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KONY 2012: COS'


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KONY 2012: COS'
KONY 2012: COS'

Articolo di Alex Miller, courtesy of AdVice Network.

Da qualche ora, sulle bacheche face-tweet-tumblr di tutto il mondo, circola il video KONY 2012. Si tratta di un filmato girato da Invisible Children, un'associazione americana che da qualche anno si è fatta portavoce delle proteste contro gli scontri e le violenze in Uganda. Il suo obiettivo è semplice: mostrare a chi ancora non le conosce le azioni del capo dei ribelli della LRA, Joseph Kony, ideologo di uno Stato teocratico fondato sulla Bibbia, mandante delle violenze contro i civili ed ennesimo protagonista di una delle pratiche africane più diffuse: rapire bambini e farne dei soldati. KONY 2012 ha impiegato poco a suscitare l'Interesse di internet, e con esso, gli immediati pro e contro accumulati in anni di dibattiti e iniziative. Se nel resto del mondo la notizia è già virale, in Italia ce la stiamo prendendo comoda, eccetto per quei filantropi dei fan di Rihanna. Per farvi un'idea, date un'occhiata alle parole del nostro collega Alex Miller, uno che, quantomeno, si è preso la briga di approfondire. Leggete, guardate e decidete.

 

Probabilmente vi siete svegliati questa mattina scoprendo che su internet si parla di una sola cosa: Kony 2012. Da quando è apparso su YouTube il 5 marzo ha già 80 milioni di visualizzazioni.

Ed è una cosa buona, no? Joseph Kony e L'Esercito di Resistenza del Signore rapiscono i bambini e li trasformano in assassini. Sono anni che agiscono impunemente e finalmente qualcuno sta facendo luce sulla questione in modo da spingere le autorità americane a intervenire.

In realtà la faccenda è un pochino più complicata. Avrete notato che, quando succede qualcosa di grosso, su internet c’è subito qualcuno pronto a spalarci sopra della merda. Spesso prendono di mira ragazzine che fanno video stupidi su YouTube, ma a volte riescono persino a combinare qualcosa di buono, come ad esempio con il SOPA. In sostanza, se c’è qualcosa che piace a qualcuno, ci sarà sempre qualcun altro che rema contro.

Come prevedibile, anche Kony 2012 ha i suoi nemici. Sono sicuro che chi ha fatto il film e chi lavora per l’associazione non si curerà delle critiche, giudicandole cinismo senza senso. Dopotutto, se anche Rihanna ha postato il video su Twitter, vuol dire che si tratta di una cosa talmente grande che è normale ci siano delle persone gelose decise a mandare tutto all'aria.

Detto ciò, ecco le critiche principali mosse a Invisible Children e a Kony 2012.

Critica #1: Invisible Children è finanziariamente discutibile.

Questi sono i dati che circolano in rete.

 

È impossibile giudicare le azioni di Invisible Children solamente da questi dati. 89.000 dollari sono uno stipendio niente male, ma è un dato così rilevante? Non è così sorprendente neppure il fatto che le spese siano elevate rispetto alle entrate. Kony 2012 serve a diffondere consapevolezza tra le persone. La gente dona denaro perché sia fatta luce sulla tragedia dell'Uganda e, nel giro di una notte, grazie al filmato su YouTube, sempre più persone sono al corrente della situazione. Quindi l’operazione è stata un successo.

Critica #2: Invisible Children è poco trasparente.

Secondo notizie che circolano in Rete, Invisible Children si rifiuterebbe di collaborare con il Better Business Bureau, un’agenzia che indaga sulla natura etica delle associazioni.

Inoltre, secondo il Charity Navigator (un sito di cui ero all’oscuro fino ad oggi), Invisible Children è scarsamente trasparente quanto ai propri affari.

Critica #3: Invisible Children mente.

Secondo un articolo pubblicato dal Council on Foreign Relations:

Nelle loro campagne, queste organizzazioni [come Invisible Children] hanno manipolato i fatti a scopo strategico, esagerando il numero dei rapimenti e delle uccisioni dell’Esercito di Resistenza del Signore, enfatizzando l’impiego dei bambini soldato, e descrivendo Kony—senza dubbio un uomo brutale—come il diavolo in persona.

Critica #4: Invisible Children vuole sommergere l’Uganda di armi.

OK…Questa è una foto di Jason Russel, Bobby Bailey e Laren Poole, i registi che hanno fondato Invisible Children e girato Kony 2012.

Non è stata una bella idea, ragazzi. A essere sincero, se mai VICE mi spedisse in un posto come quello, anche io mi farei una foto del genere. Ma poi non andrei in giro a fare pressione affinché gli Stati Uniti finanzino L’Esercito Popolare di Liberazione del Popolo del Sudan (che scopro essere accusato di stupro e saccheggio).

Non sono un esperto sulla questione, ma mi sembra che armare un gruppo di persone per uccidere un altro gruppo di persone in un Paese lontano si sia sempre dimostrata una pessima idea. Tutto ciò mi ricorda pulizia etnica, estremismo, vendetta, conflitto tribale e povertà. Ma magari no, dopotutto non sono un esperto.

Critica #5: Invisible Children è guidata da cretinetti.

La prima volta che ho visto Kony 2012, mi sono sentito estremamente superficiale. Era come se non potessi passare sopra a quella patina indie che pregna il filmato. Mi ha ricordato il video dei Kings Of Leon dove fanno una festa con una famiglia di neri, o il video dei 30 Seconds To Mars in cui tutti i ragazzini parlano di come la musica di Jared Leto abbia salvato loro la vita. Sul serio, guardate di nuovo i primi secondi. Sono solo chiacchiere pompose senza alcun senso.

Tuttavia, il messaggio principale—fermare Kony e il massacro di innocenti—è molto serio. Quindi ho messo da parte il mio snobismo.

Ma forse ho sbagliato a farlo. Chris Blattman, che è Assistant Professor di Economia e Scienze Politiche a Yale, ha scritto un post su Invisible Children, chiamandoli contaballe. Inizia prendendo in giro le loro “cravatte da hipster” e i loro cappelli da cowboy, per poi accusarli di essere post-colonialisti.

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Quindi ora mi trovo un po’ in difficoltà. Temo di aver voluto cercare i difetti in Kony 2012 semplicemente perché sono uno snob a cui piace rompere le palle agli altri, e perché ho trovato che il trailer di promozione del film fosse fatto piuttosto male. Che brutta cosa, dare contro a un’associazione umanitaria per dei motivi così futili.

Il progetto del film è diventato realtà dopo che i registi sono andati in Uganda e hanno incontrato un bambino talmente traumatizzato dalla situazione da volersi suicidare. Di fronte a questa realtà atroce e grottesca, i registi hanno cercato di aiutarlo. A qualsiasi costo. Detto ciò, conta qualcosa il fatto che siano strapagati? O che abbiano alterato i fatti e lavorato per un’associazione non affidabile? Conta il fatto che siano dei cretini viziati che pensano sia compito dell’uomo bianco salvare l’Africa? O queste sono soltanto le pompose insinuazioni di occidentali con libertà, informazioni e istruzione sufficienti a permettergli di guardare dall'alto in basso un atto caritatevole?

Non sarebbe meglio smettere di criticare e iniziare ad aiutare i bambini bisognosi? Oppure è questo il tipo di interventismo cieco che getta Paesi come l’Afghanistan in guerre senza fine?

Non saprei dirlo, mi spiace.

(Grazie a tutte le persone sui blog e su reddit da cui ho preso ispirazione)

 

 

 

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