Il calcio è nato in Inghilterra o a Firenze? Noi non possiamo credere che nella patria della pioggia, nebbia, freddo, qualcuno abbia preferito lasciare la propria birra e mettersi in compagnia di altre ventuno persone a correre dietro ad un pallone. L’unica cosa che ci rende perplessi è come mai il più grande poeta e scrittore della storia, Dante Alighieri, non abbia inserito in una qualsiasi delle cantiche un riferimento al calcio. E non pretendiamo il paradiso, sia chiaro.

Poi, un bel giorno, la nostra strada si è incrociata con quella dei ragazzi di “Dante Alighieri racconta la Serie A”, ed abbiamo capito che il sommo poeta non parla di calcio in un punto preciso, perché l’intera opera è un riferimento all’inferno, purgatorio e paradiso che viviamo ogni singola partita.

È stato frainteso, insomma.

 

Ciao Luigi, la prima domanda è semplicissima: perché? Perché Dante, perché il calcio.

"È presto detto: molto semplicemente, per la grande passione che mi lega ad entrambi. Inoltre, esistendo già da tempo diverse pagine su Facebook in cui le vicende del campionato vengono commentate attraverso i versi di cantautori come De Andrè, Guccini, De Gregori, una scelta come quella di accompagnarle ai versi del Sommo è volta a proporre un punto di vista diverso e per certi versi straniante." 

 

Cento canti, come fate a trovare quello adatto? È un lavoro enorme secondo noi, perché ogni volta che si rilegge il riferimento questo sembra sempre più adatto all’immagine pubblicata.

"Non è certamente un lavoro semplice: nel caso dei versi più celebri del poema, è di solito la memoria a suggerire il riferimento più adatto. Per il resto, fortunatamente esistono dei  veri e propri “motori di ricerca” danteschi, le cosiddette concordance, in cui è sufficiente digitare una parola per selezionare tutti i versi in cui la parola desiderata compare, per poi effettuare una scelta. Talvolta, sono gli stessi formidabili seguaci della nostra pagina a ovviare agli inevitabili cali di ispirazione proponendo le loro idee, spesso e volentieri accolte e pubblicate."

Calcio e social network: “Dante Alighieri racconta la Serie A” Forse non lo sapevate, ma la Divina Commedia parla solo di calcio | Image 1

Tre epoche della nostra Serie A che possono essere associate alle tre cantiche, e perché.

"Al Paradiso assocerei la serie A degli anni '80 e '90, essendo stata quest'ultima l'epoca in cui il nostro campionato era considerato il più bello del mondo, vista l'abbondanza di campioni italiani e stranieri che vi giocavano. All'Inferno le ultime stagioni e quest'ultima in particolare, che vede un campionato per certi versi già deciso in testa e in coda, dove appaiono già irrimediabilmente condannate alla serie B le tre ultime della classe (lasciate ogne speranza!) Al Purgatorio infine gli anni post calciopoli, con la catartica retrocessione della Juventus e le annate penitenziali che seguirono, fino alla finale ascesa dei bianconeri a riveder le (tre) stelle."

 

Secondo noi non c’è nessun campionato al mondo come quello italiano che meglio si adatta al concetto di “selva oscura”. Ci viene in mente una famosa intervista a Diego Simeone in cui l’ex giocatore, ora allenatore di successo, dice che pur avendo giocato in vari campionati nessuno è come quello italiano. Quali personaggi che sono passati, o che son o ancora in Serie A vi ricordano di più questi personaggi: Caronte, Ugolino, Beatrice, Virgilio, Paolo e Francesca (anche due uomini), Catone Uticense?

"Catone Uticense senz'altro può essere associato a Zeman per l'integrità e intransigenza morale. Beatrice alla giornalista sportiva Paola Ferrari, non foss'altro per tutta la luce che ne rende quasi celestiale la figura. Virgilio può ricordare Andrea Pirlo con la sua sapienza tecnica e la saggezza tattica. Caronte al Carlo Mazzone che corse forsennato ad inveire sotto la curva dell'Atalanta al momento del pareggio di Baggio. A Paolo e Francesca accosterei le figure di Zenga e Varriale, notoriamente legate da profondi sentimenti d'amore. Ugolino fa venire in mente i fieri pasti che Antonio Cassano deve evidentemente terminare di digerire."

Calcio e social network: “Dante Alighieri racconta la Serie A” Forse non lo sapevate, ma la Divina Commedia parla solo di calcio | Image 0

Quali sono le due squadre la cui rivalità, secondo voi, si adatta meglio all’immaginario Guelfi-Ghibellini?

"Senz'altro Juventus e Inter, la cui rivalità, con tutto il corollario di veleni e accuse reciproche che  è stata ed è in grado di generare, è capace di spaccare questo paese come nessun'altra, specialmente dal 2006 in poi."

 

Quota domanda complessa: l’opera dantesca è fondamentale anche – se non soprattutto – per il contributo all’evoluzione linguistica del nostro paese, ed in generale per le lingue romanze. Ma è ovvio che il concetto di “lingua” deve essere universalmente inteso, e non può essere circoscritto ad un suono che esce dalla bocca. Il calcio, può essere annoverato tra quelle forme di comunicazioni universali, date delle dinamiche conosciute, una familiarità ed una immediatezza nell’esprimere un concetto?

"Sì. Del resto, su calcio come forma di linguaggio, con i suoi poeti e prosatori, si è già magistralmente espresso Pier Paolo Pasolini. 

 

Un verso per nss sports.

“Guai a voi, anime prave!”