Se non siete tanto pratici di NBA, potreste non sapere che nell’intricato labirinto del regolamento della lega americana, ci sono alcune “rules” che prendono il nome da giocatori che hanno militato nell’Association. Per esempio, una delle più famose è la “Larry Bird rule”, implementata nel 1984 per permettere alle franchigie di sforare il Salary Cap per tenere in squadra un veterano con almeno tre anni in società. 

Un’altra, la “Derrick Rose rule” - in realtà esistente con il meno romantico nome di “5th Year 30% Max Criteria” - è stata inserita nel 2011, quando l’allora MVP dei Bulls obbligò la lega a tenere in considerazione giocatori con il contratto da rookie che avessero già vinto un premio di MVP, partecipato due volte all’All-Star Game o votati due volte per i quintetti All-NBA. Ebbene, adesso ce n’è una nuova: la “LaVar Ball Rule”.

I Lakers hanno introdotto la LaVar Ball Rule Impedito ai media l'accesso all'area dello Staples Center riservata a famiglie e amici | Image 1

Ormai dovreste essere tutti familiari con la figura di LaVar Ball, vulcanico genitore dei fratelli Ball, il cui più grande, Lonzo, sta vivendo la sua rookie season con i Los Angeles Lakers. Nei primi mesi del primogenito nella lega, ma a dir la verità anche già da diverse settimane prima che venisse draftato, LaVar non ha risparmiato di condividere la sua opinione con chiunque fosse disposto ad ascoltarlo, “stuzzicando” proprio tutti, da LeBron James a Michael Jordan. Nelle ultime settimane, però, i commenti di papà Ball sembrano aver cominciato a far storcere qualche bocca in casa Lakers, visto che la società ha introdotto una policy che impedirà ai rappresentanti dei media di entrare nella sezione dell’arena destinata a “family and friends”. Ovviamente, questa nuova normativa è stata immediatamente ribattezzata “LaVar Ball Rule”.

I Lakers hanno introdotto la LaVar Ball Rule Impedito ai media l'accesso all'area dello Staples Center riservata a famiglie e amici | Image 0
 

In realtà, specificano in casa Lakers, la norma esisteva già in precedenza, anche se evidentemente negli ultimi tempi era stata ampiamente ignorato. “C’è stata troppa presenza dei media nell’area riservata a famiglie e amici, è una questione di privacy”. Sarà solo un caso (non è un caso) che la policy sia arrivata pochi giorni dopo alcuni commenti forti di LaVar Ball, che se l’è presa prima con Julius Randle - reo di non aver passato un pallone scottante a Lonzo in una partita poi persa all’overtime - e con coach Luke Walton, con opinioni piuttosto forti sull’operato dell’ex assistant degli Warriors. E se Lonzo deve ancora alzare il suo livello per lasciare il segno nella NBA, LaVar Ball ha già consegnato il suo lascito ai posteri.