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Desiderio e necessità: la filosofia dietro la nuova collezione di Uniqlo U

Christophe Lemaire ha riscritto il concetto di normcore

Desiderio e necessità: la filosofia dietro la nuova collezione di Uniqlo U
Christophe Lemaire ha riscritto il concetto di normcore
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Desiderio e necessità: la filosofia dietro la nuova collezione di Uniqlo U Christophe Lemaire ha riscritto il concetto di normcore

Desiderio e necessità:

la filosofia dietro
la nuova collezione
di Uniqlo U

la filosofia dietro
la nuova collezione
di Uniqlo U

Christophe Lemaire ha riscritto il concetto di normcore

Quando, otto anni fa, veniva coniata la definizione di ‘normcore’, l’espressione andava ad identificare non solo un tipo di abbigliamento minimal e monocromatico, ma anche un nuovo modo di intendere la moda, una visione controcorrente e avantguardistica che voleva allontanarsi il più possibile dall’estetica eccessiva, colorata, rumorosa e consumistica che iniziò negli anni Ottanta estendendosi fino ai primi anni Duemila.

Indossare una maglietta bianca era una rivendicazione di valori, quasi un atto politico, un gesto che non a caso fu alla base di una delle ultime subculture occidentali, quella hipster. Dalla Berlino dei primi anni ‘00 fino al 2021, il normcore ha trovato interpretazioni e declinazioni diverse, e oggi Uniqlo è il brand che più di ogni altro ha scelto come filosofia creativa quella di capi che riflettono l’essenzialità nell’estetica.

Con il concetto di LifeWear, Uniqlo è stato in grado di creare un’idea di moda che fosse al contempo cerebrale e accessibile, riflessiva e intuitiva, trovando in linee pulite e colori tenui la chiave del suo successo.

Un’espansione capillare e globale che si è tradotta anche in un dialogo proficuo con le voci più importanti dell’industria, grazie ad una serie di collaborazioni che hanno ridefinito il raggio d’azione di Uniqlo.

Di tutto ciò l’esempio migliore è la linea Uniqlo U, disegnata a Parigi da Christophe Lemaire, in precedenza direttore creativo di Lacoste e di Hermès, nonché founder e direttore creativo dell'omonimo brand, che presenta ora la collezione SS21 della linea.

Qualità, funzionalità, movimento, durata, solidità, comfort e classicità.
Per me un essential è un capo di cui hai bisogno ma che allo stesso tempo ami.
Desiderio + necessità.

Il normcore secondo Uniqlo e Christophe Lemaire introduce un nuovo modo di guardare alla moda. La longeva collaborazione tra brand e designer, inaugurata nel 2014, si poggia su due pilastri in continuo dialogo tra loro: desiderio e necessità.

“Oggi abbiamo ancora gli stessi obiettivi di Uniqlo. Prodotti di qualità, di design, semplici, creazioni che possano andare bene per tutti. La differenza è che Uniqlo U crea dei capi basic da una prospettiva diversa. Facciamo degli essentials elevati. Il nostro lavoro consiste nel capire e nel considerare continuamente ciò che è necessario, ciò che rende un capo essenziale. Qualità, funzionalità, movimento, durata, solidità, comfort e classicità. Per me un essential è un capo di cui hai bisogno ma che allo stesso tempo ami.

Desiderio + necessità.
Questo è Uniqlo U”, ha raccontato Lemaire.

Il normcore secondo Uniqlo e Christophe Lemaire introduce un nuovo modo di guardare alla moda. La longeva collaborazione tra brand e designer, inaugurata nel 2014, si poggia su due pilastri in continuo dialogo tra loro: desiderio e necessità.

“Oggi abbiamo ancora gli stessi obiettivi di Uniqlo. Prodotti di qualità, di design, semplici, creazioni che possano andare bene per tutti. La differenza è che Uniqlo U crea dei capi basic da una prospettiva diversa. Facciamo degli essentials elevati. Il nostro lavoro consiste nel capire e nel considerare continuamente ciò che è necessario, ciò che rende un capo essenziale. Qualità, funzionalità, movimento, durata, solidità, comfort e classicità. Per me un essential è un capo di cui hai bisogno ma che allo stesso tempo ami.

Desiderio + necessità.
Questo è Uniqlo U”, ha raccontato Lemaire.

Una prospettiva, dunque, che ha anticipato i tempi ed è diventata più attuale che mai durante i mesi della pandemia, che hanno cambiato la definizione stessa di normalità, e che ha lasciato tracce profonde anche nel nostro guardaroba e nel mindset con cui ci approcciamo alla moda.

Più di tutto, è cambiato il modo in cui guardiamo il nostro armadio, uno scrigno preposto a contenere solo pezzi che “creano gioia” come direbbe la regina del decluttering, che siano funzionali, pratici, l’espressione più elevata del nostro stile personale.

La collezione riflette il nostro stile di vita attuale, dallo smart working, alla passeggiata nel quartiere, capi che funzionino sia in casa che fuori.

Questo si traduce in capi semplici, ridotti all’essenzialità, quindi pratici, funzionali e puliti.

E con l’arrivo della primavera e con l'alzarsi delle temperature, ci siamo concentrati su capi che potessero essere il più leggeri possibile, ampi e facili da indossare, in tessuti freschi e traspiranti, ha continuato Lemaire.

Quella classicità e quell’animo atemporale si ottengono soprattutto nella scala cromatica, che è stata uno dei focus principali nella creazione della collezione SS21 di Uniqlo U.

Tra toni neutri e sfumature più accese, il beige ricopre un ruolo centrale nella palette, tanto che Lemaire ne ha create sette diverse tonalità. Quel senso di libertà e fluidità si traduce nell’utilizzo di materiali leggeri, come cotone traspirante, nylon e una viscosa ispirata ai capi vintage nella proposta femminile; mentre la collezione uomo riparte dalle silhouette oversized - ormai mainstream - trovando un fit più rilassato e sofisticato, senza tradire il suo animo street ma assumendo un carattere senza tempo.

Uniqlo e Christophe Lemaire sfidano il ritmo e i diktat dell’industria della moda, che ricerca bulimicamente nuovi trend ed estetiche, dando vita ad sogno etereo ma reale condiviso da migliaia di consumatori.