Indossare l'arte. Indossare la storia. Il Pantheon, Taj Mahal, Cattedrale di San Basilio. Reinterpretare monumenti simbolo del mondo occidentale e orientale e riprodurli artigianalmente in serie.

Un'idea che ha reso riconoscibile il prodotto fin da subito e ha reso LedaOtto uno dei brand più interessanti del panorama gioielli. Simona Cassai e Marta Saletti, le due fondatrici hanno raggiunto in pochi anni traguardi importanti come Vogue Talents e Who is on next 

Oggetti decisamente importanti - per dimensioni e materiali - e un gusto che richiama la storia e i tempi lontani: questo il segreto del successo. Un pezzo di storia da portare al collo o al braccio. 

 

1. Ci raccontate il vostro background formativo e professionale precedente alla nascita del vostro brand?

Simona: ho studiato allo IED di Milano, specializzandomi in textile designer, successivamente ho avuto esperienze presso case di moda importanti sempre nell’ ambito del tessuto e della stampa.

Marta: in seguito alla laurea in economia e commercio ho cominciato a muovere i primi passi nel mondo del gioiello facendo esperienze in aziende del settore in particolare nelle tecniche di gioielleria.

2. La moda si mescola all'arte e alla storia: le vostre creazioni rievocano piante archittettoniche dei più importanti edifici e monumenti culturali, storici e religiosi. Come vi è venuta l'idea?

Da un viaggio….cercavamo l’ispirazione per iniziare con la nostra prima collezione.. una veduta aerea è stata la lampadina che si è accesa, da lì abbiamo rielaborato l’idea fino a trasformarla nelle piante architettoniche.

3. Siete forti dell'essere riuscite a trovare una definita identità che rende il vostro prodotto molto riconoscibile: quanto è stato complesso il lavoro volto a trovare questa identità? 

È stato lungo e difficile…basti pensare che prima di uscire con la nostra prima collezione è passato un anno!! Abbiamo cercato un’identità che fosse riconoscibile sia nell’immagine che nelle costruzioni dei nostri gioielli, volevamo qualcosa di nuovo, mai visto prima e così abbiamo lavorato duramente un anno prima di mostrare i nostri pezzi.

4. Pezzi iconici, materiali preziosi, ricerca...: cosa c'è dietro al processo produttivo?

Ogni stagione cominciamo dallo studio dei trend dei colori dei materiali e dei mood….da lì cominciamo a cercare quelle che saranno le piante architettoniche che più si sposano con le tendenze. Una volta scelta la strada da seguire cominciamo con le prove delle strutture e delle tecniche che daranno vita alla nuova collezione.

5. Siete brave e avete partecipato a "Who's on Next?" ma, prima ancora, come siete riuscite a inserirvi nel complicato panorama della moda in Italia?

Abbiamo cominciato con le fiere…pensavamo, e lo pensiamo tutt’ora, che per un giovane brand sia la strada migliore da intraprendere per farsi conoscere e per conoscere quello che è il mercato reale. Prima con le fiere italiane fino a quelle di Parigi… sono esperienze bellissime che ti insegnano molto e ti fanno capire dove migliorare e quale invece è il tuo punto di forza.

6. Prossima collezione: ci potete dare qualche anticipazione sull'ispirazione e sui materiali?

Al momento siamo ancora in fase embrionale…possiamo solo dirti che utilizzeremo un materiale completamente nuovo, mai usato prima!!! E sicuramente questa volta ci sposteremo nel mondo sporty!

7. Uno degli ultimi interessanti progetti che vi riguarda è il co-branding con MementoDuo, ovvero una capsule collection di stivali decorati dalle piante architettoniche di celebri edifici, com'è nata questa collaborazione?

Abbiamo conosciuto i MementoDuo durante la partecipazione a Who is on Next?2013, anche loro come noi erano finalisti al concorso.

Vedendo le nostre due collezioni ci siamo accorti che potevano essere due mondi facilmente mixati insieme, e così un po’ per gioco è cominciato questo desiderio di creare un co-branding…dal gioco alla realtà, in pochi mesi è nata la nostra prima capsule collection che vede i lori stivali abbinati alle nostre piante più rappresentative, il Burj Khalifa, il Meydan e il Teatro di Taormina. È stato divertente e molto stimolante lavorare con loro!!! Sono davvero due designer eccezionali e due persone fantastiche!

8. Da giovani designer emergenti, quali difficoltà avete incontrato nel mercato moda italiano?

Forse un po’ di diffidenza verso le nuove realtà..purtroppo il momento poco favorevole crea paure e le persone hanno bisogno di certezze che sempre più ricercano nei brand affermati.

Per un giovane designer non è facile farsi strada e soprattutto diventare qualcuno nel panorama moda italiano, circondato da brand e aziende davvero forti. Noi ce la stiamo mettendo tutta!

9. In questo sistema moda sempre più influenzato dai social media e dai fashion influencer voi come vi state muovendo?Siete tra chi crede nel potere del blog e di instagram o siete ancora in fase di "valutazione del fenomeno"?

Stiamo provando a percorrere tutte le strade disponibili…crediamo che il momento sia molto difficile ma che i mezzi a disposizione siano davvero tanti. Crediamo fortemente che i blog e chi ci lavora con passione dietro siano “mezzi” altrettanto fondamentali per la crescita di un brand o per la conferma di uno già affermato. Quindi possiamo dire con fermezza di essere tra quelli che ci credono fortemente.

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