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"Welcome to Wrexham" è il Ted Lasso nel mondo reale

Il documentario di Ryan Reynolds e Rob McElhenney racconta come sono diventati presidenti di una squadra di calcio gallese

Welcome to Wrexham è il Ted Lasso nel mondo reale Il documentario di Ryan Reynolds e Rob McElhenney racconta come sono diventati presidenti di una squadra di calcio gallese

Quando nel novembre del 2020 è cominciata a circolare la notizia che due attori di Hollywood, Ryan ReynoldsRob McElhenney, stavano per acquistare un club nella National League, la serie più bassa del professionismo inglese, tutti avevano pensato ad uno scherzo. Invece a quasi due anni di distanza il documentario “Welcome to Wrexham” ci regala il dietro le quinte di quella stranissima trattativa, che ha portato i due a diventare i proprietari del terzo club professionistico più antico della storia. Il Wrexham infatti non è una squadra qualsiasi, dimenticata nel nord del Galles tra miniere di carbone ormai esauste e castelli diroccati, ma possiede un glorioso passato che risale al 1864, anno della sua fondazione da parte dei membri del Cricket Club, e che ora comprende due presidenti dall’altra parte dell’Oceano.

La fusione a freddo tra un club con più di centocinquanta anni di storia alle spalle e due attori di Hollywood è il tema del documentario che Reynolds e McElhenney hanno voluto girare ancor prima di diventare a tutti gli effetti i proprietari del Wrexham, e la cui produzione è stata rallentata dalla pandemia di Covid -19 fino ad uscire ora che sta iniziando la terza stagione della squadra. Le prime otto puntate disponibili sul canale FX di Hulu raccontano due americani che devono scoprire ogni aspetto del calcio inglese, dal complicato funzionamento della sua struttura gerarchica fatta di promozioni e retrocessioni - qualcosa di estremamente lontano dalle leghe chiuse statunitensi - alle regole di base del gioco, fuorigioco compreso, aliene per due turisti sbarcati quasi casualmente sulle coste orientali dell’isola britannica. 

“Welcome to Wrexham” ricorda molto da vicino la trama di Ted Lasso, potremmo dire che è la sua versione documentaria della serie Tv di grande successo che vede Jason Sudeikis diventare l’allenatore di un club di Premier League senza aver mai visto una partita di calcio prima. In entrambi infatti sono presenti tutti i cliché che associamo al calcio inglese, specie quello di provincia e di categoria, dal pub accanto allo stadio dove si radunano ogni domenica i tifosi più ansiosi prima del match alle storie personali dei calciatori che cercano di ritagliarsi il proprio spazio nel professionismo con le unghie e con i denti. Ci sono le generazioni di tifosi che si passano il testimone di padre in figlio vivendo la prima partita dei loro pargoli allo stadio come un vero battesimo e i dirigenti che lavorano part-time una volta dopo aver staccato dal loro vero lavoro, gli anziani che vivono di ricordi quando il Wrexham giocava in Seconda Divisione e i giovani che non hanno conosciuto nient’altro che il semiprofessionismo. 

Il ritratto di un’intera comunità che gira intorno alla propria squadra di calcio, nonostante i deludenti risultati degli ultimi due decenni, nella quale Ryan ReynoldsRob McElhenney provano ad entrare, in conferenza Zoom da Los Angeles o Philadelphia, con grande rispetto e serietà. “Welcome to Wrexham” infatti non racconta uno scherzo durato troppo, come poteva sembrare a prima vista, ma il potere magico e misterico del calcio, dai suoi rituali perfettamente codificati che attraversano tutta la settimana all’ansia che colpisce lo stomaco prima del fischio d’inizio, e che finisce per conquistare anche i due attori. Niente riesce a spiegare il motivo per il quale milioni di persone affidano una parte forse eccessiva della loro sanità mentale al calcio quanto vedere McElhenney struggersi di fronte al televisore alle quattro di notte per una partita a 6000 km di distanza di uno sport di cui fino a qualche mese prima non conosceva le regole. O Ryan Reynolds emozionarsi quando il Board del Club decide, dopo numerosi ripensamenti, di accettare la loro offerta per acquistare una squadra a lui praticamente sconosciuta.

Nella bulimia produttiva di audiovisivi a tema sportivo “Welcome to Wrexham” si distingue per come riesce a mettere in scena con onestà le contraddizioni che un tale progetto porta in origine, dalla distanza culturale alla differenza di classe, senza rinunciare alle loro debolezze e difficoltà. Sia Reynolds, che oltre alla sua attività cinematografica ha già dimostrato di saper gestire altre attività commerciali come dimostra il successo del suo brand Aviation Gin, che McElhenney ovviamente non hanno problemi a mettersi a nudo davanti alla telecamera, ma riescono a porsi in secondo piano per lasciare il palcoscenico ai tifosi della squadra gallese. In un periodo storico nel quale sempre più celebrities statunitensi stanno entrando nei CdA di gloriose squadre di calcio europee affidandosi a equity fund e società d’investimento, la scelta di Reynolds e McElhenney è stata in controtendenza, decidendo di inserirsi non solamente nella squadra ma anche nella comunità locale rendendo il loro viaggio nel cuore del calcio inglese perfetto per un documentario.