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Baroque ‘n’ Roll bienvenues au “Gran Caff

Baroque ‘n’ Roll bienvenues au “Gran Caff
La definizione di caffè letterario si avvicina molto a quella di scambio. Menti e persone diverse che liberamente si incontrano o semplicemente condividono un luogo, un caffè per l’appunto, dove si interagisce attraverso dibattiti, attraverso letture, attraverso sguardi.Un luogo dal grande fascino, dove si sono susseguiti i più grandi personaggi del panorama culturale, che si ritrovano in questi veri e propri osservatori di cultura, satelliti nella città, che permettono di ricreare una sorta di oasi, dove poter esprimere al meglio le proprie idee, rendendole convincenti per sé o per gli altri. Dal primo caffè letterario del 1672, al tam tam sviluppatosi poi in Europa, fino ad arrivare ad oggi, sono cambiate tante cose. Fortunatamente esistono ancora dei luoghi che riprendono la filosofia classica e allo stesso tempo anarchica dei caffè letterari, riuscendo ad attualizzarla secondo i canoni  odierni. La fortuna vuole poi che uno dei migliori, si trovi proprio a Napoli. Stiamo parlando del “Gran Caffè Gambrinus”, che ha letteralmente accolto durante i suoi 150 anni di storia, nomi quali Gabriele D’Annunzio, Oscar Wilde, Benedetto Croce, Matilde Serao. Come ogni bohemien che si rispetti, il caffè di via Chiaia decide di festeggiare il suo secolo e mezzo di attività con un’iniziativa che troverebbe il consenso di D’Annunzio e compagni: si aprono le porte ai giovani della città con l’intento di promuovere arte, moda e design in un’atmosfera degna di queste amate discipline.
Si apre la serie di appuntamenti, curati da Francesco Campobasso, con “Baroque’n’Roll, Poudre Blanche & Chapeau Noir”, un evento che vuole ripercorrere la scuola di pensiero degli opposti, coniugando la classe ed il distacco della nobiltà barocca, che indossava cipria bianca e belletto per distinguersi dalla massa popolare, con il cappello nero, cilindrico o a bombetta a seconda dei gusti, che si lega in maniera stretta alla figura del rocker maledetto. La complicità della notte fa incontrare il bianco ed il nero, la purezza con la maledizione in una cornice che rende giustizia ad entrambi gli schieramenti.
Tutto questo al “Gran Caffè Gambrinus” che ha sposato in pieno l’iniziativa, con lo scopo di far rivivere le atmosfere respirate nella sua storia, fra i suoi tavolini, specchi ed affreschi. La possibilità di ricordare ci viene offerta attraverso musica ed immagini nuove, personali e ricche di voglia di cambiamento e perché no, di coinvolgimento.

A fare da colonna sonora a questa iniziativa, un dj set poliedrico ed aperto a sperimentazioni di genere, che si riassume nel nome di Nous*suon.
Barocchi o Rock’n’Roll, con cipria o cappello nero, interpretatela come meglio credete e raggiungeteci al “Gran Caffè Gambrinus” giovedì 25 febbraio alle 21.00…Lo chiamate voi Oscar?!


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