Gli anni ’90 sono gli anni delle super top model. Da “Queen” Kate Moss alla “Venere Nera” Naomi Campbell, dalla camaleontica Linda Evangelista all’aristo-chic Stella Tennant, tutte sono venerate come dee, icone indiscusse nel mondo della moda, donne giovani e bellissime con compensi da capogiro e una vita privata da star di Hollywood.

Sfilano a braccetto per Gianni Versace e tutti i più grandi brand, sono protagoniste dei video musicali delle pop star del momento, come George Michael (Freedom! 90), Madonna, Michael Jackson o Bon Jovi, occupano ogni rivista e invadono anche il mondo della tv, partendo da MTV.

Si chiamano Claudia Schiffer, Cindy Crawford, Kate Moss, Linda Evangelista, Naomi Campbell e Christy Turlington, le "big six", ma anche Stella Tennant, Amber Valletta, Elle Macpherson, Nadja Auermann, Carla Bruni, Hannelore Knuts, Eva Herzigova, Milla Jovovich, Esther Canadas, Carolyn Murphy, Stephanie Seymour, Shalom Harlow…

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Noi abbiamo scelto quelle che è impossibile dimenticare. 

 

Kate Moss

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Kate Moss è, probabilmente, la modella più amata di tutti i tempi. Chiunque l’abbia incontrata parla di un suo quid, un fascino magnetico che fa sembrare, se fatto da lei, anche l’atto più banale unico ed eccezionale. Un carisma così potente racchiuso in un fisico minuto che, quando compare sulla scena della moda mondiale, ne cambia l’estetica, cambia il gusto sulle donne, sul concetto stesso di bellezza e diventa il simbolo del nuovo che avanza.

Dopo anni di supermodelle sinuose, statuarie e inarrivabili come Cindy Crawford e Claudia Schiffer, spunta una giovane ragazza esile, dal viso acerbo e il fisico androgino e in breve diventata protagonista assoluta della moda.

È talmente nuova che, dopo averla vista in passerella il New York Times la descrive parlando di waif look, un aspetto sgualcito, quasi indifeso.

Scoperta all'età di 14 anni all’aeroporto JFK da Sarah Doukas, che viene letteralmente catturata da quella bellezza acerba e per niente convenzionale, diventa famosa due anni più tardi grazie al servizio fotografico di Corinne Day "The 3rd Summer of Love" per la rivista The Face. Il boom definitivo arriva nel 1993 quando posa per la campagna del profumo Obsession di Calvin Klein, un connubio quello col marchio americano che la consacra a volto del decennio. 

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Collabora con tutti i marchi che contano da Alexander McQueen a Versace, da Prada a Marc Jacobs, da Saint Laurent a Balenciaga; con tutti i migliori fotografi, da Peter Lindbergh a Juergen Teller, da Richard Avedon a Mario Testino; ispira artisti come Lucian Freud o Marc Quinn che la raffigura in una statua d'oro, la più grande fin dall'antico Egitto.

Tutti la adorano e probabilmente non esiste nemmeno una sua foto brutta in tutto il mondo. Nessuno scandalo ha mai alterato la sua fama, non la controversa tendenza della moda "eroina chic" o la presunta anoressia né la vera “faccenda cocaina”.

Le sue relazioni rock and roll con il fotografo napoletano Mario Sorrenti, con Johnny Depp o Pete Doherty ed il suo stile bohochic cool non fanno altro che alimentarne la fama. 

Forse senza questa ragazzina con gli occhi da cerbiatto che voleva solo lasciare Croydon (la sua città di origine) gli anni ’90 non sarebbero nemmeno esistiti.

 

Linda Evangelista

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Classe 1965, canadese, ma italiana d’origine, Linda Evangelista resta nell’Olimpo delle prime top model della storia, parte insieme alle colleghe Christy Turlington e Naomi Campbell del trio denominato The Trinity, le tre ragazze che si accaparrano le migliori copertine e sfilate dei nineties.

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Sogna di diventare una modella fin da quando è una bambina e, grazie al suo metro e 76 d’altezza e ai suoi occhi da cerbiatta, viene presto notata ad un contest per Miss Teen Niagara e firma un contratto con Elite. La sua carriera ha la svolta decisiva quando, a 23 anni, per un servizio fotografico per Vogue Italia firmato da Peter Lindbergh, taglia i capelli cortissimi. Improvvisamente gli addetti ai lavori la snobbano e la cancellano da 16 show, per poi doversi ricredere quando il suo hairstyle diventa uno dei più copiati dell’epoca.

Per Linda arriva il successo: più di 700 cover, l'iconico video Freedom di George Michael, diventa musa di Steven Meisel e testimonial per le più grandi maison tra cui Chanel, Calvin Klein, Dolce & Gabbana, YSL, Valentino, Prada, Dior, Gianni  Versace che la definisce "più fascinosa di Nefertiti", ma anche talmente bella da essere “troppo irreale anche per gli standard della moda”.

Viene ricordata come la top più versatile tanto da essere chiamata “camaleonte” per la sua capacità di indossare ogni tipo di look oltre che per il continuo cambiare colore del colore di capelli e  “the greatest supermodel of all time” per non aver mai tentato carriere alternative. Passa alla storia per aver dichiarato durante un’intervista a Vogue "noi (lei e Turlington) non ci svegliamo per meno di $ 10.000 al giorno".

Dopo essersi ritirata nel 1998, ha fatto un comeback nel 2001 e oggi è ufficialmente mamma a tempo pieno.

 

Christy Turlington
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Icona di stile ed eleganza, incarnazione della filosofia “less is more”, Christy Turlington è una delle super top degli anni ‘90. 

Nata il 2 gennaio 1969 in California, da padre americano e madre salvadoregna, viene notata per la prima volta da un fotografo, mentre cavalcava a Miami a soli 14 anni; a 17 anni i Duran Duran la scelgono per il video di Notorius; ma la sua carriera diventa un lavoro a tempo pieno solo a 18 anni, quando si trasferisce a New York. Tra la fine degli eighties e il decennio successivo colleziona più di 500 copertine, domina le passerelle mondiali e diventa protagonista delle campagna di Revlon, Missoni e del profumo Eternity di Calvin Klein, Maybelline, Valentino, Chanel, Ferragamo, Oscar de la Renta, Esteè Lauder e molti altri. Prima top model a mostrare il piercing all’ombelico durante uno show di moda, nel 1993, musa di Gianni Versace, con il suo stile minimalista incarna perfettamente lo spirito di Calvin Klein con cui collaborerà per molti anni, l’ultima volta per la linea underwear FW 2013-2014.

In quegli anni, nonostante i contratti milionari, riesce a trovare del tempo per laurearsi in storia dell'arte alla New York University, con una tesi in filosofia e religione comparata, sue grandi passioni insieme allo yoga.

Nel 2003, accompagna all’altare dall'amico Bono Vox, sposa l’attore Edward Burns indossando un abito John Galliano a maniche corte. Nel 2010 fonda l'associazione Every Mother Counts con la quale denuncia l'alto tasso di mortalità delle donne durante il parto e, da allora, usa la sua celebrità per promuovere impegni charity. 

 

Helena Christensen 
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Nata a Copenaghen il 25 dicembre del '68 da padre danese e madre peruviana, fa il suo esordio sulle passerelle ancora bambina, vince il concorso di bellezza di Miss Danimarca nel 1987 e, scoperta dal fotografo Friedemann Hauss, ottiene l’attenzione internazionale. Quando a 19 anni arriva a Parigi, Kaiser Karl la sceglie per le sue sfilate e Peter Lindbergh la vuole sui suoi set, ma la prima importante campagna pubblicitaria è per Gianni Versace che la definisce “il corpo più bello del mondo”.

Occhi verdi, zigomi pronunciati e fisico scultoreo la lanciano nell’olimpo delle super top. Tutti la vogliono: Chris Isaak nel video di Wicked Game, Vogue, Harper’s Bazaar, Elle, Dazed & Confused, grandi marchi come Chanel e Victoria's Secret, Patrick Demarchelier, Fabrizio Ferri o Herb Ritts che la inserisce nell’iconico Calendario Pirelli del 1994. 

Da ragazzina sogna di diventare musicista, forse per questo ha liaison con diverse rock star, da Michael Hutchence degli INXS a Bono fino al leader degli Interpol con cui è fidanzata dal 2008, ma anche con attori come Leonardo di Caprio o Norman Reedus, la star di The Walking Dead, padre di suo figlio Mingus, con cui è stata sposata per un breve periodo.

Ritiratasi dalle passerelle nel 2004, ha contribuito a fondare Nylon magazine e ha intrapreso la carriera di fotografa. Ancora bellissima come vent’anni fa, continua ad essere protagonista di numerosi servizi fotografici.

 

Cindy Crawford
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Cynthia Ann Crawford nasce a DeKalb, nell’Illinois, il 20 febbraio 1966. È un'adolescente che raccoglie pannocchie di mais in un campo quando viene notata da un fotografo. La svolta c’è quando si classifica fra le 12 finaliste del concorso Elite Model Look e lascia la facoltà di Ingegneria chimica alla Northwestern University per la passerella. 

Il fisico atletico, le misure 86-66-89 e il celebre neo all’angolo delle labbra, divenuto il tratto distintivo del suo primo piano, la fanno distinguere dalla massa, incoronandola “sexy American girl”, protagonista fino ad oggi di oltre 1000 cover, da Elle a Vogue, da Harper’s Bazaar ad Allure, di tutte le più importanti sfilate e di campagne di prestigiosi marchi Usa come Gap, Revlon e Pepsi. Prima modella a posare nuda per la rivista Playboy, Cindy diviene fonte di ispirazione per una canzone di Prince (Cindy C.); è inserita da People nella lista delle 50 donne più belle al mondo e da Forbes in quella delle top più pagate.

Sin dagli anni ‘90 conduce diversi programmi tv, recita in film trascurabili e video musicali per George Michael e Bon Jovi, lancia profumi che portano il suo nome, linee di arredamento e di abbigliamento. Dopo un primo, chiacchierato, matrimonio con Richard Gere, nel 1998 sposa alle Bahamas l’imprenditore Rande Gerber, dal quale ha due figli, Presley e Kaia.

Appesa ufficialmente al chiodo la carriera da top all’età di 50 anni (l’ultima ad è per la SS16 di Balmain accanto a Naomi e Claudia Schiffer), ha passato il suo scettro di fashion queen alla figlia adolescente.

 

Naomi Campbell
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Naomi. 

Basta solo il nome. Non serve altro e tutti sanno di chi si sta parlando. Oggi come allora.

Figlia di una ballerina britannica-giamaicana, inizia la sua carriera nel 1978, alla tenera età di 8 anni, apparendo nel video musicale Is this love di Bob Marley e, successivamente, anche nel film The Wall dei Pink Floyd. Studia ballo presso l’“Italia Conti Academy of Theatre Arts”, dove viene scoperta dalla talent scout Beth Boldt e inizia a lavorare freneticamente. A 16 anni appare sulla copertina di Elle UK, debutta in passerella per Azzedine Alaïa, di cui diventa musa, e nel 1987 Terence Donovan la immortala per il noto calendario Pirelli.

Alla fine degli anni ‘80, Naomi è già una modella affermata: nel ’87 compare per la prima volta sulla copertina di Vogue UK, seguita nel 1988 da Vogue Paris e l’anno dopo dal numero di settembre di Vogue America. Entra nella storia della moda come la prima modella di colore ad apparire sulla copertina di French Vogue e TIME magazine, a sfilare e aprire nel 1997 uno show di Prada e, sempre per il marchio italiano, unica top black  immortalata in un’iconica campagna pubblicitaria scattata da Steven Meisel. Se negli anni ’80 è già una professionista affermata, la vera consacrazione della Campbell arriva nel decennio successivo quando, grazie ad un’intuizione di Meisel, insieme a Christy Turlington e Linda Evangelista forma The Trinity.

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Il 1990 si apre, infatti, con l’iconico servizio fotografico in bianco e nero realizzato da Peter Lindbergh per la copertina di Vogue UK, dove alle tre bellissime si aggiungono Cindy Crawford e Tatjana Patiz. 

La sua pelle d’ebano, gli occhi a mandorla e una falcata inconfondibile, sinuosa e felina, simile a quella di una Pantera, le regalano le migliori passerelle di New York, Milano e Parigi; le pagine patinate dei magazine di moda; i video musicali di Michael Jackson, Madonna, George Michael, fidanzati come Robert de Niro ed Eric Clapton; scatti indimenticabili come la sequenza di Peter Lindbergh in cui danza come Josephine Baker sulla spiaggia di Deauville per Vogue Italia o la meravigliosa composizione di Jean-Paul Goude nella quale Naomi corre con un ghepardo per Harper’s Bazaar U.S.

Dall’impegno al fianco di Nelson Mandela ai party più esclusivi con la migliore amica e collega Kate Moss, dalle risate con Grace Jones ai capricci da diva e le sfuriate contro le assistenti, la vita di Naomi è straordinaria e lei non è solo la "regina della passerella", ma un'autentica superstar.

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Claudia Schiffer
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"Univa una buona dose di dolce, innocente sensualità a una piena consapevolezza del proprio fascino" spiega Ellen Von Unwerth, la fotografa che nel 1989 la lancia come “sosia” di Brigitte Bardot in una campagna per Guess. 

Bionda, statuaria e dotata di una femminilità esplosiva, diventa “the Ultimate Chanel It Girl of the 90s”, ironico se si pensa che, da piccola, a causa delle gambe a X, del sedere sporgente e dell'andatura ondeggiante, la schernivano chiamandola "anatra". Una sera del 1987 viene notata da un talent scout in una discoteca di Düsseldorf e si ritrova catapultata a Parigi, pronta per avere la rivincita su tutti quelli che non avevano fiducia in lei.

Il suo è un successo clamoroso, fatto di centinaia di passerelle, decine di campagne pubblicitarie e oltre 1.000 copertine di riviste: musa di Karl Lagerfeld per Chanel, trasformata in Anita Ekberg da Arthur Elgort per Valentino, pin up per Guess, vestita con una minigonna argentata o completamente nuda per Versace. 

Puntuale, organizzata, responsabile, non ama le feste e i party. La sua vita, rispetto a quella delle altre top dell’epoca è noiosa, costellata da nessuno scandalo e pochi flirt con Bon Jovi, Peter Gabriel, il principe Alberto di Monaco ed il mago David Copperfield.

Dei 90s Schiffer ricorda:

"Non esiste una formula, eravamo tutte talmente diverse. Credo che ci siamo trovate al centro di una rivoluzione, con alcuni creatori come Versace, Lagerfeld e Dolce&Gabbana che hanno trasformato una macchina per “tecnici” in un fenomeno pop. Un ribaltamento simile oggi lo stanno causando i social media, che hanno reso il come ci si racconta importante come e più di quello che si fa".

 

Eva Herzigova 
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Bellissima oggi come negli anni ’90, Eva Herzigova sembra un affascinante vampiro su cui il tempo che passa ha dimenticato di lasciare traccia.

Scritturata all’età di 16 anni dopo aver vinto un concorso di bellezza a Praga, la modella ceca è già volto della Guess, quando paralizza il traffico internazionale con la campagna Hello Boys per Wonderbra del 1994. Tanto sexy in quello scatto di Ellen von Unwerth da incrementare le vendite del marchio di lingerie del 41% e, nel 2011, venire eletta “immagine pubblicitaria più iconica di tutti i tempi”.

Spesso paragonata a Marilyn Monroe, Eva è uno degli angeli originali di Victoria's Secret ed uno dei volti più celebri di sempre dell'industria della moda, protagonista di campagne e cover per Christian Dior, Giorgio Armani, Vivienne Westwood,Vogue, Elle, i-D e molti altri.

Nonostante due mariti (il primo è Tico Torres, batterista di Bon Jovi), tre figli e alcuni film, la sua carriera di modella non è mai finita.

 

Nadja Auermann 
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Nadja Auermann entra nella storia della moda per le lunghissime gambe (112 cm dal femore al tallone) e per gli indimenticabili servizi fotografici realizzati da Helmut Newton, di cui è musa, nei quali compare sensualmente disordinata, vittima di un omicidio o disabile.

Berlinese pura, nata nella capitale tedesca il 17 marzo del 1971, da due impiegati bancari, viene notata da un talent scout in una birreria dove lavora come cameriera e a 19 anni si trasferirsi a Parigi per diventare modella.

180 cm di altezza, bionda, magrissima, con due occhi da gatta e la pelle diafana arriva mentre l’estetica grunge sta scemando, pronta ad incarnare una femminilità sexy, glamour, algida che ricorda Marlene Dietrich, Jean Harlow e le misteriose dive degli anni d’oro di Hollywood.

Lavora per Chanel, Christian Dior, Dolce & Gabbana, Valentino, Prada, Armani, Versace, George Michael la vuole nel videoclip della canzone Too Funky, nel 1994 è fra le prime 50 donne più belle del mondo della classifica di People e fra le prime dieci della classifica del Time, per lo show di Louis Vuitton nel 2008 è una delle inquietanti infermiere ispirate ai quadri di Richard Prince.

Così commenta la sua versatilità:

"Posso sembrare molto sexy o per niente, sofisticata o come un bambino. Essere una modella è come essere un'attrice".

Madre di due figli, ormai non posa più.

 

Kristen McMenamy 
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"Ho ipnotizzato il pubblico facendogli credere che sono bella".

C’è tutta la filosofia del suo modo di essere modella in queste parole di Kristen McMenamy, una che ama descriversi come la "regina della moda anti-moda".

In effetti con i suoi "lineamenti da vampiro pallido e con gli occhi androgini", le sopracciglia rasate, la sua figura snella, androgina e il suo viso insolito, la modella americana è il perfetto esempio di come la forte personalità possa essere determinante per il successo.

Brutta o bella? Questo si chiedeva su di lei il pubblico che, un servizio fotografico e una passerella dopo l’altra ha contribuito a ridefinire una nuova era di bellezza.

"È una moda moderna, che non deve essere ossessionata dalla bellezza ma dalla vita, dalla personalità, dalla vitalità, è il nuovo volto della bellezza per gli anni '90", afferma Karl Lagerfeld. 

Nata il 12 dicembre 1964 a Easton, in Pennsylvania, fin da giovane età decide che vuole essere una modella. Il suo potenziale viene presto riconosciuto da Eileen Ford che le fa firmare il primo contratto. Poi arrivano le campagne di debutto per Gérard Darel, Jil Sander e, negli anni ’90, quelle per Fendi, Chanel, Versace, Calvin Klein e Karl Lagerfeld. Spiazzante, cattura subito l’attenzione dei fotografi più celebri tra cui Richard Avedon, Terry Richardson, Steven Meisel ed Helmut Newton, ma anche Miles Aldridge, suo marito per 16 anni.

Ogni sua foto è frutto di una performance teatrale, ora come allora e restano indimenticabili i suoi scatti in versione grunge con Naomi o le immagini in versione sirena realizzati daTim Walker nel 2013 per W magazine.

Riascoltate oggi le parole di Kristen sono un mantra da ripetere in continuazione:

"L'industria della moda e i media dettano il modo in cui le ragazze percepiscono loro stesse e questa è la donna ideale anche se il 99,999% del mondo non sembra così, non assomiglia a Cindy Crawford. Non ha la forma perfetta. L'unica ragione per cui spero di essere la nuova definizione di bellezza è perché rappresento l'individuo, rappresento l'idea di essere felice con chi sei, fermare i lifting e i ritocchi al naso e al seno e sai cosa? Ipnotizzato il pubblico, facendogli credere che io sia bella. E chiunque può farlo. È una questione di mente".

 

Amber Valletta 
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Forse i più distratti non ricordano il suo nome, ma il suo volto e il suo scatto in bianco e nero con le ali d’angelo sono tra le immagini più postate di Instagram ancora oggi.

Amber Valletta rientra sicuramente nell’Olimpo delle top anni ’90. La modella, spesso descritta come la ragazza americana ideale, anche se in realtà vanta un mix di origini (italiane e portoghesi, inglesi, tedesche e cherokee) è dotata di una vaga allure Hitchockiana che le fa guadagnare per ben 13 volte per la copertina di Vogue America e nel 1999, sempre la rivista, la nomina tra le "Muse Moderne" della moda del nuovo millennio. 

Amata in particolare dalla famiglia Versace, lavora per tutte le maison internazionali, tra cui Alberta Ferretti, Valentino, Calvin Klein, Christian Dior, Gucci, Michael Kors, Prada, Dolce & Gabbana e Donna Karan. 

Contemporaneamente alla carriera nella moda, ha avviato quella cinematografica.

 

Esther Canadas 
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Per Donna Karan, che le ha affida diverse campagne pubblicitarie, è The Face. Per il resto del mondo è la ragazza con il viso magnetico, gli occhi di ghiaccio, i lunghi capelli color del grano e le labbra perennemente imbronciate.

Quando Esther Cañadas entra nella moda, a metà anni ’90, dotata di un fascino che mixa hippie e sexy e la fama di mangiauomini,  nessuno può resisterle. Spinta dalla madre, diventa una grande top model, seducendo marchi come Donna Karan, Dolce & Gabbana, Givenchy, Gucci, Chanel, Valentino, Calvin Klein, Victoria's Secret, Alexander McQueen, Yves Saint-Laurent, Burberry, Prada, Tommy Hilfiger, Moschino... 

C’è un momento nei nineties in cui lei, insieme al primo marito, il bellissimo modello olandese Mark Vanderloo occupa tutte le principali passerelle e copertine.

Probabilmente una delle più belle coppie di modelli di sempre.

 

Stella Tennant
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"Se ti rendo famosa, voglio una bottiglia del mio profumo preferito". Sono queste le parole pronunciate da Isabella Blow all'allora sconosciuta Stella Tennant nel 1993. La leggendaria editor e talent scout scopre la ragazza mentre studia scultura alla Winchester School of Art e la ingaggia per l'ormai iconico servizio Babes in London per British Vogue.

Subito dopo Steven Meisel la chiama per la campagna di Versace insieme alla top Linda Evangelista e Karl Lagerfeld la incorona nuovo volto di Chanel con un contratto esclusivo. Alta, coi capelli corti e androgina, Stella ha un’aria aristocratica ereditata dagli zii, il Duca e la Duchessa del Devonshire, e un aspetto austero che le ha procurano una miriade di copertine e campagne, perfetto per gli iconici designer minimalisti del decennio come Calvin Klein e Helmut Lang, ma anche per Burberry. Il marchio britannico, infatti, la corteggia tanto da volerla, alla fine degli anni '90, incinta e con il pancione in primo piano in un intimo ritratto per la pubblicità del suo profumo.

Secondo Anna Wintour "Nel mondo della moda, Tennant si è sempre distinta per individualità e autenticità e la sostanza della sua vita - salubre e creativa - dimostra che a volte un'immagine può essere fondata nella realtà".

Anche se Tennant ha annunciato il suo ritiro nel 1998, è tornata spesso a lavoro per numerosi marchi, da Prada a McQueen, da Yohji Yamamoto a Givenchy, da Louis Vuitton a Celine.

 

Milla Jovovich 
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Definire Milla Jovovich modella è riduttivo, perché, sin da subito, la ragazza che viene dall’Ucraina ha affiancato alla carriera nella moda, l’avventura nel cinema e anche un’incursione nella musica. Minuta e di una bellezza devastante, non è solo una top che ha raggiunto il successo negli anni ’90, ma è uno dei volti e dei personaggi che ha plasmato il decennio.

Alterna film come Dazed and Confused o The Fifth Element di Luc Besson (suo primo marito e pigmalione), all’obiettivo di Richard Avedon, Paolo Roversi, Herb Ritts, Peter Lindbergh, alle campagne di Calvin Klein, Versus, Anna Molinari e molti altri.

Nonostante il viso d’angelo, Milla incarna, come spesso ha fatto anche al cinema, lo spirito di una donna forte, ribelle, contemporanea e insieme vintage, il tipo che tutte vorremmo essere.