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In spalla

In spalla

Tra il marsupio, le felpe colorate e il walkman, nel nostro viaggio attraverso i mitici Ottanta, con l’obiettivo di riportare a galla vagoni di emozioni, modaiole o meno, mi sa che abbiamo – anzi ho dimenticato- qualcosa. Me ne sono accorta l’altro giorno, quando mia sorella in procinto di recarsi a scuola per l’ultima interrogazione (beata lei, adesso ha tre mesi di vacanza), mi ha chiesto di prestarle lo zaino.

Me l’aveva rifiutato per anni, ma facendo di necessità virtù (il peso dei tomi dei libri di filosofia), ha deciso di piegarsi alla dura legge, che ci vuole andare a scuola (almeno da queste parti), come delle esuli in procinto di trasferirsi altrove. Per farvela breve: zaino in spalla e bus stracolmi di turisti. Il ripescarlo poi -era finito sotto una montagna di altra roba- mi ha fatto ricordare di quanto era comodo andare in giro con tutto dietro la schiena, senza l’impiccio di tracolle pesanti e manici troppo corti. E se il must dei must per tutti all’epoca era quello dell’Invicta a strisce bianche e blu (o rosa), che si ripiegava a mo’ di marsupio, il mio sogno proibito consisteva nel classico di Prada nero, con il triangolino logo della maison bene in vista sulla parte posteriore che si richiudeva, tipo cinghia.
L’ho sognato spesso, ma all’epoca ho ripiegato su uno di Naj-oleari carino sì, ma di certo per nulla paragonabile al sempiterno di Miuccia.

Perché vi sto annoiando con tutti questi dettagli sulla mia vita di adolescente di provincia? Semplice, perché lo zainetto adesso è di nuovo in voga. Una vera rivincita per chi come me, ha passato gli anni migliori a vergognarsi per quelle bisacce di tessuto resistente con inserti fluo coordinati a quell’antiestetica riga da disegno che spuntava solitamente fuori quando c’era l’ora di arte e la cartellina di plastica porta-attrezzi era troppo piena e troppo stretta per contenerla.

Il bello poi è, che tranne alcuni modelli griffati, Louis Vuitton e Gucci in testa, quelli trendy di oggi sono per lo più vintage, scovati nei mercatini rionali di mezzo mondo, oppure rifacimenti contemporanei di vecchi modelli, ormai caduti in disuso.

Zaino di cui si rispolvera maggiormente l’allure sofisticato e chic, piuttosto che l’anima funzionale, e s’indossa gigante, più per questioni d’immagine che per bisogno. Scommetto, infatti, che negli zaini enormi, visti indosso alle varie celebrities e bloggers più affermati, ci sia poco più che una reflex di ultimissima generazione e un portafoglio griffato. Fatto sta, che avendo maggiore spazio, ti viene voglia di esagerare, arrivando a portarti dietro di tutto, dalle scarpe di ricambio (finalmente!) alle giacche antivento, dal necessaire per il ritocco del trucco, fino all’ultimo libro fashionista di Sophie Kinsella.
Una vera e propria rivoluzione, dunque.

Le deliziose e minuscole clutch siano avvisate: il back pack è decisamente back. Speriamo solo for good.


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