
Le ispirazioni glam-rock dietro il look di Emma Mackey nel nuovo “Narnia” Greta Gerwig si è ispirata a David Bowie per il suo nuovo film
Ieri è uscito il trailer del film Narnia: The Magician's Nephew di Greta Gerwig, nuovo adattamento del primo libro de Le Cronache di Narnia di C.S. Lewis. Ambientato negli anni ’50, e dunque in un’epoca leggermente diversa da quella dei libri originali, il trailer ha presentato fin da subito un’estetica molto diversa da quella da fantasy medievale che il pubblico aveva conosciuto con il celeberrimo film di Andrew Adamson del 2005, il cui successo fece di Tilda Swinton la diva del cinema che è oggi. Proprio il personaggio di Jadis, la Strega Bianca, interpretato questa volta da Emma Mackey, è quello che ha fatto più discutere dato che il suo look è più vicino a Josie & The Pussycats che non a un costume anticheggiante da classico fantasy. Ma perché?
Un fantasy glam-rock
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Un dato molto eloquente del trailer è la presenza, nella colonna sonora, di Stairway to Heaven, un brano che i Led Zeppelin non avevano praticamente mai concesso per un prodotto cinematografico di alcun tipo. Proprio questo indizio che ci riporta verso gli anni ’70 e la musica rock è importante per capire le ispirazioni dietro il nuovo Narnia, una storia di universi alternativi, eventi cosmici e mitologia che Gerwig ha preferito raccontare con uno stile nuovo, lontano dal medievalismo folk del passato e più vicino alla fantascienza visionaria e alla psichedelia retro-futurista dell’era glam-rock.
«Volevo una rock opera», ha detto Gerwig a Empire qualche settimana fa. «Narnia è letteralmente un mondo fatto di musica. È un mondo che prende vita grazie al canto di Aslan, e il rock ’n’ roll mi è sembrato un mondo fatto di musica». Lo stesso look del leone Aslan, che avrà la voce di Meryl Streep, non è quello di un normale felino ma ha occhi dal colore diverso, e un viso colorato in modo tale da tradire la dichiarata ispirazione che c’è dietro: David Bowie. E specialmente il David Bowie dell’era di Ziggy Stardust, e dunque quello “alieno” e futuristico, con make-up colorato a zig zag sul volto e le tute luccicanti.
Ma, come si diceva, il look più discusso di tutti è quello della Strega Bianca, Jadis, che nel trailer vediamo sia nella versione tradizionale che tutti ricordiamo, con corona di ghiaccio, lungo abito bianco e mantello; sia nella sua versione “nuova”, con un abito metallico, ovvero prima del suo arrivo a Narnia da un altro mondo post-apocalittico da lei stessa distrutto. E qui sta il punto: se il mondo di Narnia, alla cui creazione assisteremo nel film, potrebbe ancora essere medievaleggiante, il vero mondo alternativo che esploreremo in questa prima storia è più steampunk, fatto tutto di metallo. Ma quali sono le ispirazioni dietro il look di Emma Mackey?
Paco Rabanne e il retro-futurismo
Se gli anni ’50 e ’60 inglesi rappresentati nel film sono abbastanza normali, vagamente desaturati, sia la Foresta di Mezzo (il mondo di passaggio che collega insieme il multiverso) che il mondo parallelo di Charn, da dove viene Jadis, sono estremamente fantastici e iper-saturi. Per certi versi ricordano il celebre Nelle pieghe del tempo di Madeleine L'Engle e i suoi adattamenti, insieme alla weird fiction e alla fantascienza retrò di Barbarella e Flash Gordon. Proprio da quell’epoca sembra venire l’abito di Emma Mackey: un vestito A-Line anni ’60 fatto di piastre metalliche e indossato con le placche di un’armatura sulle spalle, che non può non far pensare a Paco Rabanne.
L’abito di placche metalliche di Rabanne venne presentato proprio nel 1966 a Parigi in una collezione dal nome Twelve Unwearable Dresses in Contemporary Materials. Col successo, il suo abito metallico si evolvette e rimase sulla cresta dell’onda per tutta l’era Space Age, immortalato nei costumi indossati da Brigitte Bardot in Contact, in quelli di Audrey Hepburn in Due per la strada e soprattutto in Barbarella con Jane Fonda, film per cui Rabanne stesso creò i costumi.
Tutte reference situabili tra il 1967 e il 1968, ovvero un decennio abbondante dopo l’epoca in cui è ambientato il film di Gerwig e che dunque comunicano il vibe avvenieristico ma non necessariamente “tecnologico” che la regista ha deciso di imprimere alla sua storia. Lo stesso make-up di Mackey, fatto di glitter, con un effetto a triangolo in stile Pierrot, ascribile a quello stile Glam Clown, che include cut crease, eyeliner pesante e molti scintillio, accompagnato da un caschetto à-la-Debbie Harry, sebbene corvino, richiama del tutto quel mondo retro-futuristico e glam rock.
È una buona scelta?
Emma Mackey - Narnia: The Magician's Nephew (2027) pic.twitter.com/YXFk0wrW8x
— Edwin de Reina (@glassycottons) October 13, 2026
I più puristi si sono già lagnati di questa svolta, ma in realtà la scelta di Gerwig è molto intelligente e molto ispirata. Per anni il fantasy contemporaneo è rimasto “intrappolato” nell’estetica di Game of Thrones, che gli Amazon Studios hanno voluto replicare sia con la serie Il Signore degli Anelli che ne La Ruota del Tempo. E proprio l’estetica medievale di Game of Thrones, pur infusa di un certo vibe bizantino, è rimasta finora lo standard più inattaccabile del genere fantasy, intrappolandolo in un mondo di castelli e cavalieri a cui in realtà lo stesso Narnia apparteneva.
Eppure nello stesso libro di apertura della saga di Lewis si parla di concetti più adiacenti alla fantascienza come il multiverso, i portali, i mondi paralleli. Questo perché all’epoca della stesura de Il nipote del mago la distinzione tra un fantasy più medievale, la fantascienza pura e il genere dei weird tales era parecchio più poroso di quanto non sia oggi. Dunque la scelta di adattare questo nuovo franchise con un linguaggio nuovo, slegato dalle atmosfere medievali classiche rappresenta un’opportunità che Gerwig ha voluto cogliere oltre che la possibilità di spostare o espandere l’ambito del genere fantasy verso territori innovativi e meno noiosi.
Che si tratti di una risposta alla fantasy fatigue di questi anni? Sarà da vedere, anche perché, come si diceva, Mackey appare in un costume tradizionale con mantello e corona anche dopo il suo “trasferimento” a Narnia. Il tentativo potrebbe funzionare se si pensa come Frozen, ad esempio, abbia preso più ispirazione dallo stile nord-europeo dell’Ottocento che dal medioevo o dal rinascimento. E se la serie di film continuerà (e dovrebbe) avremo ampio modo di vedere creature mitologiche e la classica magia. Per ora, col trailer di Narnia, ci sembra di stare finalmente guardando qualcosa di nuovo.










































