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Gucci FW18: Il 'Manifesto Cyborg' di Alessandro Michele

Una sfida all’imposizione di un’identità binaria che distrae e medita

Gucci FW18: Il 'Manifesto Cyborg' di Alessandro Michele Una sfida all’imposizione di un’identità binaria che distrae e medita

Una musica quasi liturgica annuncia l’inizio della sfilata Gucci FW18. Una poltrona da sala operatoria, manifestazione fisica del processo creativo messo in atto da Alessandro Michele è posizionata al centro della stanza, cattura lo sguardo dei presenti, mentre i modelli iniziano a scendere in passerella.

Alessandro Michele non fa sfilare meri abiti e non mostra una semplice collezione: Gucci FW18 è una sfida all’imposizione di un’identità binaria, basata sull’archetipo normale/anormale; una dichiarazione d’intenti in cui viene metaforicamente celebrato il fluido, l’ibrido in grado di trascendere i limiti dicotomici. Il Cyborg Gucci presentato in passerella è un concetto post-umano che fonde cultura e natura e apre la strada a una scelta emancipatoria sull’identità del singolo.

Morbidi drappeggi alternati a tagli più secchi e crudi, completi alternati a lunghi abiti da sera in morbido alcantara, ciò che più ha sorpreso della collezione Gucci FW18 sono stati gli insoliti accessori: modelli con in grembo draghi, camaleonti e persino riproduzioni delle proprie teste. Headpiece, maschere in pizzo, stravaganza fusa senza sforza alla semplice essenza dei capi proposti, l'identità è un processo creativo che prende forma nelle proposte FW18 di Alessandro Michele che distrae e ragion.

Gucci FW18 è quando il ragionamento etico incontra l'high fashion.

images courtesy of Gucci