosi del Parco dei Principi emozionati tanto quanto lui, che a stento, con gli occhi lucidi, riusciva a pronunciare per l'ultima volta 'Ici c'est Paris' al microfono.

 

 

Carras, l'ultimo di un'era

Continuerà nelle file del club anche la carriera di Michael Carrick, il centrocampista inglese nonché capitano del Manchester United che ha giocato l'ultima gara casalinga con i Red Devils proprio domenica, al cospetto del Watford, dopo aver dichiarato tempo fa di soffrire di problemi al cuore. Carrick proseguirà infatti con il club che lo ha acquistato nel 2006, entrando a far parte dello staff di Josè Mourinho. Ma quello che ha davvero lasciato senza parole è stato il riconoscimento da parte dei suoi ex compagni, a riprova del fatto di quanto Carrick sia sempre stato un vero leader tanto fondamentale quanto silenzioso. Un personaggio di un'altra epoca che rimpiangeremo tutti, che anche durante il suo discorso d'addio ha dimostrato una maturità ed una lucidità invidiabili. Ma per lui non sarà l'ultima gara in assoluto, visto che lo aspetta ancora la finale di FA Cup contro il Chelsea.

 

Che bravi i giardinieri del Krasnodar!

Ma la palma di celebrazione più originale del week-end spetta senza dubbi ai (giardinieri) russi del Krasnodar, che hanno deciso di realizzare sul terreno di gioco i numeri di maglia di Andreas Granqvist e Joaozinho, che lasceranno il club a fine stagione. Il difensore svedese ex Genoa dopo cinque stagioni, il brasiliano dopo sette, hanno condiviso grandi momenti con il club russo come ad esempio le campagne europee in Europa League, rendendosi protagonisti anche quest'anno della conquista del piazzamento europeo meno nobile.