La mutevole immagine della bellezza ha raggiunto un'altra epoca.

Al glamour tonico e abbronzato degli anni '80 ha seguito il controverso gusto heroin-chic degli anni '90, una tendenza che ha portato verso la progressiva glorificazione della pelle lucida, dei capelli disordinati, degli occhi scuri e delle labbra pallide. Con quel cliché di  bellezza glamour lasciato nel passato, si è aperta la strada per i modelli pallidi e fragili, per una bellezza non convenzionale che recentemente è tornata sotto i riflettori di tutto il mondo grazie al sempre maggior casting da parte di brand di “nodel”: tutto tranne che l’ordinario. 

Come risultato, i brand spesso assumono elementi tipici di una determinata sottocultura e li fanno propri, trasformando l’estetica caratteristica di un piccolo gruppo in articoli alla partita del grande pubblico che scopre in questo modo, un mondo cui altrimenti non avrebbe avuto accesso. E questo rappresenta la generazione dei cosiddetti “cool kids”. Dotati di una solida rete di sicurezza a sorreggerli, i cool kids sono ragazzi delle zone bene delle grandi città, istruiti, benestanti, che a Berlino cercano di appartenere e rappresentare una di quelle scena underground per cui Berlino è conosciuta, fatta di feste, droghe ed esperienze al limite - eccezione fatta per quando la sera tornano a casa per cena.  

Abbiamo parlato con Corinna Engel e Christian Kaiser di HeroinKids, art and fashion label based in Berlino. 

"HeroinKids è un progetto artistico che comprende dipinti acrilici, fotografia, video-arte, brand…scriviamo libri e teniamo eventi. Le nostre feste sono una combinazione di mostre d'arte e spettacoli sessuali espliciti.
HeroinKids è più di un semplice brand, HeroinKids è uno stile di vita. (...) Oggi la moda è molto più che progettare il semplice abito: la gente vuole che la moda si adatti al loro stile di vita. Siamo tutti alla ricerca di qualcosa in grado di esprimere la nostra visione del mondo e il modo in cui lo vediamo",

spiegano Engel e Kaiser.

La linea tra moda e storytelling è molto sottile a Berlino e il brand stesso si basa sulla fusione e l’alternanza di moda e quell'ideale di lifestyle berlinese statico alla caduta del muro. Sui loro capi spiccano slogan e catch phrase come "Fuck the pain away”, cameo all’artista e musicista Peaches, o "Porn is the new religion” sono la loro versione irriverente e provocatoria delle sentence positive e allegre che compaiono da anni sulle maglie delle catene fast fashion.

"Le persone credono sia di tendenza essere ‘smarriti’ e che sia giusto farlo nei locali giusti, con le persone giuste. HeroinKids è la rappresentazione di questo stato d’animo, quello che ti porta ad andare in quei club di cui tutti parlano. Tutti vogliono far parte di quel mondo oscuro e in qualche modo magico… sempre alla ricerca del successo successivo, di una nuova avventura. È così che ci si immagina Berlino, ma dietro c’è molto di più. C’è il sentirsi fuori luogo, il non sapere quale sia il proprio posto, il sentirsi abbandonati, persi, non amati… Il sentirsi soli e irrilevanti mentre si vive questo pazzo mondo. HeroinKids non lo esclude. (...) Vivere una vita come questa significa anche imparare dai propri errori e, a volte, anche fallire".

Kaiser e Engel hanno capito che i giovani di Berlino sono alla ricerca di nuovi brividi, nuove emozioni, un nuovo immaginario in cui immergersi, in cui rappresentarsi. Berlino autorizza chiunque a essere ciò che più desidera ma la vera domanda resta una: è davvero necessario spingersi oltre i limiti e sperimentare l’estremo per poter trovare se stessi?
Per trovare qualcosa in cui rispecchiarsi? Dobbiamo davvero restare bloccati in quell'ideale arcaico di cool life berlinese decadente e, ormai, superato? 
Una cosa è certa, questo argomento apre una scatola di Pandora piena di taboo e la spinosa e in costante evoluzione della self expression ma non preoccupatevi, domenica sera ci sarà sempre coda al Berghain. 

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text by Birds Never Bored
images via HeroinKids, KAISERENGEL by Corinna Engel & Christian Kaiser