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Chi è Vincenzo Grifo, il numero 10 dell'Italia

E' nato e cresciuto in Germania e contro gli USA vestirà la maglia che fu di Baggio e Totti

Chi è Vincenzo Grifo, il numero 10 dell'Italia E' nato e cresciuto in Germania e contro gli USA vestirà la maglia che fu di Baggio e Totti

A qualche giorno di distanza dall'uscita dell'elenco dei convocati diramato da Roberto Mancini, adesso è arrivato il momento di chiedervelo: quanti di voi infatti avevano mai sentito nominare Vincenzo Grifo? Pochi, pochissimi, soprattutto appassionati delle squadre meno nobili della Bundesliga. Perché la storia di Grifo si è svolta interamente all'estero (e non si tratta di un erasmus): dopo una gavetta iniziata nelle serie minori tedesche adesso gioca nell'Hoffenheim, anche se non è un titolare inamovibile ma un semplice comprimario. E allora perché ce lo siamo ritrovati in Nazionale al posto di El Shaarawy?

 

Informazioni di base

Grifo ha 25 anni ed è un italiano di Germania: è nato a Pforzheim - da mamma leccese e il padre agrigentino - ed ha iniziato a dare i primi calci nella vicina Karlsruhe. La sua carriera ha preso subito la direzione Hoffenheim, la squadra che lo ha accolto nel 2012 e che lo ha riabbracciato nel 2018 dopo un pellegrinare tra Dinamo Dresda, FSV Francoforte, Friburgo e Borussia Monchengladbach, in totale Grifo in Bundesliga ha collezionato 65 presenze 7 gol.
Per lui che ha sempre voluto vestire l'azzurro, l'avventura coi colori dell'Italia è iniziata nel 2013 con le prime gare nell'Under 20 di Evani. 

 

I motivi della chiamata

Roberto Mancini era stato molto chiaro: nel provare a dare un'impronta a questa nuova Nazionale ultra sperimentale era necessario allargare il cerchio e conoscere bene un po' tutti i 'convocabili'. Si è data una possibilità a Balotelli (ignorato da Ventura nonostante il periodo di forma vissuto a Nizza), si è deciso di puntare su giovani che a malapena erano passati dall'Under 21 (Zaniolo, Tonali e Kean), si è cercato di coinvolgere oriundi (Jorginho) e facce nuove come Lasagna, Sensi e appunto Grifo, nonostante il loro curriculum ancora da costruire a pieno. Come ha spiegato bene l'ex tecnico di Inter e Manchester City, il profilo di Grifo meritava una chance dopo essere passato dalle selezioni minori, anche in virtù del suo ruolo di jolly offensivo (nasce come trequartista e adesso gioca come ala sinistra) e dell'età, appena 25 anni

 

Il peso della 10

Ciò che ha fatto storcere il naso a molti non è stata la convocazione in se, visto la maxi lista di 27 uomini ci può stare tutto, ma il fatto che Vincenzo Grifo vestirà la maglia numero 10, visto che Insigne è tornato a casa in anticipo lasciandola disponibile. Si, avete capito bene, proprio la maglia già indossata da Totti, Cassano, De Rossi e anche Roberto Baggio, il calciatore di cui Grifo perse la testa quando era bambino. La 10 sulle spalle di un italo-tedesco in quel di Genk: l'apoteosi dell'antinostalgia in una sola frase.

 

Che ruolo fa?

Se non sappiamo molto di Grifo è anche perché, per esempio, non ha ancora fatto il suo esordio in Champions League sebbene la sua squadra abbia centrato una storica qualificazione. Non che le cose con Nagelsmann stiano andando male, anzi, ma la 'colpa' del mancato impiego è senza dubbio riconducibile alla sua collocazione tattica, che poco si sposa con il modulo solitamente utilizzato dal tecnico tedesco. Ma le due doti sono abbastanza note a tutti: calcia col destro, ha un ottimo tocco e tira delle gran punizioni, ama giocare sulla sinistra. I bonus li fornisce eccome: chiedetelo ai tifosi del Friburgo, la squadra che ha trascinato in Bundesliga qualche anno fa prima di trasferirsi al Borussia Monchengladbach.

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Cosa aspettarsi?

Pur essendo cresciuto lontano dall'Italia in casa Grifo ha sempre respirato il calcio italiano, e la chiamata in Nazionale maggiore è un sogno cullato da tempo. A prescindere dal suo impiego di stasera, quali sono le prospettive per il futuro? Sarà la prima e unica convocazione? E' ovvio che la risposta più banale è 'dipenderà da lui', ma in primis è stato chiamato per fornire il suo apporto soprattutto in chiave tecnica, in qualità di centrocampista dai piedi buoni. Grifo sa come imbeccare gli attaccanti, anche se ciò che serve di più a Mancini, oggettivamente, è proprio qualcuno che la sappia buttare dentro. Ma prima di esprimerci più di tanto, però, guardiamolo all'opera stasera se Mancini deciderà di buttarlo dentro.