La rivoluzione Nike in NBA sembrava essere partita sotto i migliori auspici, con le presentazioni in pompa magna delle divise, i nuovi hoodie e le edizioni classiche. Tuttavia con l'inizio della stagione stanno emergendo vari problemi legati alle nuove jersey: si strappano troppo facilmente, non assorbono il sudore e alcuni design e colorway non sono stati per nulla apprezzati. Oltre alle jersey, Nike oggi sembra avere un problema in più, a propostio dei calzini. Lo Swoosh infatti produce da questa stagione anche i calzini per l'NBA - sostituendo lo storico brand Stance - e su di essi (oltre che sulle divise) è presente il logo della Nike, per cui il brand americano ha pagato ben un milione di dollari all'NBA.

 

 

Tuttavia le scarpe sono la fonte di sponsorizzazione più importante per i giocatori NBA e quel logo Swoosh così vicino alle scarpe sembra dare fastidio ai competitor di Nike. Come ha riportato Business Insider, sembra che Steph Curry e James Harden - rispettivamente uomo copertina di Under Armour e adidas - stiano sperimentando maniere fantasiose per evitare evitare questa scomoda vicinanza di loghi. 

 

 

Le tattiche adottate da Curry e Harden sono due: o tagliare la parte con lo Swoosh oppure rigirare i calzini per nasconderlo, cosa che entrambi i giocatori non erano soliti fare nelle scorse stagioni. Secondo Business Insider, che ha sottolineato come la visibilità del logo sia una parte fondamentale del contratto tra Nike ed NBA, non è espresso in nessun regolamento l'obbligo di non tirare giù i calzini. Per adesso la questione sembra essere limitata solamente ad Harden e Curry, i due giocatori più importanti non sposnsorizzati Nike, ma staremo a vedere se Nike stessa interverrà sulla questione.