La Baia di Trentaremi, a Posillipo, è uno dei posti più suggestivi di una città che della suggestività ne ha fatto un emblema - giusto ad un tuffo di distanza dal parco sommerso della Gaiola, un piccolo miracolo della natura che si è strappato al mare per generare una vera e propria piscina di acqua salata.

Trentaremi è il punto d’approdo della storia narrata da Liberato nel suo secondo pezzo, un ritorno attesissimo avvenuto proprio durante quel 9 maggio diventato oramai un classico. Si chiama Tu T’e Scurdat’ ‘e me ( ndt mi hai dimenticato ) ed è il perfetto campionario di quell'immaginario napoletano a cui Liberato ci aveva abituato.
Partendo dai quartieri popolari di Piazza Mercato, risalendo Napoli per il Lungomare e citando alcuni dei suoi più storici quartieri (come Forcella, Nisida, Marechiaro), l’approdo di Liberato rappresenta la rivincita di Napoli e della sua classe creativa. Dialetto, inglese, sonorità uptempo per quello che è stato definito in tanti modi – il più azzeccato dei quali è forse Shlohmo napoletano – , uniti a formare una miscela nuova, avvolta dal mistero della sua identità.

Liberato è il nuovo talento italiano che incorpora la rinascita di Napoli Tu T’e Scurdat’ ‘e me è la sua ultima traccia e una celebrazione della classe creativa della bella Napoli | Image 0

Il tutto viene raccontato secondo la riconoscibile estetica di Francesco Lettieri, regista sia del primo che di questo video, che riesce a raccontare la sua città rivestendola di una patina sognante ma contemporanea.
Una patina a cui noi di nss magazine siamo stati felici di collaborare.

La rinascita di Napoli passa attraverso la sua musica, la sua arte e la sua valorizzazione.
La rinascita di Napoli passa anche attraverso Liberato.