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Come si veste un "Joker"?

Il significato dei costumi nel nuovo film di Joaquin Phoenix

Come si veste un Joker? Il significato dei costumi nel nuovo film di Joaquin Phoenix

È uscito nelle sale il nuovo "Joker", interpretato da Joaquin Phoenix e diretto da Todd Phillips. Le prime immagini da Joker dell'attore tre volte candidato agli Oscar non hanno fatto rimpiangere il personaggio interpretato da Heath Ledger nel 2008. 
La complessità psicologica e il magnetismo nei confronti del male, valsi il Premio Oscar postumo a Ledger nel 2009, hanno generato un fascino unico intorno al pagliaccio di Gotham City, figura ipnotica nonché incarnazione perfetta dell'antieroe del cinema hollywoodiano. 
Il successo del secondo film della trilogia di Nolan ha fatto nascere un fanatismo intorno al personaggio, sfociato nel "Massacro di Aurora".
All'anteprima de "Il cavaliere oscuro - Il ritorno" nel 2012, lo studente 24enne James Holmes ha sparato contro la folla del Century 16 Movie Theatre (Aurora, Colorado) uccidendo 12 persone e ferendone 58.
Il travestimento e capelli tinti di rosso di James Holmes il giorno della sparatoria sono il segnale di come il fascino intorno al personaggio della saga ruoti molto intorno all'aspetto esteriore estetico. Nel nuovo film prodotto dalla Warner Bros e nelle inquadrature di Phillips questo elemento torna a essere centrale, specchio esteriore di una personalità per certi versi più complessa del Joker del 2008. 

Le origini del personaggio di Joker nascono dal romanzo di Victor Hugo "L'uomo che ride", interpretato al cinema per la prima volta nel 1928. La figura del Villain come la conosciamo noi arriva sui grandi schermi nel 1940 e da quel momento subirà rivisitazioni di ogni genere, , come quella nel film di animazione "LEGO Batman" di Zach Galifianakis, oppure la recitazione vocale di Mark Hamill nella serie animata "Batman", trasmessa a metà anni '90. A proposito di serie Tv, altre interpretazioni di Joker sono quelle di Cesar Romero negli anni '60 e Cameron Monaghan, nella recente serie Fox/Warner "Gotham". Una delle performance più amate dagli appassionati è quella di Jack Nicholson, nel "Batman" diretto da Tim Burton nel 1989, molto diversa da quella di Jared Leto nel film "Suicide Squad" .

Rispetto al look scomposto viola e verde e al make up scombinato pensato per Ledger dalla costumista Lindy Hamming, il Joker vestito da Mark Bridges - due volte Premio Oscar con il Filo Nascosto e The Artist - sembra avere personalità e caratteristiche diverse, coerenti con una trama più psicologica rispetto a quella de Il cavaliere Oscuro
La storia dell'emarginato Arthur Fleck non è quella dell'assassino di Nolan. Il suo progressivo discendere verso la follia è accompagnata look anni '80 e dal make up da clown che maschera il finto sorriso, realizzato da Nicki Lederman, MUA anche in Il diavolo veste Prada e Sex and the City. Il costumista parlando degli abiti ha spiegato alcune scelte, giustificate dall’epoca di ambientazione del film, precedente rispetto a quella de "il cavaliere oscuro".

"Per essere fedeli, diciamo al 1981, bisognava utilizzare una certa gamma di tonalità e combinazioni di colori disponibili nei negozi di allora. Ma solo attingendo a questa tavolozza colori ci si sente automaticamente in un’altra epoca, perché sono tonalità non visibili nei negozi in questo momento".

Mark Bridges ha spiegato come i look siano disegnati per interpretare al meglio la gestualità del personaggio, lavorando sulla silhouette, sulla fisicità e i movimenti, ispirati alle mosse di Charlie Chaplin. Uno dei trucchi per interpretare la goffaggine e l'insicurezza del personaggio è stata quella di inserire piccoli elementi di vanità e stereotipi del ruolo del pagliaccio, come per esempio la bombetta.
La scelta dei capi del Joker in versione Arhur Fleck è invece stata semplificata, per lasciare spazio a un'interpretazione più potente.

È molto un John Q.Public (termine utilizzato negli Stati Uniti per descrivere un uomo comune ndr); punta più alla praticità che allo stile. Veste capi comodi, e si vede che li ha da molto tempo, inoltre ha un vago aspetto infantile, alternato a quello di una persona anziana. Ha detto Bridges.

Per il costume che trasforma definitivamente Arthur in Joker, la sfida maggiore è stata quella di non snaturare l'immagine costruita nei precedenti film, ma allo stesso tempo creare una soluzione organica con la nuova trama. Bridges usa blu, marrone, malva, grigio, navy e kaki, allontanandosi dall’arancione bruciato e dai verdi degli anni ’70. Il completo color ruggine e la camicia verde appaiono indossati da Joker come una scomposizione e riassemblaggio di quelli indossati con timidezza da Arthur Fleck. 

Sono partito dall’inizio — dal comedy club, come vengono combinati diversi elementi e capi differenti — per arrivare al risultato finale. Quando con Joaquin abbiamo fatto gli ultimi ritocchi per il completo, con la camicia giusta, il gilet giusto… rispecchiava appieno gli anni ’70 con una linea leggermente più lunga della giacca, mentre lui ha assunto una strana e sinuosa sicurezza che non apparteneva ad Arthur, bensì al Joker. Per me è stato davvero soddisfacente».

Il film non verrà proiettato questa sera al Century Movie Theatre di Aurora, in tutte le sale è stato invece vietato di dipingersi volti portare armi giocattolo durante la proizione. Una decisione di sicurezza presa dopo la lettera scritta alla Warner Bros da 5 famiglie delle vittime del massacro. Per la preview la AMC Theatre, la più grande catena cinematografica statunitense ha dichiarato di aver collaborato con le forze dell'ordine, così come altri cinema in tutta la nazione. 
Quello di Joker è un esempio unico di coinvolgimento e fascino del male, elemento indispensabile di gran parte della cinematografia hollywoodiana, innescato come in pochi casi, nella storia del cinema recente, dai costumi e dal loro valore espressivo.