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A Dubai la pandemia c'è ma non si vede

Come raccontano le foto di Julien Boudet

A Dubai la pandemia c'è ma non si vede Come raccontano le foto di Julien Boudet
Fotografo
Julien Bodet

Negli ultimi mesi nss magazine ha provato a raccontare l'impatto dell'emergenza sanitaria su molte città del mondo, scoprendo come nonostante la distanza e le differenze culturali il lockdown avesse finito per far assomigliare tra loro le più importanti metropoli del mondo. È un destino comune quello che lega Milano Sospesa, gli uffici della City di Londra abbandonati a sé stessi, le strade di Tokyo completamente deserte. Guardando le immagini che arrivano ora da Dubai, non fosse per qualche mascherina, l'emergenza sanitaria sembrerebbe un lontano ricordo. 

Julien Boudet, uno dei nomi più importanti della fotografia di moda e di street style mondiale, si trovava negli Emirati Arabi per un progetto personale, ma sono tanti i cittadini europei che hanno deciso di trasferirsi qui, dove le restrizioni sono meno severe. "È molto piacevole trovarsi qui, perché non ti rendi conto che c'è una pandemia in corso. A parte dover indossare la mascherina tutto il tempo, qui puoi condurre una vita normale, andare in spiaggia o in piscina. Ci sono 30 gradi, c'è sempre il sole. Ho diversi amici che sono arrivati dalla Francia per fare un po' di smart working da Dubai, non è una cattiva idea", ha raccontato il fotografo a nss magazine. 

Sì perché è la mascherina la più grande differenza tra la vita di prima e quella di adesso, che per il resto sembra trascorrere normalmente a Dubai. "La grande differenza [con la Francia] è che qui tutti, senza eccezione, indossano la mascherina tutto il tempo, letteralmente. Aiuta molto il fatto che c'è una multa molto cara per chi non la indossa. In Francia la multa ammonta a "solo" 135 euro, quindi per qualcuno vale la pena rischiare. Ritengo anche che qui prendano la cosa molto più seriamente, in Francia non mi sembra che la situazione importi più di tanto, tutti vogliono tornare ad avere una vita normale", ha continuato Boudet. "Qui sono più severi che in Europa, e direi che questa politica funziona", ha infine concluso. 

Al di là delle necessarie restrizioni, l'impatto con una realtà come quella di Dubai, slegata dall'emergenza sanitaria, ha permesso a Boudet di dare sfogo a tutta la sua creatività, inevitabilmente intaccata dal lockdown. "Mi sono sentito di nuovo libero, di muovermi, di andare ovunque, di scattare in location esterne senza la paura di essere beccato dalla polizia... La cosa che mi era mancata di più era proprio la libertà di uscire ed esplorare, di parlare con degli sconosciuti, di incontrare nuove persone, in pratica la vita prima del Covid. Qui mi sono sentito sollevato, quasi come se questa pandemia non esistesse più. Lasciatemi dire, è una bellissima sensazione!", ha raccontato Boudet.