È solo l’ultima delle idee femministe e perfettamente sensate espresse dalla modella.

"Per me, qualsiasi espressione che sia consapevole e tua come donna è femminista.
Se una donna decide di vestirsi sexy, non significa che non sia una femminista. [Noi] dovremmo fare le cose per noi stessi. Se questa è la scelta della donna, e la fa sentire bene, allora è fantastico. Buon per lei".

Emily Ratajkowski continua a ribadirlo, ma è come se la sua fisicità prorompente oscurasse la verità di queste parole fino a distorcerne completamente il senso.

L’ultima volta lo fa intervistata da Allure, che la mette in copertina del suo numero di Agosto.

"Mi disturba veramente che le persone siano così offesi dai seni" - spiega e ribadendo il concetto sottolinea - "ho capito come è stata fottuta la nostra cultura. Quando vediamo seni, non pensiamo alla bellezza e alla femminilità.
Pensiamo alle immagini volgari e ipersessualizzate".

Vero, ma se lo dice Emily perde valore.

Sì, perché se una modella con orgoglio esibisce le sue forme sembra che automaticamente debba essere incapace di esprimere un concetto sensato e femminista. Perché la bellezza è uno sgarro che non si perdona e che crea fratture anche tra le donne stesse.

E quando Emrata rivela al magazine Harper’s Bazaar di essere stata discriminata spesso per le dimensioni del suo seno, in molti sprecano commenti e critiche al limite dell’offensivo. Forse prima di scrivere bisognerebbe ascoltare ad occhi chiusi le sue dichiarazioni.

Proviamoci.  

Da Harper’s Bazaar:

"È qualcosa di sessista, le persone non vogliono lavorare con me perché il mio seno è troppo grande. Cosa c’è di sbagliato nel mio seno?
È bello, è un qualcosa di femminile che ha bisogno di essere celebrato".

Da Glamour:

"In questo mondo devi veramente far capire chi sei, io ho intenzione di portare avanti questa sfida. Ci vuole, però, molto tempo per far capire che sei di più di quello che vedono. La femminilità è una cosa meravigliosa: le donne devono capire la propria sensualità al di fuori dello sguardo patriarcale maschile. Siamo il nucleo degli esseri sessuali e penso che sia qualcosa che dovrebbe essere celebrato piuttosto che attaccato".

Dalla sua pagina Twitter:

"Le donne scelgono quando e come condividere la propria sessualità e il proprio corpo".

Al New York Times esprime la frustrazione di vivere in società nella quale "le donne non possano interessarsi di politica, essere femministe e delle sex symbol".

E ancora, da Baby Woman testo scritto di suo pugno per il progetto femminista di Lena Dunham, Lenny Letter:

"Per me, “sexy” è una sorta di bellezza, una specie di espressione di sé, che deve essere celebrata, una donna meravigliosamente femminile. […] Mi rifiuto di vivere in questo mondo di vergogna e di scuse silenziose. La vita non può essere dettata dalle percezioni degli altri, e vorrei che il mondo mi avesse messo in chiaro che le reazioni della gente alla mia sessualità non erano i miei problemi, erano loro".

Vedete ancora un paio di seni abbondanti o anche un cervello funzionante?