Il calcio sudamericano è viscerale, sporco, emozionante e pazzo. Racchiude in se stesso le contraddizioni di un continente che vive per il futbol, che riversa su di esso proprie paure. L'ultimo turno di qualificazioni mondiali sudamericane è stata un riassunto di tutta la follia sudamericana per il calcio: lo psicodramma argentino passata in due giorni dall'inferno al paradiso, i biscotti per passare il turno di Colombia e Perù, telecronisti che impazziscono urlando "golaaaaaaazo". Un calcio lontano da quello delle nazionali europee, che è diventato freddo nel suo essere educato e telegenico. Sporchiamoci un po' un'altra volta con un recap delle cose più assurde che sono successe negli ultimi due giorni. 

 

Affare di Stato

Il governo peruano ha dato il permesso a tutti i dipendenti pubblici di uscire alle 4 dal lavoro per seguire la partita.

Ancora meglio: il governo di Panama - che non gioca nella federazione sudamericana, ma nella Concacf - ha dichiarato l'11 ottobre festa nazionale in onore della prima qualificazione ai mondiali della loro nazionale.

 

 

Rimanendo a Panama

Tutti - anche i raccattapalle - hanno dato il contributo alla vittoria finale.

Ma ne valeva decisamente la pena, anche solo per vedere questa scena dalla cabina dei telecronisti.

 

Polemichette

La moglie di Claudio Bravo - capitano del Chile appena eliminato - si è lamentata su Instagram del fatto che molti giocatori della nazionale si presentassero ubriachi alle sedute di allenamento.

Mentre il ct del Venezuela ha denunciato il fatto che prima della partita con il Paraguay delle ragazze paraguiane avessero provato a sedurre i calciatori venezuelani nell'albergo. I giocatori hanno confermato.

Radamel Falcao è stato accusato di aver "biscottato" la partita tra Perù e Colombia, che sono passate insieme grazie al pareggio per 1 a 1.

 

 

Poteva andare peggio

Messi ha salvato l'Argentina con una partita incredibile in cui ha segnato tre gol. Ringraziate due volte, perché se la Seleciòn non si fosse qualificata si rischiava la guerra civile a Buenos Aires. Ed erano tutti pronti.