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L'importanza di "1987", la nuova collezione di Fear of God

L'ultima creazione di Jerry Lorenzo potrebbe essere l'ultimo tentativo di salvare un trend in declino

L'importanza di 1987, la nuova collezione di Fear of God  L'ultima creazione di Jerry Lorenzo potrebbe essere l'ultimo tentativo di salvare un trend in declino

La scorsa settimana vi avevamo mostrato la collezione “1987” by Fear of God al completo, pronta al lancio che è avvenuto questa domenica a Bologna, alla Back Door Bottega. Come scritto da diversi magazine, la scelta di Bologna è stata tutt’altro che casuale, essendo il capoluogo emiliano forse la principale Mecca cestistica italiana, dove ha vita il principale derby della pallacanestro italiano, quello tra Virtus e Fortitudo.

La riuscita dell’evento era assicurata, grazie anche all’enorme credito che Jerry Lorenzo è riuscito a guadagnarsi nel tempo, e che ha saputo valorizzare con collezioni sempre innovative e mai banali. Il reportage fotografico di Henry Ruggeri - fotografo di concerti rock che Lorenzo ha imparato ad ammirare fino a farne una specie di guru personale - rende bene l’essenza dell’esibizione, mostrando tutti i lati di Lorenzo (quello creativo, quello umano) che hanno reso Fear of God quello che è oggi.


La collezione però, oltre che l’ultima dimostrazione delle capacità di Lorenzo, potrebbe dirci qualcosa di più sulla tenuta di uno trend che negli ultimissimi anni sembra in declino: quello del basketwear.
Andiamo con ordine: come dicevamo la scorsa settimana, la “1987” è una collezione ispirata all’eterna rivalità tra Lakers e Celtics, raccontata dagli occhi di Lorenzo, e cioè di un tifoso di Los Angeles che è sempre stato innamorato dell’estetica dei Celtics. La collezione quindi, per sua natura provocatoria, mescola gli elementi delle due franchigie, ispirandosi anche ad una celebre maglia che circolava verso la fine degli anni ’80 a Boston, e che recitava lo slogan “I Hate LA”, che Lorenzo ha capovolto stampando “I Love LA” su di un logo dei Celtics. Anche le sneaker sono ispirata ad scarpe dell’epoca, specialmente nella colorazione realizzata da Reebok per i verdi. Lorenzo insomma, ha dimostrato una conoscenza profonda dell’universo NBA, maturata da ragazzo e durante i suoi primi lavori a contatto con lo sports-business americano, quando curava l’immagine dei Dodgers e di diversi atleti, tra cui Dwayne Wade.

1987” è quindi un dovuto omaggio al basket e allo sportswear in generale, e potrebbe essere l’ultimo tentativo di salvare un trend che si sta spegnendo e che vive delle sole release di sneaker. L’NBA-mania scoppiata qualche anno fa in Europa infatti ha portato alla diffusione rapida di una serie di capi di retaggio NBA in ambienti che non erano abituati a vederli. I grandi brand hanno seguito a ruota, coinvolgendo soprattutto i più giovani e, purtroppo, meno informati. 

Ora che quella bolla è esplosa e che, soprattutto, quel posto è stato occupato dal calcio, la NBA sembra aver perso un pizzico di quella sua “allure fashionista” tenuta viva da Westbrook e poco altro. Dopo essersi imposta come uno dei brand più apprezzati dai giocatori quindi (poco tempo Nick Young l’aveva citata come ispirazione dietro la sua “Most Hated”) Fear of God ha il compito di rimettere sulla mappa europea dei grandi brand il basket. Dovesse riuscirci sarebbe un gran bel colpo per Lorenzo oltre che una bella notizia per tutti gli appassionati.