
5 lezioni di stile che possiamo imparare da Jeff Goldblum Come fare per comporre un look ispirato a quello dell’iconico attore

Jeff Goldblum è un’icona di stile? Forse. Ma, più che un esempio da copiare, lo stile di Goldblum rappresenta l’applicazione pratica di criteri ben precisi che andrebbero piuttosto analizzati. Da questa analisi, si possono trarre lezioni utili. Se oggi Jeff Goldblum e il suo modo di vestire ci paiono così unici non è per alcuna caratteristica che possa essere emulata e basta ma perché è, piuttosto, il frutto di una personalità e di un gusto che non si concede a influenze esterne.
Nondimeno, come tutte le persone ben vestite, anche Goldblum riesce ad applicare più o meno istintivamente delle regole generali che funzionano universalmente. Come disse una volta Karl Lagerfeld, «gli abiti sono solo una prova. La parte interessante è successa prima che la persona abbia aperto il guardaroba. È accaduta nell’occhio, nel giudizio, nel sapere cosa ti appartiene e, forse in modo più importante, cosa non ti appartiene». Lo stesso accade per Goldblum, i cui outfit risultano così riusciti proprio per la coerenza interna di gusto che possiedono.
In occasione del compleanno della star, ecco cinque lezioni di stile che possiamo apprendere dallo stile di Jeff Goldblum.
1. Silhouette e proporzioni
Il primissimo elemento da rilevare nel vestiario di Goldblum è l’assoluto controllo di silhouette e proporzioni. A prescindere da ciò che indossa, le spalle, la vita e le gambe dell’attore non sono mai nascoste da eccessi di tessuto o di volume ma creano sempre una sagoma ben definita. Il gioco diventa anche più sottile coi top, dato che gli orli di camicie e giacche si fermano quasi sempre sopra la vita quando non sono trattenuti da una cintura.
Se indossa un capospalla più lungo, diciamo un cappotto o un puffer, in realtà è stretto anch’esso e non si sviluppa mai in orizzontale, né ingolfa la figura dell’attore in alcun modo. Non c’è praticamente mai nessun elemento gonfio o tondeggiante che lo allarghi anzi, anche nei look più compositi, si può sempre distinguere con chiarezza la forma del corpo e le sue “scansioni” in gambe, torso, spalle e via dicendo.
Ovviamente la silhouette funziona su di lui perché ha quel tipo di fisico. Ma la parte essenziale, qui, è la maniera in cui le proporzioni dei singoli pezzi possano definire quelle del corpo: l’effetto svanirebbe se i pantaloni fossero troppo ampi, o i maglioni troppo cadenti. L’equilibrio di pieni e di vuoti è perfettamente rispettato. Questa attenzione alle proporzioni crea quel senso di “sveltezza” che i suoi look hanno, senza che niente gli pesi addosso o li ingombri.
2. Blocchi di colore e strati a fantasia
Secondo e più importante elemento dello stile di Goldblum è l’uso dei colori. Abbiamo tre casi: nel primo, quello dei look più anni ’90, abbiamo colori molto normcore, quelli che tutti hanno in guardaroba; nel secondo caso, troviamo outfit con basi di colore principali a cui si abbinano elementi secondari con fantasie analoghe tra loro ma non sempre uguali; nel terzo e ultimo caso, abbiamo outfit dove diversi colori o pattern si scontrano tra loro ma con una coerenza tra diversi toni.
Spesso capita che i pantaloni fungano da elemento di colore basale, mentre il top è decorato da motivi grafici più intensi e dialoga cromaticamente col resto degli accessori, unificando il look. Oppure c’è un completo abbinato a una camicia dalle forti grafiche. Anche nei look più semplici, poi, le diverse aree del corpo (torso, gambe, piedi) “dialogano” tra loro mentre un’altra è a contrasto. Alcuni outfit, invece, hanno una base di colore comune, come il nero o il grigio, su cui altri elementi più stravaganti si incastrano. Altra possibilità è che l’outfit abbia due colori dominanti e poi un dettaglio colorato.
3. I classici con un twist
Qui passiamo ai singoli pezzi. Non possiamo certo catalogare tutto quello che Goldblum possiede, ma possiamo dire con certezza che guardando da vicino i suoi look ci si accorge che tutti i vari pezzi sono abbastanza “classici” ma dotati di un twist che può essere la texture, applicazioni di pelliccia, grafiche vistose e motivi decorativi oppure un colore molto originale.
Volendo definire questi pezzi singolarmente, non diremmo i nomi di indumenti fuori dal comune: una bowling shirt, pantaloni con pence, stivaletti neri, cappotti, maglioni, blazer. Ma moltissimi look che paiono stravaganti sono, in realtà, il frutto di uno styling normale esaltato da pezzi normali ma decorati in modo massimalista. Il pezzo ricorrente che può simboleggiare questo aspetto del suo stile è un paio di scarpe derby di pelle nera borchiate (non siamo certissimi, ma a noi paiono della FW09 di Prada) che sono sia molto normali che formali, ma con un elemento estraneo che le rende stravaganti mantenendole riconoscibili.
4. Il pattern-clashing
Qui entriamo in un territorio più avanzato dello styling di Goldblum. Il guardaroba dell’attore non sarebbe lo stesso senza microstampe e motivi geometrici molto “intensi” e spesso abbinati tra loro. Il caso più famoso è la famosa camicia della FW18 di Prada in cui il pattern-clashing avviene nel medesimo caso ma una volta l’attore si presentò nel novembre 2019 da Jimmy Kimmel con jeans con motivo a zebra, una camicia nera con micro-stampa bianca di labbra e una cravatta bianca con un motivo pezzato. A completare, un bomber nero e scintillante e stivaletti neri.
In generale, la combinazione di due diversi pattern grafici con in comune uno o due colori o analogie anche vaghe nella decorazione è un classico di Goldblum. Nello stesso anno, l’attore combinò una camicia di Prada azzurra con un motivo a fiori sui pannelli anteriori con pantaloni pied-de-poule e creeper la cui tomaia era zebrata: la camicia forniva il colore e il “motivo” principale, i pantaloni e le scarpe erano accomunati dai colori ma il segreto era che il motivo decorativo dei pantaloni era molto più piccolo risultando neutro e isolando la scarpa decorata. Il segreto rimane l’analogia: i pattern possono differire ma devono avere qualcosa in comune e riprendersi a vicenda.
5. I dettagli angolari
Scendiamo a un livello di dettaglio quasi infinitesimale. Qualunque abito o pezzo che possiamo considerare possiede dei dettagli angolosi: a partire dagli occhiali che indossa ma specialmente visibile nella forma di colletti e tasche, nella punta delle scarpe, la forma di fibbie e orologi ma anche la costruzione di baveri e spalle nelle giacche e via dicendo. Guardando gli outfit di Goldblum si potrà notare che, per esaltare la sua figura verticale e asciutta, tutti i dettagli in questione hanno in comune un’enfasi sulla geometria e all’angolarità: raramente si trovano elementi strutturali esterni che non si sviluppino lungo linee rette e precise, con enfasi su tasche e colletti.
Durante il press tour per Wicked l’attore indossò un cardigan girocollo di Prada verde che, infatti, era insolito su di lui dato che, più spesso, l’attore predilige colletti (anche più di uno) molto strutturati. L’unica eccezione a questa regola sono i Teddy di Saint Laurent o alcuni bomber che indossa ma che compensano l’assenza di elementi angolosi con la precisione estrema del fit e la compresenza di altri elementi molto netti che rientrano nel discorso di coerenza interna dell’attore.