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Il Calcio Post-Punk: Materazi Future Club

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con 'Materazi FC' in occasione dell'uscita del nuovo video, in anteprima su nss sports

Il Calcio Post-Punk: Materazi Future Club Abbiamo fatto quattro chiacchiere con 'Materazi FC' in occasione dell'uscita del nuovo video, in anteprima su nss sports

Il 25 gennaio è uscito il singolo d'esordio, 'De Rossi', mentre il prossimo 13 febbraio sarà già tempo di un'esibizione live a Milano, al Circolo Ohibò in occasione del Mi Ami TVB. Ma di 'Materazi Future Club', nonostante l'hype scaturito dall'uscita della canzone dedicata all'ex capitano della Roma, sappiamo ancora pochissimo. E allora abbiamo deciso di fare due chiacchiere con la neonata band italiana, proprio in occasione del lancio del video ufficiale di 'De Rossi', in anteprima su nss sports.



Che cos’è il Materazi FC?

Per questa domanda abbiamo una risposta fissa che ci piace dare, una sorta di virgolettato scrittoci dai ragazzi dell’ufficio stampa del club e approvatoci direttamente dal presidente della società Woodworm Label:

MATERAZI FUTURE CLUB è post-punk, distorce le chitarre, balla e fa ballare, rendendo lo-fi lo sport più bello del mondo. MATERAZI FUTURE CLUB è la risposta della musica al calcio, un calcio alla musica e una tibia rotta, così sulla fiducia. De Rossi, Cassano, Ibrahimovic, Materazzi, Del Piero. Una celebrazione che supera il tifo e diventa epifania dell’ultima grande celebrazione triba- le italiana: il pallone. MATERAZI FUTURE CLUB sono delle canzoni punk e dei racconti ma è anche il volto e la voce di chi, di ritorno da un after la domenica mattina, va diretto a vedere la partita delle 12.30.

 

De Rossi, Cassano e Materazzi, tutti e tre giocatori cult già ritirati. Se doveste scegliere il vostro Dream Team di calciatori in attività chi scegliereste?


Ecco un Dream Team di calciatori in attività presi solamente dalla Serie A. Anche perché ci sono troppo possibilità di scelta e se non poniamo un limite non ci metteremmo mai d’accordo, poi dovremo menarci e sciogliere la band.

La formazione scelta è un italianissimo 4-4-2, grande marchio di fabbrica del nostro gioco. 

In porta: Gigio Donnarumma.

In difesa: terzino destro Tomiyasu, centrale destro Skriniar, centrale sinistro Manolas, terzino sinistro Luca Pellegrini.

A centrocampo: esterno sinistro Zaniolo (un po’ riadattato), centrale sinistro Tonali, centrale destro Nainggolan, esterno destro Chiesa.

In attacco: Dzeko affiancato da Immobile.

Ci rendiamo conto che si tratta di una formazione un po’ romantica, ma guardandola bene c’è anche tanto punk.



Cosa manca alla musica e al calcio italiano contemporaneo che c’era negli anni ‘90?


Questa domanda meriterebbe un trattato molto più approfondito di quanto possiamo fare noi ora. In ogni caso, gli anni ’90 sono stati un decennio molto intenso per il mondo musicale: il grunge, il post-rock, l’emo-core, le chitarre sempre distorte, le dissonanze e la rabbia; tanta rabbia. A partire da questo sentimento diffuso in tutti noi cresciuti in quel decennio, vedevamo nel calcio un’attitudine simile, calciatori mossi dal desiderio di essere decisivi per la propria squadra e non di vivere dietro maschere di totale apparenza. Quello che provavamo era un senso di forte sincerità. Nella musica era lo stesso: artisti dannati (per davvero). Oggi sembra spesso che i prodotti musicali e le carriere calcistiche siano pensate per apparire bene su Instagram. “Ok boomer” direte voi. “Avete ragione” diremo noi.



 

Sappiamo che siete dell’ambiente: chi sono i cantanti italiani Indie più forti a giocare a calcio?


Sicuramente noi del MATERAZI FUTURE CLUB ce la caviamo bene. Poi Carlo Pastore non è male dai. CLAVDIO è un buon trequartista, e pure il team di Santeria non scherza, corrono tutti come dei matti. Undamento ha un grande cuore sul campo ma i piedi quadrati, cosa che non ci dispiace. Il portiere più forte della scena musicale italiana è a mani basse Marco Gallorini, il nostro presidentissimo.

 

Qual è la squadra più post punk in Europa oggi?


La prima che ci è venuta in mente è il Leicester.
Una squadra che sembra composta da frequentatori di pub della provincia inglese e che ha dimostrato (e sta dimostrando anche quest’anno) che il calcio romantico non morirà mai. Ranieri ha fatto un miracolo nella stagione 2015-2016 e Vardy si è imposto come uno degli attaccanti più post-punk e hardcore degli ultimi anni. E poi in quella squadra c’era un duo così punk da sfondare i timpani e da stimolare una voglia di pogo incredibile: Ulloa e Okazaki.



Qual è stato il momento calcio/musica più alto degli ultimi dieci anni?


Ci sono una quantità infinita di momenti mainstream legati al rapporto musica-calcio. Ci affascina però una delle ultime uscite dell’allenatore dell’Hellas Verona, Ivan Jurić, che ha dichiarato di essere molto fan del death Metal (notizia che non ci stupisce, conoscendo un po’ il personaggio). Riportiamo di seguito una sua citazione da brividi: “Il fatto è che i calciatori non capiscono un cazzo di musica.

"La conoscono superficialmente, la vita che fanno li condiziona e non hanno modo di scoprire a fondo altre cose. L’unico altro metallaro con cui ho giocato in 15 anni di carriera è stato un portiere argentino del Crotone. Io ho cominciato a 14 anni con Metallica e Megadeth, poi sono passato a cose più aggressive. Il death metal è la mia passione, band come Napalm Death, Obituary e Carcass, artisti veri. Non mi piace il nu metal. I nuovi gruppi death sono senza sentimento, pensano solo alla velocità.”



 

Se poteste scegliere di scrivere un inno per una squadra, quale scegliereste e perché?


Sarebbe una figata fare l’inno per il Borussia Dortmund, squadra fatta di ideali forti, legata al proprio territorio e con una delle curve più affascinanti d’Europa. E poi ce lo vedremmo bene un bel pezzo con basso distorto, chitarroni e batteria dritta a rappresentare questo club. Altrimenti una squadra argentina, magari il San Lorenzo; anche lì c’è una tifoseria molto calda e punk (un po’ come tutte le squadre argentine); queste squadre tutto cuore e polmoni ci esaltano da morire.