C'è qualcosa nello stile di Alessandro Michele che fa impazzire il mondo della moda.

Basta guardare l'hype attorno ad ogni sua collezione per Gucci, ad ogni campagna pubblicitaria e progetto; basta sfogliare le pagine di un qualsiasi blog o giornale di moda per rendersene conto. Sono bastati poco più di due anni a questo quarantenne romano per diventare una delle personalità contemporanee più importanti.

Tra i 100 uomini più influenti al mondo e designer of the year 2016, ha riportato il marchio Gucci al centro dell'attenzione internazionale, regalandogli, inoltre, un'impennata dei ricavi. Il segreto? Una moda ridondante, barocca, senza confini di genere, fuori sincrono, che segue un proprio ritmo interno, volutamente sfasato. 

Il suo è un lavoro archeologico che guarda al passato per vestire una contemporaneità sinonimo di fuori dal tempo.

Michele stratifica, mixa ispirazioni, decori, dettagli diversi in modo unico e personale: rinascimento e graffiti metropolitani, punk e chinoiserie, Caterina De Medici e lo Studio 54, tigri e serpenti, stampe e tees manifesto, faux vintage e pezzi unici. Le collezioni che crea sono sature di colori, forme, idee. Sono sature di bellezza.
Sono un'orgia visiva che non smetteresti mai di guardare.

REVOLUTION


Per lui, la bellezza è "un linguaggio complicato. È barocca, dissonante, ambigua". 

Qualcuno lo disprezza, altri lo definiscono rivoluzionario. Alessandro in un'intervista spiega la sua opinione,

"Non mi sento un uomo rivoluzionario, mi sento solo me stesso. Se la rivoluzione è la bellezza, sono un rivoluzionario".

Ecco i codici che rendono speciale il lavore di Alessandro Michele.

#1 Gender-blurring

Con Alessandro Michele la distinzione tra maschile e femminile diventa una sfumatura appena percettibile.

Nella sua passerella modelli e modelle indossano capi simili e intercambiabili, con stampe floreali, pizzi, fiocchi, ricami. C'è interscambio tra uomo e donna, stesso spirito, stessa libertà d'azione.

Una provocazione?

Secondo lo stilista, " (...) un punto di vista. Qualcuno si è sentito quasi provocato, non era la mia intenzione. Il mondo è così fuori, non ho inventato nulla. È la lettura estetica di qualcosa che vedo già per strada. L'idea che alcune donne vogliano sentirsi libere di indossare gli abiti del fidanzato non è una rivoluzione. Se trovo belli degli uomini con indosso qualcosa del guardaroba femminile, è la stessa cosa".

E continua:

"Penso che se si parla di bellezza, la sessualità sia meno importante. Comincio con bellezza e romanticismo, e quando cerchi di lavorare con la bellezza, con l'anima, con quel tipo di estetica, alla fine la sessualità scompare".

Fashion Revolution: Alessandro Michele Anatomia di uno dei designer più acclamati degli ultimi anni e degli elementi che caratterizzano il suo regno da Gucci | Image 0
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#2 Social meets art & fashion

Michele non crea solo abiti. Crea un mondo poolato di bellezza distonica, perfettamente imperfetta, e la veicola anche attraverso un intelligente e contemporaneo uso dei social media.

È il caso di #GucciGram e #TFWGUCCI. Il primo è un progetto di remix d'arte in cui illustratori e creativi del web come Amalia Ulman e Ryder Ripps sono stati invitati a raccontare i motivi iconici del marchio Gucci Blooms e Gucci Caleido; mentre con #TFWGUCCI, cioè "That feel when GUCCI", artisti e autori di meme interpretano a con il loro la nuova collezione di orologi Le Marchè des Merveilles, dando vita ad un contest creativo di successo.

E che dire del profilo Instagram dello stilista? Basta visitare @lallo25 per sbirciare nel mondo di Alessandro Michele, tra ispirazioni, oggetti d'antan, selfie, e momenti backstage.

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#3 A hippie Renaissance idea of fashion

"Ho sempre il Rinascimento nella mia mente".

Alessandro Michele non ha paura di ammetterlo: ama quel periodo, l'opulenza dei decori, l'idea che tutto fosse possibile, senza regole. Perchè per lui, "niente regge il confronto con la famiglia Medici e con quella esplosione di decadenza e di bellezza a Firenze".

Tutto in lui racconta questa passione: le sue creazioni, le campagne pubblicitarie realizzate per Gucci con Glen Luchford, il suo look, i suoi anelli, l'interior design di casa ed ufficio, il profilo Instagram e la collezione Gucci FW17, massimo esempio del legame del designer romano con quel magico periodo.

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#4 More is more, less is bore

L'estetica del nuovo Gucci è iperbolica. È satura. È un calderone di idee, suggestioni, dettagli che emergono dalla creatività di Alessandro Michele come dal cilindro di un mago. 

Fonde insieme eccentricità british, streetstyle contemporaneo, un bestiario dominato da tigri e serpenti, fantasie floreali, righe, Rinascimento, punk, tee manifesto, eccessi '80s, vintage, e molto altro.  

Lo spiega lo stesso deus ex machina del marchio fiorentino:

"Tutto è possibile. La mia interpretazione di Gucci si basa su una patchwork di cose diverse: le mie esperienze nel marchio, la mia estetica personale, il mio rapporto con l'Italia di Gucci e la mia ossessione con l'idea di decorazione, amo mescolare e abbinare tutto, è ciò che mi rende chi sono".

 

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