L'ossessione della moda per il logo dei brand sembra non essere ancora passata. Richiamando una certa estetica di fine anni Novanta e primi Duemila, l'ostentazione del logo è tornata in voga da qualche stagione, grazie anche al solito genio ribelle delle sfilate parigine Demna Gvasalia (ovviamente) che ha fatto di loghi rielaborati e font “plagiati-o-omaggiati” la chiave del suo successo. 

Se pensavate di aver visto tutto di questo fenomeno, vi sbagliate di grosso. Forse vi è sfuggito Reilly, un graphic designer e art director di Londra che rielabora i loghi dei marchi più famosi, di lusso e non, per mixarli insieme. 

Durante un'intervista con Another Magazine, Reilly ha spiegato il suo progetto: “We see these symbols every day, so frequently that I thought, ‘you know what? I’m going to mash them up by putting super famous brands with super famous brands that are totally unrelated’. I just want to make people look at them and go, ‘what?!”. Ecco, allora, che Lanvin si trasforma nell'insegna del Lidl, mentre Chanel e Champion diventano un'unica cosa, e Calvin Klein prende il posto di Burger King.

L'artista che mixa i loghi per crearne di nuovi Lanvin e Lidl diventano un'unica cosa | Image 3
L'artista che mixa i loghi per crearne di nuovi Lanvin e Lidl diventano un'unica cosa | Image 4
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L'artista che mixa i loghi per crearne di nuovi Lanvin e Lidl diventano un'unica cosa | Image 1
L'artista che mixa i loghi per crearne di nuovi Lanvin e Lidl diventano un'unica cosa | Image 0

In risultato è un cocktail di moda e pop culture che è diventato subito virale sui social – perfino Silvia Venturini Fendi ha condiviso una delle grafiche di Reilly, quella che unisce il logo “Fila” con la scritta “Fendi”. Anche Kris Van Assche, stilista e direttore artistico di Dior Homme, ha ceduto al fascino del finto-logo e ha postato sul suo Instagram la grafica di un mash-up tra il Woosh della Nike e il nome “Dior”, scatenando in poco tempo i rumors di una possibile collaborazione tra i due marchi. 

Forse a breve tutto questo sarà dimenticato, ma per il momento il gioco piace e diverte. E, chissà, forse una delle grafiche di Reilly si trasforma in una vera collaborazione.